Solidarność manifesta ancora a vent’anni dalla sua Rivoluzione

Articolo pubblicato il 19 maggio 2009
Articolo pubblicato il 19 maggio 2009
Nel 1989 il sindacato Solidarność ha contribuito alla rivoluzione democratica in Polonia. Ma a causa delle manifestazioni sindacali per i cantieri navali, i festeggiamenti del ventesimo anniversario potrebbero essere cancellati. E il grande sindacato si troverà dall’altra parte della barricata contro le decisioni del Governo polacco.

Gomme in fiamme, manifestanti che raccolgono pietre dalla strada e le tirano, poliziotti che rispondono con i manganelli. Stato d’emergenza a Danzica. Non si tratta di un film storico, ma di un possibile sfondo per il festeggiamento dei vent’anni della rivoluzione pacifica. Infatti, i sindacati polacchi hanno organizzato una manifestazione contro il Governo per il giorno in cui politici da tutta Europa celebreranno la rivoluzione del 1989 nella città affacciata sul Mar Baltico. In questo modo i sindacati vogliono protestare contro il declino dei cantieri navali in Polonia ed anche il sindacato principale, il leggendario Solidarność, parteciperà alla manifestazione. Un paradosso, perché la ricorrenza deve ricordare il 4 giugno 1989, giorno delle prime elezioni democratiche nel Paese, conquistate proprio grazie al contributo fondamentale di Solidarność.

Danzica: simbolo del movimento democratico in Polonia

Il Governo polacco è particolarmente fiero di mostrare a tutta Europa che nel Paese la rivoluzione democratica è iniziata molto prima che cadesse il muro a Berlino e che a Praga scoppiasse la Rivoluzione di velluto. Per questo, per il ventesimo anniversario sono stati organizzati grandi eventi in tutta la Polonia, fra cui anche l’incontro a Danzica. Grazie a Solidarność, al politico Lech Wałęsa ed ai cantieri navali, Danzica è il simbolo del movimento democratico in Polonia. Proprio in questa città, davanti all’ingresso dei cantieri navali, si terranno le celebrazioni internazionali, a cui sono invitati i capi di Stato di tutti i Paesi che hanno vissuto la svolta del 1989, fra i quali anche Václav Havel ed Angela Merkel. Adesso, però, i festeggiamenti sono in pericolo: i sindacati hanno indetto un’enorme manifestazione per il 4 giugno a Cracovia in protesta contro il declino dei cantieri navali in Polonia. Alcuni mesi fa l’Ue ha deciso che gli aiuti finanziari che il Governo polacco ha concesso per anni ai cantieri infrangono il diritto comunitario. Lo Stato deve sostenere i cantieri e far fronte ai debiti. I prezzi più bassi dei cantieri asiatici, la crescente perdita di negoziazioni con l’Ue da parte di diversi Governi e le tecnologie ormai superate hanno escluso i cantieri navali polacchi dalla concorrenza. Oggi in Polonia il costo di produzione delle navi supera il prezzo di vendita, una situazione che il Governo ha permesso per anni per paura delle conseguenze di una decisione importante. La Commissione europea ha messo sotto pressione il Governo, che ha dovuto vendere i cantieri di Gdynia e Stettino per rimborsare gli appalti. Questo è stato necessario secondo il piano di ristrutturazione.

Una politica antipolacca

Ma i rappresentanti di Solidarność non la pensano così ed accusano©Agnieszka Hreczuk/n-ost il Governo di aver messo in atto una politica antipolacca. Il sindacato sostiene che, se il Governo francese e quello tedesco sovvenzionano i propri cantieri e le proprie industrie, allora anche Varsavia deve aumentare i negoziati. Invece, Varsavia conduce una politica contraria agli ideali che hanno mosso inizialmente il movimento di Solidarność. La manifestazione del 4 giugno non è la prima azione di protesta dei sindacati: due settimane fa, durante la ricorrenza del primo anno della Polonia nell’Ue, a Varsavia ci sono stati episodi di violenza. I sindacati hanno manifestato davanti al palazzo dei congressi, dove si stava tenendo il Congresso dei partiti conservatori europei. La manifestazione è terminata con violenze e risse, dei poliziotti e dei manifestanti feriti. Il lunedì seguente, poi, degli esponenti del gruppo parlamentare radicale Solidarność 80 hanno occupato in tutta la Polonia diverse sezioni del partito al Governo, Platforma Obywatelska (Piattaforma Civica), e la polizia è dovuta intervenire per sgombrare le sedi. Da Varsavia il Capo del Governo, Donald Tusk, ha dichiarato che è una decisione drammatica, ma se i sindacati non ritirano le loro minacce, allora il Governo dovrà annullare le celebrazioni a Danzica. «Non metterò a rischio la reputazione della Polonia», ha detto Tusk. I sindacati avevano annunciato, infatti, che a Danzica «potrebbe essere versato del sangue». I politici, anche dell’opposizione, sono sconvolti.

«Vogliamo ricordare il successo della Polonia, il passaggio pacifico dal comunismo alla democrazia», ha dichiarato il sindaco di Danzica, Paweł Adamowicz, aggiungendo che per la Polonia sarebbe una vera vergogna sul piano internazionale e significherebbe perdere una possibilità importante di sottolineare il suo ruolo nel processo di democratizzazione dell’Europa dell’Est. Non si tratterebbe tanto dei cantieri, quanto di «un qualsiasi interesse prima delle elezioni europee», ha giudicato Sławomir Nitras, deputato di Piattaforma Civica e candidato al Parlamento europeo. Anche gli eroi della rivoluzione pacifica hanno invitato al buon senso, ma i sindacati sono rimasti decisi. «La questione è chiusa», ha detto il presidente di Solidarność, Karol Guzikiewicz, il 5 maggio nel cantiere di Danzica. Secondo lui, il Governo stesso è responsabile di questa situazione. Però, sempre meno polacchi vogliono finanziare con le proprie tasse il simbolo delle proteste del 1989, il cantiere navale di Danzica, al di fuori del quale i sindacati trovano, quindi, poco sostegno.

L’autrice dell'articolo, Agnieszka Hreczuk, è una corrispondente della rete n-ost.