Soldi ai giovani o alla Politica Agricola Comune?

Articolo pubblicato il 22 settembre 2014
Articolo pubblicato il 22 settembre 2014

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Milioni di giovani europei sono disoccupati e senza prospettive, specialmente nei paesi europei del sud come Spagna, Grecia. Programmi dell’UE che provino a cambiare questo stato attuale non esistono. Invece, miliardi di Euro sono riversati nell’agricoltura. Risultato: laghi di latte e montagne di burro. Che ne dite di una redistribuzione? Dare soldi ai giovani europei e non ai campi europei?

La storia fino ad ora…

La questione dei sussidi per l’agricoltura europea è da tempo un tema caldo. È opinione condivisa che il budget strutturale della Politica Agricola Comune (PAC) fosse una “reliquia storica” poiché la PAC fu partorita non appena la CEE riemerse da oltre un decennio di forte scarsità di alimenti durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, per affrontare il bisogno urgente di assicurare un quantitativo di alimenti sufficente per la popolazione europea. Lasciando indietro i vecchi ricordi, negli scorsi anni la PAC è stata criticata principalmente per le radici dei suoi costi, circa il 40% del budget totale europeo, e per il suo impatto ambientale.

Ogni generazione ha le proprie sfide e per i giovani europei certamente la scarsità di cibo non è una preoccupazione tanto quanto lo è la mancanza di posti di lavoro. Mentre il suono della finanza produce tanto rumore in Europa, è legittimo chiedere: l’UE dovrebbe dare i soldi direttamente alle politiche giovanili e smettere di finanziare gli agricoltori, i campi e i prodotti dell’agricoltura? La PAC è una scomunica? I greci con i quali ho parlato mi hanno convinto che questa è una falsa dicotomia sebbene il paese avesse uno dei più alti tassi di disoccupazione in Europa al 2013.

Per Grigoris Stamoulis, 30 anni, un cittadino greco il cui business di famiglia ha tratto profitti per molti anni dai sussidi all’agricoltura, la domanda sopra offre una diagnosi errata del problema, “mettere la PAC contro i giovani non è un buon confronto. Una politica non dovrebbe escludere l’altra”. “Chiediamoci che cosa sarebbe successo senza sussidi all’agricoltura. Se il settore non fosse stato sovvenzionato, i costi di produzione sarebbero cresciuti e così i prezzi dei prodotti.

Demetris Iatrides, segretario speciale del Ministero per l’Agricoltura Greco, afferma che attraverso la PAC è la gioventù greca ad essere sostenuta, con Pillar II, che offre la possibilità ai giovani di ricevere fino a 20.000 euro per mettere in piedi la propria attività agricola. Più tardi, i giovani agricoltori avranno l’opportunità di diventare investitori. Per Iatrides, la situazione non è solo bianco o nero, la PAC ha già aiutato in maniera massiccia lo sviluppo rurale, e per i futuro egli vede opportunità interessanti. “C’è la tendenza ad aiutare gli investimenti e dare opportunità agli imprenditori. Statisticamente i beneficiari sono giovani. L’aspetto importante è spingere nella giusta direzione tutti questi strumenti. Nel futuro ci sarà una rivoluzione nel settore agricolo.

Ad ogni modo, la regolare o cattiva gestione della PAC nel passato ha sollevato molte obiezioni; a causa dell’enorme sovrapproduzione risultante dai sussidi, la PAC stava diventando costosa e piena di sprechi, con agricoltori che venivano pagati per produrre beni per i quali non esisteva mercato, risultanti nelle famose montagne di burro, tonnellate di zucchero non richiesto, laghi di latte e vino, che la Commissione dovette ricomprare.

Oltre a questo, la complessità amministrativa nazionale includeva e incoraggiava le truffe. Kyriakos Stamoulis, il maggiore dei fratelli Stamouli, afferma: “sono stati concessi soldi nella maniera sbagliata. Se i sussidi di tutti questi anni fossere stati distribuiti in modo corretto, oggi avremmo prodotti migliori e migliore produzione in generale, e in forse oggi non avremmo affatto bisogno di sussidi. Non sarebbe vantaggioso soltanto per il produttore ma per l’intera economia nazionale.” L’imprenditore stima che per il futuro, “fortunatamente nelle nuove misure 2014-2020 ci sono tanti fattori “verdi” riguardanti l’ambiente e alcune misure includono studi sulle capacità dell’agricoltura.

Le condizioni per i laghi di latte non tengono più

Vaggelis Divaris è stato per anni ufficiale per la PAC alla Commissione Europea di base a Bruxelles, e guardando indietro, riconosce che “sfortunatamente, fino ad ora, abbiamo creato l’ “agricoltura della poltrona”, a tutti gli effetti abbiamo pagato la gente perché non si spostasse in città” che può suonare come un caos ma d’altra parte, ora, è compatibile con lo scopo di Pillar II, che certamente persegue lo sviluppo rurale…insieme ai giovani. “C’è sempre spazio per i miglioramenti come ce n’è per le critiche”, continua Divaris. Il suo punto sostanziale è che non dovremmo perdere di vista il fatto che la PAC funziona. È il come funziona che ha bisogno di essere esplorato.

Una politica che alimenta altre politche

Anche riconosciuto quello spettro, la PAC è stata sempre un elemento centrale nella crescita del continente, e non ingiustamente. La PAC non è solo una politica ma una politica che ne include altre. Inizialmente, la PAC fu concepita per avere prodotti a basso costo, non solo alimenti qualsiasi ma quelli da trovare sulla tavola di ognuno. Punto. Probabilmente quello che non è evidente è che il denaro per la PAC è anche denaro per la protezione ambientale, lo sviluppo rurale sostenibile e, cosa più importante, Euro versati per spingere incentivi, strumenti e percorsi per assicurare – a priori – il modo in cui le persone faranno uso dell’ambiente, e non solo una politica per convogliare fondi per riparazioni a posteriori. È lo strumento principale di redistribuzione delle risorse dalle città europee alle aree rurali. I cittadini europei della campagna sono quelli che si prendono cura delle foreste, dei mari, dei fiumi e dei laghi che ci offrono cibo, acqua e aria pulita.

Rivedendo i principi e gli obiettivi di base, la PAC intendeva[4]:

1. Incrementare la produttività promuovendo il progresso della tecnica e assicurando l’uso ottimale dei fattori di produzione, in particolare il lavoro (protezione della coesione sociale entro l’UE) 

2. Assicurare uno standard equo di vita per la comunità agricola

3. Stabilizzare i mercati

4. Assicurare la disponibilità di provviste e fornire ai consumatori alimenti a prezzi ragionevoli; prodotti agricoli a basso costo per tutti, tutti hanno bisogno di cibo (a buon mercato)!

Questi obiettivi vennero redatti nel 1958 e non sono mai stati modificati. Quale marcheresti come “fatto”?

Aggiungi questi:

5. Protezione dell’ambiente

6. Gestione sostenibile delle risorse naturali

7. Lotta ai cambiamenti climatici

8. Aprire la strada a ulteriori investimenti

9. Incentivi per i giovani affinché non abbandonino la campagna europea, assicurare uno sviluppo bilanciato del territorio

Una benedizione celata? 2013, il futuro dopo la PAC

Pensiamo a due parole in voga ai nostri tempi: start-up! È ora di pensare seriamente al potenziale delle start-up agricole. Secondo la Commissione Europea, “sotto il secondo pilastro che potenzia la competitività a livello di aziende agricole sono incluse misure di ristrutturazione e modernizzazione così come aiuti alle start-up di giovani agricoltori”.

Inoltre, “c’è attenzione a riempire il vuoto fra scienza e pratica attraverso il Farm Advisory System, così come alla formazione e ai programmi di innovazione. Questi strumenti sono finalizzati ad aiutare il settore agricolo perché si adatti alle nuove tendenze e tecnologie, diventando così più efficiente dal punto di vista delle risorse e dei costi, e capace di adattarsi alle sfide emergenti.

Sommando il tutto, può la nuova PAC lasciare spazio alla creatività? Mentre il mondo si muove insieme alla tecnologia e ha a che fare con una popolazione rurale che invecchia, dal 2015 i govani agricoltori che si affacciano al settore avranno l’opportunità di ottenere un pagamento aggiuntivo sotto il primo pilastro, che può sempre essere integrato da un supporto per start-up sotto il secondo pilastro.

Sotto questa luce, la nuova PAC può portare i giovani via da casa dei genitori, certamente molto più in là, in un’altra città o paese dove avrebbero la possibilità di iniziare a lavorare ad una start-up agricola innovativa. Attendiamo con urgenza qualcuno che ribalti il settore! Enfasi sul potenziale.

[1] Un rapporto del 2003 promosso dalla Commissione Europea e da un gruppo di esperti guidati dall’economista belga André Sapir ha affermato che il budget strutturale era una “reliquia storica”.

[2] Gli aiuti diretti e le spese relative al mercato formato il 31% del budget totale europeo. Il totale del budget della PAC è il 42% del budget europeo (31% per aiuti diretti + 11% per lo sviluppo rurale). Rappresentava il 48% del budget europeo, 50 miliardi di Euro nel 2006, in crescita dai 48.5 miliardi di Euro nel 2005. Il budget per la PAC The CAP budget si sta costantemente contraendo: dal 71% nel 1984 a un atteso 39% nel 2013.

[3] Le riforme 'Agenda 2000' hanno diviso la PAC in due ‘Pilastri’: supporto alla produzione e sviluppo rurale.

[4] Trattati di Roma

[5] Occhiata alla riforma PAC 2014-2020

[6] Solo il 14% degli agricoltori europei hanno meno di 40 anni

L'articolo originale è stato pubblicato in tedesco su The European