Solana: “una soluzione prima di maggio è possibile”

Articolo pubblicato il 16 febbraio 2004
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Articolo pubblicato il 16 febbraio 2004

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Café babel ha intervistato uno Javier Solana ottimista e fiducioso. Sulla bontà del Piano Annan e su una soluzione del conflitto cipriota in tempi (troppo?) brevi.

Javier Solana, Alto Rappresentante per la Politica estera e di sicurezza commune dell’UE, ha incontrato il Ministro degli esteri turco Abdullah Gül il 4 febbraio scorso. Alla fine dell’incontro Solana ha dichiarato di essere “ottimista quanto al ruolo della Turchia nella ricerca di una soluzione a Cipro. L’UE vuole offrire tutto il sostegno necessario ai negoziati”. Certo, tutti lo sperano. Ma dopo il suo viaggio di metà gennaio, pare che la Turchia cerchi più aiuto a New York che a Bruxelles. L’Europa è davvero incapace di badare da sola ai problemi di casa sua? E’ quanto volevamo sapere da Javier Solana.

Café babel: Cosa succederà se non si riuscirà a trovare un accordo prima dell’adesione di Cipro Sud all’UE? La Turchia sarà vista come un invasore del territorio europeo?

Javier Solana:Non penso che sia molto utile leggere la situazione secondo queste categorie mentali. In questo momento è inutile fare speculazioni. Ciò che so è altro: le condizioni per una soluzione prima di maggio, a Cipro, ci sono. Il piano proposto dal Segretario delle Nazioni Unite Annan (che punta a una repubblica federale “alla belga” nda) continua a rappresentare l’unico punto di partenza per una soluzione plausibile che possa emergere dai negoziati. Mentre parliamo, ciprioti greci e turchi si stanno incontrando a New York sotto gli auspici dell’ONU e credo che ciò dimostri che le cose stiano andando nella direzione giusta. Inoltre l’UE ed io personalmente siamo pronti a fornire tutto il sostegno necessario per facilitare questo processo e permettere al Piano Annan di essere attuato secondo il calendario previsto.

Perché crede che la Turchia stia cercando più l’appoggio degli USA e delle Nazioni Unite che quello dell’UE per risolvere il conflitto a Cipro?

Non so su cosa stia basando la sua analisi della situazione, ma io la vedo in modo diverso. La Turchia gioca un ruolo importante nella ricerca di una soluzione e sono ottimista sul carattere costruttivo del suo impegno. Sono regolarmente in contatto con le autorità turche e a più riprese abbiamo scambiato le nostre idee sulla questione cipriota. Ciò è avvenuto in particolare col Ministro degli Esteri turco, Abdullah Gül, che ho incontrato a inizio gennaio. Il rapporto tra Turchia e Unione Europea è molto stretto, vista l’intenzione della Turchia di aderire all’UE e i nostri comuni obiettivi di pace, stabilità e prosperità per la regione euromediterranea.

Cos’è allora Cipro per la Turchia? Il “prezzo da pagare” per accedere all’UE?

L’adesione della Turchia all’Unione Europea sarà considerata sulla base dei cosiddetti “criteri di Copenhagen”. Non ci sono prezzi da pagare, ma solo oggettivi criteri politico-economici da soddisfare. Come gli altri candidati che l’hanno preceduta, la Turchia deve impegnarsi a realizzare sul terreno quelle riforme necessarie ad avvicinarla all’Europa. L’UE ha incoraggiato la Turchia a perseverare sulla base dei considerevoli progressi già compiuti in quest’area.

In linea con le conclusioni approvate all’ultimo Consiglio Europeo di dicembre, sono soddisfatto della volontà espressa dalle autorità turche di risolvere il problema cipriota. Come saprà, in quell’occasione, i leader europei hanno dichiarato che “una soluzione del problema cipriota faciliterebbe di molto le aspirazioni della Turchia a divenire membro UE”.