Solana: «È Lukashenko che isola la Bielorussia»

Articolo pubblicato il 13 marzo 2006
Articolo pubblicato il 13 marzo 2006

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Javier Solana, Alto rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune pone le condizioni per un riavvicinamento di Minsk con l’Unione Europea.

Ex ministro socialista, lo spagnolo Javier Solana è stato Segretario Generale della Nato e guida la diplomazia europea dal 1999. Cafebabel.com lo ha intervistato alla vigilia delle Presidenziali in Bielorussia.

Come descriverebbe il regime politico in Bielorussia?

Direi che stiamo parlando di un paese che si trova in Europa ma che è completamentee non-europeo sotto il profilo del rispetto della democrazia e dei diritti umani. Il popolo bielorusso merita molto meglio.

L’Ue ha denunciato le violazioni dei diritti umani in Bielorussia molte volte. Questo significa che deve punire o isolare il suo regime?

L’Ue ha mostrato la sua volontà di intraprendere azioni forti in risposta agli sviluppi negativi in Bielorussia, incluso tramite l’uso di divieti di viaggiare, per esempio, in concomitanza con le mancate inchieste e con l’insabbiamento dei casi riguardanti la scomparsa di tre oppositori politici e di un giornalista in Bielorusssia nel 1999-2000. O nel caso delle elezioni parlamentari dell’ottobre 2004 quando l’Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) rilevò la distanza tra gli impegni assunti dalla Bielorussia e il reale svolgimento delle elezioni, l’Ue impose un divieto di visto a sei alti funzionari bielorussi.

Inoltre, in risposta alla violazione delle libertà civili elementari dei leader e membri dei sindacati, l’Ue prese in esame il ritiro temporaneo dei benefici concessi alla Bielorussia nel quadro del Sistema Generalizzato di Preferenze.

Voglio essere chiaro, l’Ue non desidera isolare la Bielorussia. È Lukashenko che sta isolando il paese. L’Ue rimane aperta al dialogo, e ha chiaramente esplicitato alle autorità bielorusse le tappe da compiere per normalizzare le relazioni. Rispetto per la democrazia e stato di diritto sono le condizioni di base necessarie affinché il processo possa partire.

Con quali mezzi l’Ue può promuovere la democrazia in Bielorussia?

L’Ue ha compiuto dei passi importanti sia per supportare la democrazia sia in risposta agli sviluppi negativi in Bielorussia. Questo include il trasferimento di due milioni di euro, effettuato lo scorso anno, a favore della EIDHR (European Initiative for Democracy and Human Rights) per progetti a sostegno del processo di democratizzazione, della European Humanities University, dello sviluppo dei media e del dialogo con le forze democratiche del Paese. Abbiamo anche risposto con fermezza ai brogli elettorali delle ultime elezioni, e imposto divieti di visto qualora necessario.

Quando crede che la Bielorussia sarà pronta per entrare nell’Unione Europea?

L’Ue ha dichiarato più volte di volere con la Bielorussia relazioni migliori e più strette, nel quadro del Partnership and Cooperation Agreement e della Politica europea di vicinato, non appena le autorità bielorusse dimostreranno chiaramente la volontà di rispettare i valori democratici e lo Stato di diritto.

Pensa che assisteremo anche in Bielorussia a delle manifestazioni post-elettorali come avvenuto in Ucraina nel 2004?

L’Ue sostiene il processo di democratizzazione e lo Stato di diritto. Se ci saranno manifestazioni dopo le elezioni, l’Ue chiederà ad entrambe le parti di non cedere all’uso della violenza.

La tradizionale alleanza tra Russia e Bielorussia può condizionare l’Ue per ciò che riguarda la sua politica estera in Bielorussia?

È vero che Russia e Bielorussia hanno stretti rapporti sociali, economici e politici ma la Bielorussia è uno Stato sovrano indipendente, e noi lo trattiamo di conseguenza.