Soffiare sullo yogurt

Articolo pubblicato il 04 ottobre 2007
Articolo pubblicato il 04 ottobre 2007

Prima o poi ognuno di noi fa delle brutte esperienze da cui in futuro trarrà degli insegnamenti. In particolar modo durante l’infanzia. Come quando ebbi la brillante idea

di accarezzare il cane del vicino, un cocker che cominciò ad abbaiare e a digrignare rabbiosamente i denti contro di me. E il coraggio mi venne meno. Il giorno successivo decisi di girare al largo da quella bestia maledetta.

Il mio vicino, molto probabilmente, sogghignò dell’accaduto e disse: «Un bambino che si è bruciato teme il fuoco!» (Ein gebranntes Kind scheut das Feuer). Mi grattai la testa. Quando raccontai a mia madre dell’episodio, lei replicò in turco: «Chi si brucia una volta la bocca con il latte bollente soffia persino sullo yogurt» (Sütten az yanan yourdu üfleyerek yer). E io rimasi sorpreso una volta di più.

Il mio insegnante di inglese mi informò che anche in Gran Bretagna si impara velocemente quando si è già stati morsi: «Sull’isola, una volta che si è stati morsi si è due volte più intimoriti (Once bitten, twice shy). In Russia la gente è ancora più paurosa: «una cornacchia impaurita ha paura anche di un cespuglio» ().

In Europa meridionale a fare scuola è il gatto. Tra i francesi si dice: «Un gatto che si è scottato con l’acqua calda teme persino quella fredda» (Chat échaudé craint l'eau froide). Così anche tra gli spagnoli (Gato escaldado del agua fría huye). In Catalogna corre voce che «Un gatto che si è scottato con l’acqua calda, è contento solo con quella tiepida» (gat escladat, amb aigua tèbia en té prou).

Ad ogni modo, o scottati, o bruciati o morsi, in Europa e nei paesi vicini si usa dire: una volta e mai più!