SMAV, come “illuminare” la provincia con la musica

Articolo pubblicato il 05 giugno 2015
Articolo pubblicato il 05 giugno 2015

Si può creare un live club in un piccolo paese. Non solo: ci si può anche portare i migliori gruppi della scena indipendente italiana e finire sulle pagine di Rolling Stone Italia in meno di due anni. Abbiamo parlato della storia dello SMAV e della riscossa della “provincia cronica” con uno dei suoi fondatori, Alessandro Affinita.

Se bazzicate anche voi la scena indie italiana probabilmente sapete già che la nuova casa della musica emergente in Campania si trova sotto le lampadine dello SMAV. La vita di questo club casertano è cominciata da poco, ma è già storia: in soli due anni il suo nome si è affermato sul territorio nazionale affiancandosi a locali come Hiroshima Mon Amour (Torino), Locomotiv (Bologna), Magnolia (Milano) che tradizionalmente e storicamente ospitano questi concerti da Roma a salire.

Prima dello SMAV non è azzardato affermare che la musica indie non avesse fissa dimora nella nostra regione. Napoli ha sempre avuto e continua ad avere locali che ospitano le nuove realtà musicali, ma nessuno finora è riuscito a raggiungere la peculiarità dello SMAV, che ha fatto della musica e della sua condivisione a trecentosessanta gradi i suoi tratti distintivi contando, solo negli ultimi nove mesi, oltre sessanta concerti tra artisti italiani e stranieri, spaziando tra generi che vanno dall'elettronica al cantautorato.

Questo traguardo, appartenemente poco interessante, assume tutt'altro significato se si considera che è stato raggiunto a Santa Maria a Vico, un paesino di diecimila abitanti della provincia di Caserta, in un periodo nel quale essere dei giovani imprenditori del Sud è come essere giocatori d'azzardo.

Ho incontrato Alessandro Affinita, proprietario dello SMAV insieme ad Antonio Cerreto e Vincenzo Guida, per farmi raccontare come è nato il progetto e qual è stato il segreto di un successo così rapido.

Da fuggitivi a direttori artistici

La storia dello SMAV nasce da un ritorno. Dopo essere scappati dal luogo in cui sono nati, Santa Maria a Vico (di cui SMAV è appunto l’acronimo), Alessandro, Antonio e Vincenzo hanno deciso che era il momento di tornare per investire sul loro territorio, provando a creare uno spazio dove non solo ci si incontrasse per una birra senza troppe cerimonie, come un pub all'inglese, ma che fosse anche un punto di riferimento per gli amanti della musica dal vivo.

«La prima cosa che mi hanno detto i miei amici, quando gli ho detto che volevo fare, è stata: “Ti vuoi cappottare?”» Racconta scherzando Alessandro. Portare il concept del live club in provincia di Caserta, dove i giovani preferiscono serate più mondane e discotecare, pareva un'impresa destinata a fallire. Eppure questo non è successo, anche se l’inizio non è stato facile. Prima di tutto bisognava educare il pubblico al tipo di locale, un must nel resto dell'Europa non ancora molto diffuso in Campania. Poi c'era la questione del genere di musica. Gli ascoltatori di indie o di artisti emergenti sanno che a volte può essere un'impresa perfino fare ascoltare la propria playlist durante i viaggi in auto. Chiedo ridendo ad Alessandro, sicura della risposta, se qualcuno non gli abbia mai chiesto che razza di musica ascolti. «Continuamente! Ma dopo due anni sono soddisfatto di come gli avventori abbiano recepito la nostra offerta musicale. Anzi, in molti si sono interessati a nuove band e hanno cominciato ad scoprire nuovi generi. E pensare che inizialmente era difficile riscuotere credibilità perfino presso le agenzie, da cui abbiamo ricevuto parecchie porte in faccia». Adesso qualcosa è cambiato e chi in passato li aveva snobbati, visti i numerosi concerti sold-out, ora li contatta per organizzare concerti.

«Quest'anno abbiamo creato delle rassegne, in modo che il pubblico sapesse esattamente cosa aspettarsi ogni giorno della settimana, quando veniva a trovarci». Oltre al consueto concerto del venerdì (che ha visto protagonisti artisti da tutta Italia e, a volte, dall'estero), di giovedì è stato lanciato il format Tuesday's child, che ha proposto esibizioni cantautorali in dimensione più intima e raccolta, da ascoltare seduti su divanetti; il sabato è stato invece dedicato alla rassegna Waves, che ha trasformato lo SMAV in un "club electro", una vera novità per queste zone, ed ha visto on stage, tra tutti, Yakamoto Kotzuga e Slow Magic, istituzioni per gli amanti del genere.

Uno dei segreti dello SMAV, oltre all'offerta musicale, è il tentativo di offrire la maggior parte degli show gratuitamente, o al massimo con un biglietto d’ingresso dal prezzo contenuto, cercando di abbattere gli oneri della pubblicità, affidata totalmente alla condivisione sui social e sul web, ed eliminando gli intermediari. «Quando in un locale il proprietario è anche direttore artistico, come nel nostro caso, si abbatte già il primo costo. Inoltre abbiamo creato un circuito indipendente di vendita dei biglietti, nel quale i costi di prevendita sono assenti. Da noi il biglietto in prevendita ha un prezzo inferiore, perché vogliamo agevolare il più possibile chi viene a sentire i nostri concerti».

Una fetta di promozione importante è affidata anche inconsapevolmente agli artisti che, sia dal palco che attraverso i social, hanno mostrato il loro entusiasmo nel suonare in un luogo dove l'attenzione alla musica è centrale, contribuendo a diffondere il nome e la fama del club. Questa chimica ha creato, intorno a quello che avrebbe potuto essere un anonimo pub, una vera comunità che ama questo posto e lo sostiene, anche con la semplice condivisione su Facebook degli eventi che vi si tengono. «Molti ragazzi che studiano o lavorano fuori mi raccontano che adesso, quando dicono che sono di Santa Maria a Vico, la gente risponde loro che la conoscono perchè “è dove c'è lo SMAV”. Questo è un grande motivo di orgoglio per loro ed ovviamente per noi».

Il presente e il futuro

Il 13 giugno Alessandro, Antonio e Vincenzo festeggeranno il secondo compleanno dello SMAV con il Goodnight Festival, un concerto di chiusura della stagione che vedrà protagonisti Lo Stato Sociale, Fast Animals and Slow Kids, Nicolò Carnesi e Pan Del Diavolo, band siciliana che si esibisce in Campania per la prima volta.

Ma l'immaginazione dei ragazzi volge già alla nuova stagione, visto che il calendario dei prossimi concerti è già quasi del tutto definito e serba grandi soprese, come l’appena annunciata esibizione dei Ministri a novembre. E non è tutto, come ci rivela Alessandro: «A settembre ci allarghiamo con un'altra sala. Le due anime dello SMAV, quella live e quella pub, convivono pacificamente, ma è giusto che ognuna abbia il suo spazio».

A prescindere dai risultati imprenditoriali, la storia dello SMAV insegna che una provincia diversa si può e che, con la giusta dose di coraggio, si può arrivare dall'anonimato alle pagine di Rolling Stone Italia, che ha più volte ospitato dei report dei live. Basta amare il proprio lavoro, la propria terra e credere alle proprie idee quando si accende la lampadina. O meglio: le lampadine.

Potete seguire la programmazione dello SMAV ed essere informati sul Goodnight Festival e gli altri eventi grazie alla pagina Facebook ufficiale e al sito.