Slevin Aaron: Nascita di racconti attraverso il mirino

Articolo pubblicato il 08 ottobre 2014
Articolo pubblicato il 08 ottobre 2014

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Talvolta, non basta soltanto aprire l'otturatore della macchina fotografica per scattare una buona fotografia; uno deve sentire la fotografia in anticipo, essa deve essere portata alla vita nella mente e nel cuore del suo creatore. Cafébabel ha parlato con Slevin Aaron, un fotografo polacco le cui fotografie impressionanti sono infuse con emozione e narrazione.

Fotografare senza la giusta ispirazione può essere difficile. Forse sei andato alla spiaggia e hai provato di catturare l'espansività del mare,la riflessione delle increspature argentee sotto il sole, ovvero le squamose rupe per cogliere l'enormità di una montagna lontana. Però, appena rientrato a casa hai scoperto che non hai incarnato quello che hai sperato di catturare. C'è un elemento di cui alcuni fotografi spesso si dimenticano: l`emozione.

Per Slevin Aaron, un fotografo con sede a Stettino, Polonia l`emozione è il punto cruciale della sua fotografia. Ed il modo migliore per evocare questa emozione è attraverso la narrazione. Le fotografie di Aaron, a volte cupe e misteriose, mettono l`uomo in un ambiente naturale, cosicché lo spettatore non può fare altro che speculare sulla temporalità, qualcosa che la fotografia insomma cerca di superare. Facendo così, Aaron è riuscito di evidenziare la cosa che talvolta noi come fotografi sentiamo che manca nelle nostre fotografie: l`essenza di una scena. 

Scegliere il posto giusto 

Aaron, per infondere la fotografia con un pizzico di nostalgia utilizza soprattutto tinte attenuate e spesso percorre molti kilometri alla ricerca di posti dove catturare l`immagine giusta. "Amo gli spazi aperti e soprattutto quelli grandi dove posso trovare una splendida prospettiva e anche dare a mie fotografie un ambiente più bello. Questo mi permete di rendere le mie foto più minimalistiche per dimostrare quanto siamo piccoli." Durante un servizio fotografico Aaron aveva bisogno di un deserto, ma vivendo in Pologna non ha avuto tante opzioni. Così, invece, è andato alla spiaggia. Era inverno e siccome la nebbia caliginosa si era estesa sopra l`acqua, l`orizzonte era quasi invisibile, permettendo gli di catturare l`abisso sabbioso che aveva immaginato.

Tuttavia, il tempo è imprevedibile. Egli fa quasi sempre del suo meglio, cercando di usare quello dato come un vantaggio. Ma talvolta deve tornare allo studio di 39 metri quadrati, per creare un'illusione che la scena era imposta all`aperto. Per le serie Secret Garden, Aaron ha riempito d`acqua e latte una vasca da bagno. Allora, ha chiesto le modelle di galleggiare metà sommerse, circondate da diverse oggetti naturali. Anche se i bianchi stagni lattei non sono frequenti nella natura, soltanto aumentando la loro oscurità è riuscito di evidenziare la bellezza degli stagni e delle modelle.

I racconti e la Mitologia

Le serie Melancholia di Aaron raccontano una storia di due sorelle che forse affrontano gli ultimi giorni sulla terra o meglio dire gli ultimi giorni della terra. La scenografia è la fine del mondo. Il vento sta soffiando, il cielo è scuro e le due sorelle si abbracciano, indossando bianchi abiti da sposa che di solito li indosserebbero per dire i loro voti prima di cominciare una nuova fase della vita. Può darsi che è la loro fine, ovvero un nuovo inizio, ma quello che lo spettatore può veramente prendere sono le emozioni cupe e naturali che esso communica, sottolineando allo stesso tempo la bellezza di alcuni momenti fugaci su un campo erboso. "Volevo che esse fossero state silenziose e calme, piene di emozione e d`istoria, anche se si trattò di una tragedia".   

Ma come ispirazione lui usa anche mitologie stabilite da lungo. Nelle sue serie su Valchiria Aaron si avvicina ai racconti nordici sulle dee guerriere mandati dal regno di Asgard di rivendicare le anime dei guerrieri vichinghi che coraggiosamente lottavano nella battaglia. "Uno degli aspetti più importanti era scegliere il posto giusto. Esso doveva essere vasto e vuoto per quanto riguarda la forma e l`enormità, per rendere le foto minimalistiche e adatte per il mito presentato. Per esempio la spiaggia coperta di neve era ideale per questo. Per me è molto importante tutto ciò che vedo nel mirino di essere esattamente come nel prodotto finale, senza ulteriori interferenze della computer grafica. 

Come ogni fotografo sa, è assai difficile catturare immagini di questa qualità  senza una post-produzione. Esso richiede un piano approfondito, lungimiranza e competenza in cui Aaron sembra di essere diventato un esperto. A parte questo, le emozioni e i racconti restano ancora al centro delle sue fotografie. Senza di loro, Slevin Aaron non sarebbe riuscito a immortalare il temporale.

Nel mese di aprile 2015, alcuni dei suoi lavori saranno esibite insieme alle opere di 44 altri fotografi in una mostra a Milano, Italia ospitati da entrambi Leica Camera Italia e Vogue Italia. Per vedere più del suo lavoro on-line, clica su slevinaaron.tumblr.com