Sıla Şahin, musulmana e senza veli: "Finalmente libera!"

Articolo pubblicato il 17 agosto 2011
Articolo pubblicato il 17 agosto 2011
Sıla Şahin sa quello che vuole. Quattro mesi fa, la giovane attrice tedesca di origine turca si è spogliata per la copertina di Playboy. "La prima musulmana" che esibisce il suo corpo su carta patinata. Oltraggio religioso, strategia di marketing o integrazione ostentata, l'iniziativa ha diviso la comunità turca, da Berlino a Istanbul. A 25 anni Sila mostra un sorriso fiero e ribelle.
Racconta ai tabloid che questa "liberazione" le è valsa quasi il ripudio dei suoi genitori, ma ha anche accelerato la sua carriera.

cafebabel.com: Lei è tedesca d'origine turca, qual è il suo rapporto con Berlino?

Sila Sahin: Sono nata e cresciuta a Berlino, nella parte ovest, a Charlottenburg. Mi piace molto il lato multiculturale e cosmopolita della città. Ma adoro anche la Turchia, Istanbul e Smirne sono dei posti splendidi. Anche se le altre città continuano ad attirare la mia curiosità, credo che farò sempre ritorno a Berlino. Avere due culture mi piace. Sarebbe davvero un peccato avere una sola nazionalità. Sicuramente c'è una certa dose di schizofrenia in questa doppia appartenenza, ma credo di prendere il meglio da ciascuna di esse. Ogni lingua è come una nuova persona da incontrare. Sono un po' come una ladra.

Sorriso ribelle?

cafebabel.com:Si sente europea?

Sila Sahin: Cosa significa? Io appartengo al mondo, l'Europa non mi basta. Sono una cittadina del mondo. Voglio potere partire con il mio zaino e andare in Cina, in Messico, a Cuba... Voglio scoprire il mondo intero.

cafebabel.com:Perché ha scelto di fare l'attrice?

Sila Sahin: Ho fatto una scuola di teatro e una formazione per estetiste, ho lavorato come modella, e tra le altre cose ho seguito dei corsi di danza e di canto. Mi sarebbe piaciuto essere stilista o ballerina. Ma recitare ti dà questa possibilità più unica che rara di sperimentare sempre cose nuove, di scoprire altre vite, di vestire i panni di altre persone, di sentirle, di comprenderle. Quando reciti, nessuno pretende giustificazioni per quello che fai. Mi piace in particolare l'energia della scena e l'alchimia che si crea con gli spettatori. Recitare commedie dà una libertà incredibile.

cafebabel.com:Perché, lei non si sente libera?

Sila Sahin: A tutti piacerebbe essere liberi. Ma questo dipende dall'ambiente in cui sei stata educata, da ciò che dicono quelli che ti circondano, se e in che modo tutto questo ti influenza. Seguire dei corsi di formazione per attore mi ha cambiata molto. Non ho più bisogno che gli altri approvino quello che faccio. Non voglio più sentire “devi comportarti bene”. Voglio fare le mie esperienze e seguire la mia strada. E soprattutto non dover dar conto a chi mi chiede: “Perché stai con un ragazzo tedesco? Perché posi nuda?” Che vadano a farsi fottere.

cafebabel.com:Vive una fase di ribellione?

Sila Sahin: Sì, contro tutti quelli che passano la loro vita a giudicare e criticare, siano conoscenti o amici, musulmani, turchi o tedeschi. Sì, ho anche una testa pensante. Voglio essere libera. Anche se i miei genitori sono persone molto moderne, hanno sempre avuto delle aspettative e delle idee molto precise sul ruolo della donna all'interno della società. Per me è inconcepibile che certe persone non possano fare ciò che vogliono solo perché i loro genitori provano a tenerle chiuse in casa. Sono turca ma mi sento anche tedesca. A Berlino mi sento a casa. E credo che sia un peccato che ci siano Turchi che vivono qui da quasi trent'anni e non conoscono una sola parola di tedesco. Non è mai troppo tardi per imparare, no? Bisogna scambiare, condividere il più possibile con gli altri. Ma la pressione maggiore proviene dalla società: comme molti altri immigrati, mio padre e mia madre sono arrivati qui e hanno vissuto un po' rinchiusi nel proprio nido. All'inizio, chiaramente, volevo vivere come loro, poi ho scoperto che la vita può essere più larga di una finestra.

cafebabel.com:E le foto per Playboy? Ci racconti un po' come è andata.

Sila Sahin: Posare nuda non mi era indifferente, anzi. Avevo già posato per FHM, poi la redazione di Playboy mi ha proposto delle foto di nudi. Ho riflettuto molto prima di accettare: sapevo benissimo che avrebbero fatto scalpore. Avevo paura di essere giudicata, di essere sputata in faccia, di sentirmi dire “Vergognati!”. Ma durante gli scatti mi sono sentita a mio agio e quando ho visto le foto mi sono scoperta diversa, femminile. Davvero donna. Continuo a non capire cosa possa esserci di male in un corpo nudo. Qual è il problema? [bestemmia] Adesso va tutto bene. Mi sono riconciliata con la mia famiglia e con le persone a me vicine che pensavano avessi sbagliato. E, chiaramente, la polemica ha aiutato un po' la mia carriera.

cafebabel.com:Progetti per il futuro?

Sila Sahin: Fare cinema sarebbe fantastico. È un'atmosfera completamente diversa. E poi il cinema ha un pubblico più vasto, un film non muore mai. Mi piace molto Fatih Akin e soprattutto il film “La sposa turca”. I ruoli fatti interpretare alle ragazze turche nel cinema tedesco spesso sono dei cliché. In “GZSZ” (soap opera tedesca), Ayla, il personaggio che interpreto, è controllata e molto disciplinata. A pensarci è come me fino a qualche tempo fa.

cafebabel.com:Perché non ha voluto parlare di religione in questa intervista?

Sila Sahin: La religione è qualcosa di irrazionale che ognuno gestisce personalmente, nel proprio cuore. D'altra parte, il tema è così sensibile e non voglio ferire nessuno. Bisogna saper vivere e lasciare vivere. È una questione tra Dio e me. Certo, la mia famiglia è musulmana ma io non voglio essere Giovanna d'Arco.

 Foto: home-page e testo © Jan Zappner; Video: nyourfacetv3/Youtube