Skopje: i giovani portano Solidarietà e Speranza dopo l'inondazione.

Articolo pubblicato il 20 agosto 2016
Articolo pubblicato il 20 agosto 2016

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È difficie portare avanti le incombenze quotidiane e allo stesso tempo dare una mano a chi ne ha bisogno, ma sto facendo del mio meglio"  

Scritto da: Ana Alibegova

Revisionato da: Diego Heatherman

Correzioni a cura di: Ivana Petriskova

Il giovane Ognen Janeski vorrebbe che il giorno avesse più di 24 ore.

“È difficie portare avanti le incombenze quotidiane e allo stesso tempo dare una mano a chi ne ha bisogno, ma sto facendo del mio meglio", spiega, esausto dopo una lunga giornata. Tossisce dal freddo ma, ottimista e fiducioso, organizza i piani per l'imminente consegna delle donazioni. Il giovane personaggio televisivo scandisce la sua intensa routine tra i vari progetti e la preparazione dei programmi TV. In questi giorni dedica la sua attenzione alle famiglie disastrate dall'alluvione dei primi giorni di Agosto. Da allora Skopje è stata colpita da inondazioni che hanno provocato la morte di più di 20 persone e causato severi scompensi nelle periferie della capitale Macedone. Il giovane Ognen inizia e termina le sue giornate in nome di attivismo e solidarietà. 

Di giorno in giorno si reca al Centro Donazioni, dove vengono collezionati cibo, vestiti e prodotti per l'igiene destinati ai residenti delle aree colpite. Poi, carica i pacchi nella sua macchina per la consegna alle famiglie. Durante tutto il tempo il suo telefono non smette di squillare, la coordinazione delle azioni di beneficenza è tutt'altro che semplice. 

Ognen è uno dei tanti ragazzi impegati nelle azioni di supporto dei concittadini nella battaglia contro le disastrose consequenze dell'allagamento. A seguito delle folli inondazioni e del fallimento di un intervento tempestivo da parte delle autorità responsabili in termini di soccorso e raccolta delle macerie, il loro supporto è essenziale.

FLOODS1Fotografie di Ognen Janeski

"Consegnamo le donazioni di casa in casa. Raggiungamo i residenti delle aree più colpite che hanno chiesto il nostro soccorso via Facebook. Ci teniamo in contatto e coordiniamo il processo tramite le persone in possesso di telefono poiché la mancanza di elettricità nelle periferie incide sulla rintracciabilità dei cittadini. Quando arrivi in quei villaggi, rimani senza parole: ci sono luoghi in cui i processi di rimozione dei detriti non sono mai iniziati. Questa è l'urgenza maggiore, ognuno di noi sta tentando di aiutare a pulire le case, a disfarsi dei beni danneggiati, ma senza macchinari adeguati è difficile. Per prima cosa abbiamo bisogno di rimuovere fango e acqua, solo ad allora possiamo chiedere l'aiuto concreto delle persone"spiega Ognen. Quasi 20,000 persone, di cui 5,000 famiglie sono state colpite dal disastro.

Photo credits: Daniel JosifovskiFotografia di Daniel Josifovski

Con stivali di plastica e la pala tra le mani o con un camion pieno di donazioni.

Antoaneta Ivanova è stata una tra i primi sostenitori dell'iniziativa " Aiuti Umanitari per le Famiglie Alluvionate di Skopje" che ad oggi conta 15,000 membri sulla pagina Facebook. 

Attraverso questo gruppo i volontari si organizzano e coordinano donazioni e consegne. Ivanova, presidente di Mladiinfo International, è felice dall'adesione numerosa di quei giovani che, forniti di pale e stivali di gomma, si dirigono verso le aree colpite e di quanti mettano a disposizione le proprie automobili, motociclette e biciclette per la distribuzione dei generi di conforto:

"Sono già 10 giorni che lavoriamo nelle aree colpite dall'alluvione. Aiutiamo dove c'è bisogno e seguiamo le istruzioni forniteci dal gruppo di supporto auto-gestito, formato da alcuni ragazzi nei giorni successivi all'alluvione, fulcro per la coordinazione delle attività. Ogni giorno distribuiamo le donazioni ricevute nei punti di raccolta sparsi in diversi punti della città. Alcuni aiutano nelle consegne, altri nella pulizia delle case e dei cortili. Onestamente non mi sarei mai aspettata tanta solidarietà da parte dei giovani, il loro attivismo mi rincuora", afferma Ivanova.

14037914_10153852288082817_956145467_oFotografia di Antoaneta Ivanova

Dunque l'utilizzo di Facebook e gli altri social media è utile non solo per coordinare i soccorsi, ma anche per diffondere le campagne di raccolta fondi.  L'idea è anche quella di divulgare la voce al di fuori e stimolare i giovani a mostrare l'opera di solidarietà intrapresa in supporto della comunità Macedone.

La Croce Rossa ed altre giovani organizzazioni hanno spalleggiato questa campagna. Una delle quali è la Global Shapers Skopje Hub, un'iniziativa del Froum Economico Mondiale, formata da giovani leader dal potenziale eccezionale, volenterosi di promuovere attività di sostegno per la comunità. Ivan Jovanov, uscente curatore di Global Shapers, sostiene che la raccolta fondi è una buona occasione per aiutare, ognuno con i propri mezzi, e mostrare solidarietà:

“Non ho dubbi nell'affermare che, in tali critiche condizioni, i giovani siano una forza dominante: attraverso le varie organizzazioni operanti n zone colpite, offrono giornalmente il loro aiuto con energia ed entusiasmo. Per di più, la richiesta di aiuto sui social media è stata imminente e credo che anche in questo il loro aiuto sia stato essenziale. Noi di Global Shapers, in qualità di cittaditi attivi, ci sentiamo responsabili di aiutare la nostra comunità.

Photo credits: Ognen JaneskiFotografia di Ognen Janeski

  L'educazione dei giovani per la gestione della crisi  

Sebbene si siano diffuse critiche e voci riguardanti la spartizione diseguale delle donazioni istituzionali tra le persone colpite, l'azione di auto-organizzazione dei cittadini, capitanata da molti giovani, riceve un consenso unanime. I cittadini più anziani hanno accolto tale partecipazione civica con piacere ed entusiasmo. Molti di loro hanno memoria della solidarietà dimostrata dalla popolazione a seguito del disastoso terremoto che devastò Skopje nel 1963. Quello stesso spitito vive ancora nell'aiuto fornito dai ragazzi di oggi. Chi gode di buona salute ha persino deciso di afferrare gli arnesi ed aiutare nipoti e pronipoti a ripulire. 

In vari modi ciò ricorda i tempi della Yugoslavia, quando, ancora una volta, era attraverso l'attivismo dei giovani che si costruivano le strade e le infrastrutture.

A quei tempi coscienza civica e disastri naturali erano presenti nei programmi scolastici per preparare i giovani ad agire in circostanze critiche. I ragazzi di oggi non hanno le abilità e le conoscenze adeguate per agire in situazioni di emergenza.

14054648_10153852285987817_2096950815_nFotografia di Ivan Antonovski

"A parer mio, sarebbe necessario condurre alcuni seminari e corsi di preparazione sulla gestione della crisi rivolti ai giovani. Dobbiamo preparare la popolazione a coordinarsi ed agire in modo più organizzato" spega Ivanova di Mladiinfo.

Gli strati di fango, le montagne di mobili e di beni devastati e l'odore insopportabile tiene in vita il ricordo di quella notte di folli alluvioni, in cui si sono abbattuti sulla città più di 800 fulmini in sole due ore.  I giovani, la generazione dalla quale ci aspettiamo di più, armati di pale, stivali di gomma e beni di supporto sono l'evidenza che la solidarietà non solo è viva, ma è più forte di sempre.

L' articolo Youth Bring Solidarity and Hope Back to Flooded Skopje è apparso per la prima volta su Mladiinfo.