Sig. Putin, grazie del gas

Articolo pubblicato il 08 novembre 2016
Articolo pubblicato il 08 novembre 2016

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L'Europa riceverà più gas naturale da Mosca. Il progetto del gasdotto Turkish Stream accrescerà l'influenza della Russia sul mercato europeo, e renderà la Grecia il principale polo energetico europeo.

Il presidente russo Putin e il suo equivalente turco Erdogan hanno migliorato la cooperazione bilaterale dopo aver firmato l'accordo sul TurkStream, gasdotto sottomarino, durante il Congresso Mondiale sull'Energia di Istanbul. Con questa mossa la Russia rafforzerà la sua posizione nel mercato europeo del gas. Il costo stimato per il gasdotto è di 12,7 miliardi di dollari e passerà sotto il Mar Nero, trasformando la Grecia nel centro energetico europeo.

"Questa nuova strada provvederà alle necessità energetiche dell'Europa, e darebbe alla Grecia la possibilità di diventare uno dei maggiori centri di distribuzione energetica del continente, e aiuterebbe ad attirare investimenti signficativi nell'economia greca", così ha detto Putin durante una conferenza stampa congiunta con il Primo Ministro greco Alexis Tsipras.

"Ho passato l'intera giornata a discutere delle relazioni tra Russia e Turchia con il Presidente Putin. Sono pienamente convinto che la normalizzazione dei legami tra Turchia e Russia proseguirà a un ritmo veloce", ha detto Erdogan.

La questione energetica è estremamente delicata per l'Europa e la Russia. Dato che l'Europa fa affidamento sul gigante russo dell'energia Gazprom per circa un terzo dei suoi rifornimenti.  Mentre Mosca, a sua volta, guadagna delle entrate significative vendendo il gas al Vecchio Continente.

La dipendenza energetica europea

Dall'invasione russa dell'Ucraina nel marzo 2014, l'UE ha provato a diversificare le sue risorse energetiche e in definitiva a diminuire la sua dipendenza da Mosca. Infatti, il progetto Sout Stream - ovvero un gasdotto simile con lo scopo di trasportare il gas attraverso la Bulgaria e aggirando l'Ucraina - è stato cancellato nel 2014 dopo le diveregenze tra la Russia e l'Unione.

Secondo l'Eurostat, i dati del 2015 rivelano che la Norvegia è il più grande esportatore di gas (29,9%) nell'Unione Europea. La Russia rappresenta il 16,7% delle esportazioni, mentre l'Ucraina fornisce il 15% di gas naturale, e il 12,2% arriva dalla Bielorussia. La Danimarca e l'Olanda sono gli unici esportatori netti. Per quanto riguarda il livello di dipendenza energetica, è più del 90% in 18 stati membri.

Ciò nonostante, il divario tra i paesi membri sulla dipendenza dal gas russo è considerevole. Paesi come l'Estonia, la Lettonia, la Lituania, la Finlandia e la Repubblica Ceca sono altamente esposti alle interruzioni dei rifornimenti di gas. D'altra parte, Portogallo, Svezia, Belgio and Danimarca possono gestire le interruzioni di gas da Mosca.

La concorrenza d'oltreoceano

Ad ogni modo, la richiesta europea di Gas Naturale Liquefatto (GNL) aumenta mentre decresce la produzione domestica di gas naturale. Nel 2015 gli importi europei di GNL sono saliti del 15% rispetto all'anno precedente. Nell'Aprile 2016 il Portogallo è stato il primo paese europeo a ricevere una spedizione di GNL dagli Stati Uniti.

Tuttavia, Jonathan Stern dell'Istituto per gli Studi Energetici di Oxford, crede che "il rifornimento di GNL che gli Stati Uniti consegnano all'Europa potrebbe avere un forte simbolismo geopolitico, ma la mole attuale del suo impatto sarà insignificante fino a quando ne verranno prodotte in grandi quantità nel 2018-2019, e probabilmente le merci avranno un valore commerciale maggiore in America Latina e altrove", ha detto Stern in una email a Bloomberg.

Le relazioni diplomatiche

L'accordo commerciale sul gasdotto ha improvvisamente migliorato le relazioni diplomatiche tra Mosca e Ankara. Quasi un anno fa, a Novembre, la Turchia ha abbattuto un aereo militare vicino al confine con la Siria scatenando tensioni e speculazioni sulla reazione del Cremlino. Putin ha risposto con sanzioni economiche e bandi, che sono stati parzialmente ritirati con l'accordo.

Tra l'altro, la Russia e la Turchia non sono d'accordo sulla geopolitica della guerra in Siria. La Russia supporta le froze di Assad, mentre la Turchia, che teme l'ergersi di uno stato curdo vicino al suo territorio, sostiene i ribelli. 

La crisi in Siria ha portato a conseguenze umanitarie drastiche con la città di Aleppo sotto assedio. Tuttavia, c'è un punto di accordo tra i due leader: è necessario l'arrivo di aiuti umanitari nella città assediata. "Entrambi concordiamo che bisogna fare di tutto per portare gli aiuti umanitari ad Aleppo", ha detto Putin.