Sicilia Queer 2015, vi raccontiamo com'è andata

Articolo pubblicato il 01 giugno 2015
Articolo pubblicato il 01 giugno 2015

Chiusa la quinta edizione del festival cinematografico internazionale palermitano, con numeri in crescita e il trionfo di Mondial 2010, corto su una coppia gay in Palestina. Premio “100 Autori” per il grottesco triangolo amoroso di Bad at Dancing, mentre il pubblico ha incoronato il messicano Tremulo. In sala anche il primo cittadino Leoluca Orlando.

La strada scorre sinuosa, filmata dal finestrino di un auto. Il paesaggio è quello dell’urbanistica disordinata di Ramallah, città in territorio palestinese. I due protagonisti dialogano senza mai essere inquadrati, e man mano che vengono mostrate le muraglie erette lungo il confine e gli insediamenti israeliani sulle colline circostanti, l’incomunicabilità e la paura tra i due amanti aumenta di dialogo in dialogo, mentre gli altri personaggi parlano dei Mondiali di calcio 2010, isolandoli ancor di più. È il libanese Mondial 2010 di Roy Dib il vincitore della quinta edizione del Sicilia Queer Filmfest, un cortometraggio low fidelity che ha messo d’accordo la Giuria internazionale Queer Short e il coordinamento Palermo Pride.

Sul palco montato presso lo spazio “Tre Navate” dei Cantieri Culturali alla Zisa, i direttori del festival Andrea Inzerillo e Tatiana Lo Iacono hanno poi invitato Chiara Agnello, responsabile Sud della giuria100 Autori”, che ha invece premiato lo statunitense Bad at Dancing di Joanna Arnow: il tema è quello dell’instabilità di un triangolo amoroso, dove gelosia e desiderio di sopraffazione guidano l’azione, il tutto raccontato con un tono grottesco e surreale.

Il festival internazionale a tematica LGBT e nuove visioni ha previsto anche un premio del pubblico, andato al messicano Tremulo di Roberto Fiesco, ambientato nella bottega di un barbiere utilizzando espedienti retorici classici, che in una storia omosessuale hanno moltiplicato i loro significati. Distribuito in anteprima nazionale in Italia da The Open Reel, Tremulo ha conquistato il pubblico per il romanticismo insito nel classico topos letterario del soldato che si accinge ad andare in guerra.

Dopo la premiazione, tutti in sala “De Seta”, per la proiezione dei cortometraggi vincitori. Tra il pubblico è comparso anche il primo cittadino Leoluca Orlando, che ha voluto salutare il Sicilia Queer Filmfest presenziando alla proiezione del palermitano Officium di Giuseppe Carleo, in cui Orlando compare con un cameo. Ciò ha suscitato la curiosità degli spettatori, accorsi in gran numero alla proiezione del cortometraggio palermitano, per uno dei migliori incassi del festival. Dal punto di vista dei numeri, però, il primato della quinta edizione spetta senza dubbio ad Eisenstein in Messico! del maestro Peter Greenaway, andato in sold out il giorno dell’inaugurazione.

Altri film che hanno registrato una presenza massiccia di pubblico sono stati Saint Laurent di Bertrand Bonello, elegante e maledetta biografia non autorizzato sul leggendario stilista francese, e Le Temps Qui Reste di François Ozon, presentato dal superospite Melvil Poupaud. Meno travolgente, invece, il successo della Queer Music, che racchiudeva una serie di concerti, dj set e spettacoli ad ingresso gratuito alla fine delle proiezioni: un momento musicale da ripensare diversamente in vista della prossima edizione del Sicilia Queer, il cui bilancio resta assolutamente positivo per numeri, contenuti e spinta culturale impressi alla città.