SEX TUT GUT: ESPLORARE IL PROPRIO CORPO A BERLINO

Articolo pubblicato il 22 giugno 2014
Articolo pubblicato il 22 giugno 2014

No­no­stan­te la ri­vo­lu­zio­ne ses­sua­le e il fem­mi­ni­smo, i no­stri corpi ri­man­go­no un mi­ste­ro del 21° se­co­lo. Per­chè il sesso è ovun­que anche se ne par­lia­mo ra­ra­men­te in modo aper­to? La ses­suo­lo­ga Ca­ta­ri­na Bra­zao aiuta i gio­va­ni a tro­va­re delle ri­spo­ste alle loro scot­tan­ti do­man­de. Ar­ti­co­lo ori­gi­na­le pub­bli­ca­to da Eu­ro­pe&Me

"Re­spi­ra­te len­ta­men­te. Se pro­va­te do­lo­re cercate di ab­ban­do­nar­vi a quel­la sen­sa­zio­ne. Ascol­ta­te il vo­stro cor­po". Men­tre vari gio­va­ni ber­li­ne­si si con­tor­co­no per il do­lo­re e il pia­ce­re cau­sa­to dalla cera calda che goc­cio­la sui loro corpi nudi, Cata­rina Brazão si muove len­ta­men­te per la stan­za, in­co­rag­gian­do e dando con­si­gli a ognu­no dei nove par­te­ci­pan­ti al suo se­mi­na­rio, chia­ma­to giu­sta­men­te, Sex Tut Gut ("il sesso ti fa bene"). "Fate ru­mo­ri e muo­ve­te il vo­stro corpo, se que­sto vi può aiu­ta­re a sop­por­ta­re lo shock e il ca­lo­re". L'ar­go­men­to di sta­se­ra è la cera, la quale, come spie­ga Ca­ta­ri­na, nella sua forma sciol­ta è lo stru­men­to per­fet­to per met­te­re alla prova il pro­prio corpo in modi nuovi ed ec­ci­tan­ti.

Quel­lo che a prima vista sem­bra un me­to­do in­so­li­to per esplo­ra­re la ses­sua­li­tà fa parte del pro­get­to di Ca­ta­ri­na, il cui obiet­ti­vo è far riav­vi­ci­na­re le per­so­ne ai propri corpi. "Cre­do si debba ri­sve­glia­re la con­sa­pe­vo­lez­za del corpo per rag­giun­ge­re il pro­prio po­ten­zia­le. Li­be­ra­te i vo­stri corpi per li­be­ra­re la vo­stra mente!". Non a caso i suoi se­mi­na­ri at­ti­ra­no un sacco di gente cu­rio­sa a Ber­li­no, il punto di in­cro­cio di cul­tu­re del vecchio continente, dove la mentalità sveva incon­tra il nu­di­smo della Ger­ma­nia del­l'E­st, i mo­vi­men­ti di ge­ne­re si scon­tra­no con le ideo­lo­gie mu­sul­ma­ne e il modo di fare pro­vo­can­te del me­di­ter­ra­neo si im­bat­te nella gof­fag­gi­ne te­de­sca. Pas­seg­gian­do per la chic Prenz­lauer Berg o la mul­ti­cul­tu­ra­le Kreu­zkölln lo spet­ta­to­re potrà no­ta­re che, no­no­stan­te la ri­vo­lu­zio­ne ses­sua­le e la le­git­ti­ma­zio­ne di ge­ne­re, la ses­sua­li­tà ri­ma­ne an­co­ra un enig­ma nel ven­tu­ne­si­mo se­co­lo. Per­chè il sesso è on­ni­pre­sen­te anche se ne par­lia­mo dif­fi­cil­men­te in modo aper­to? Cosa suc­ce­de effettivamente sotto le len­zuo­la?

ESPLO­RA IL TUO CORPO IN MODO RI­VO­LU­ZIO­NA­RIO

Ca­ta­ri­na, nata a Ma­dei­ra e tra­sfe­ri­ta­si poi a Ber­li­no come stu­den­tes­sa Era­smus nel 2007, era una ti­ro­ci­nan­te in psi­chia­tria prima di av­vi­ci­nar­si al­l'ap­proc­cio oli­sti­co del corpo nel 2010. Anche se la mag­gior parte delle sue te­ra­pie sono re­la­ti­ve alla ses­sua­li­tà, il suo la­vo­ro non si con­cen­tra solo sui ge­ni­ta­li. "L'ap­proc­cio cor­po­ra­le in real­tà non ri­guar­da il sesso, ma la con­sa­pe­vo­lez­za e la co­no­scen­za. La ses­sua­li­tà entra in gioco più in là per­ché una volta che si è den­tro si ca­pi­sce che tutto può es­se­re sen­sua­le o ses­sua­le". Que­sto è il mo­ti­vo per cui as­sie­me a Fe­de­ri­ca Fiore, dot­to­res­sa di me­di­ci­na al­ter­na­ti­va e bal­le­ri­na ita­lia­na, in­co­rag­gia­ la presa di co­scien­za del pro­prio corpo in modo non con­ven­zio­na­le. "Nei no­stri se­mi­na­ri ci oc­cu­pia­mo di ar­go­men­ti come la strut­tu­ra del corpo, l'au­toe­ro­ti­smo e le configurazioni ero­ti­che attraverso metodi pratici e giocosi", spie­ga Ca­ta­ri­na. "Ci siamo sor­pre­se ve­den­do il suc­ces­so che ha avuto que­st'idea! Alla fine degli in­con­tri tutti sono fe­li­ci, anche se al­cu­ni sono com­ple­ta­men­te nudi e altri com­ple­ta­men­te ve­sti­ti". Tra i par­te­ci­pan­ti ci sono gio­va­ni cop­pie e per­so­ne sin­gle di tutte le età, sesso e con­te­sto cul­tu­ra­le. Do­po­tut­to, nella ri­cer­ca di una ses­sua­li­tà olistica, tutti sono nella stes­sa barca. "Ad es­se­re one­ste, nes­su­no ci ha in­se­gna­to nien­te. Quan­do era­va­mo ado­le­scen­ti ab­bia­mo im­pa­ra­to a li­be­rar­ci della no­stra ener­gia ero­ti­ca il prima pos­si­bi­le", sot­to­li­nea Ca­ta­ri­na. "Ho sem­pre ap­prez­za­to la ma­stur­ba­zio­ne fin da gio­va­ne, ma solo negli ul­ti­mi anni ho este­so que­sta pas­sio­ne ad una vera e propria pra­ti­ca per sviluppare l'au­toe­ro­ti­smo e l'amore di se stes­si". Que­sta è solo una delle molte esperienze che de­si­de­ra con­di­vi­de­re. Allo stes­so tempo sot­to­li­nea che per­de­re la sin­to­nia con il pro­prio corpo non è solo un pro­ble­ma ti­pi­ca­men­te fem­mi­ni­le. "Sor­pren­den­te­men­te, gli uo­mi­ni af­fron­ta­no circa gli stes­si pro­ble­mi delle donne. Molte volte di­ven­ta­no mec­ca­ni­ci e in­ca­pa­ci di go­der­si l'espe­rien­za ses­sua­le".

"DO­PO­TUT­TO SONO SOLO GE­NI­TA­LI"

Per que­sto Ca­ta­ri­na, con la sua col­le­ga te­de­sca Ma­reen Scholl, offre se­du­te di Me­di­ta­zio­ne ge­ni­ta­le, le quali con­tri­bui­sco­no a sviluppare una maggiore consapevolezza della sfera ero­ti­ca in­di­vi­dua­le. At­tra­ver­so tre mo­vi­men­ti dif­fe­ren­ti, len­ta­men­te ap­pli­ca­ti alle zone in­ti­me per non più di 15 mi­nu­ti, que­sta pra­ti­ca in­vi­ta a go­der­si un "toc­co cu­ra­ti­vo" senza es­se­re ob­bli­ga­ti a dare nien­te in cam­bio. "Sono solo ge­ni­ta­li, ed è solo ener­gia ses­sua­le. Ti appartiene, e non c'è niente di male se la percepisci", fa no­ta­re con un sor­ri­so Ca­ta­ri­na. "Al­l'in­ter­no della vita ses­sua­le vo­glia­mo sem­pre dare qual­co­sa in cam­bio, fino ad arrivare al punto di non riuscire più a con­cen­tra­rci sul ri­ce­ve­re e sen­ti­re le emo­zio­ni". I se­mi­na­ri di me­di­ta­zio­ne ge­ni­ta­le sem­bra­no es­se­re par­ti­co­lar­men­te at­traen­ti per le donne, anche se Ca­ta­ri­na ha no­ta­to un nu­me­ro cre­scen­te di uo­mi­ni ugualmente in­te­res­sa­ti a ri­met­te­re a fuoco il pro­prio corpo.

Anche se Ca­ta­ri­na vive da molti anni a Ber­li­no, or­ga­niz­za anche in altri paesi eu­ro­pei la­bo­ra­to­ri con lo scopo di ac­cre­sce­re la consapevolezza della ne­ces­si­tà dell'unio­ne tra corpo, spi­ri­to e mente. "Que­sto non è solo lo ste­reo­ti­po delle per­so­ne del nord Eu­ro­pa, rap­pre­sen­ta­te come fred­de e ini­bi­te. Vedo che il mio la­vo­ro fun­zio­na anche in Por­to­gal­lo, Re­pub­bli­ca Ceca e Spa­gna". Se­con­do la sua espe­rien­za, le per­so­ne che pro­ven­go­no da quel­li che sono con­si­de­ra­ti 'pae­si sen­sua­li' hanno sem­pli­ce­men­te altri pro­ble­mi con i loro corpi. "Solo per­ché le per­so­ne me­di­ter­ra­nee sono più pro­vo­can­ti non si­gni­fi­ca che siano anche degli aman­ti mi­glio­ri", ag­giun­ge ri­den­do.

DARE AT­TEN­ZIO­NE AL CORPO NEL SUO IN­SIE­ME

Men­tre il goc­cio­lio della cera calda con­ti­nua a ri­ver­sar­si sulla pelle nuda, cau­san­do ogni tanto un urlo, un so­spi­ro o un ge­mi­to, l'at­mo­sfe­ra al se­mi­na­rio Sex Tut Gut è sorprendentemente ri­las­sa­ta. Al­cu­ni par­te­ci­pan­ti stan­no evi­den­te­men­te risco­pren­do i propri corpi in ma­nie­ra dif­fe­ren­te, esplo­ran­do il loro per­so­na­le ap­proc­cio alla ses­sua­li­tà in­di­vi­dual­men­te o in cop­pia. Altri stan­no sem­pli­ce­men­te di­ven­tan­do più co­scien­ti del proprio corpo. "É un pro­ces­so ve­ra­men­te in­te­res­san­te”, bi­sbi­glia Ca­ta­ri­na con un sor­ri­so. "Una volta che si di­ven­ta co­scien­ti, le parti in­ti­me di­ven­ta­no solo un'al­tra parte del corpo e quasi per­do­no le loro qua­li­tà ec­ci­tan­ti. Quan­do si in­co­min­cia ad ac­cet­ta­re e ri­spet­ta­re tutto il pro­prio corpo, si ini­zia ad amare di più se stes­si". Men­tre i gio­va­ni ber­li­ne­si ini­zia­no a ri­pen­sa­re i con­cet­ti di corpo e ses­sua­li­tà, si im­bar­ca­no in un viag­gio che si­cu­ra­men­te li por­te­rà a esplo­ra­re posti in­cre­di­bi­li ed ec­ci­tan­ti. Posti che non ri­sie­do­no so­la­men­te in mezzo alle loro gambe.

L'ar­ti­co­lo è stato pub­bli­ca­to ori­gi­na­ria­men­te nell' Edi­zio­ne spe­cia­le 2014 del gior­na­le eu­ro­peo on­li­ne Eu­rope&Me. Tutti i di­rit­ti vanno al­l'au­to­re e a Eu­rope&Me.