Sette anni in Germania: i tedeschi secondo un irlandese

Articolo pubblicato il 13 dicembre 2012
Articolo pubblicato il 13 dicembre 2012
L’austero Zeitgeist di un’Irlanda nel pieno di uno spaventoso fiasco finanziario ha distorto ancora di più la nostra visione della Germania e di tutto ciò che ha a che fare con la terra tedesca. Riflessioni spassionate e lucide considerazioni di un irlandese vissuto sette anni in Germania. Tra chiacchiere con sconosciuti e università della birra.

Anche se sono passati sette anni, l’espressione dolente sul volto degli irlandesi nell'apprendere che ormai risiedo in Germania ancora mi torna bene in mente. Quasi per attenuare la gravità della mia presunta condanna, la gente, in un ben disposto atto di compassionevole gentilezza, mi prendeva il braccio, inclinava empatica la testa, e mi chiedeva: “Perché proprio la Germania?”, “Ti sei trasferito laggiù per lavoro?”, “Dovrai restarci per molto?”.

Il mio sguardo confuso passava inosservato, le mie esperienze gioviali e frizzanti in terra tedesca non trovavano ascolto. La terra di Bach, Beethoven e Brahms, della poesia epica di Goethe, della Foresta Nera, del Romanticismo, i maestosi laghi alpini e i castelli incantati annidati tra le imponenti alpi Bavaresi sembravano non contare ai loro occhi irlandesi. Al posto loro, c'era solo la vista di una terra caratterizzata dall’industrializzata Valle della Ruhr, dall’ingegneria, da inverni freddi, e da una razza umana fin troppo diligente, dogmatica e severa, le svastiche e le SS, la Luftwaffe, e naturalmente Hitler, il nazismo e la guerra.

Squarci di meraviglia

La storia ci imprigiona confondendo la nostra visione del mondo e specialmente della Germania – anche prima della deleteria e amara crisi finanziaria. L’ignoranza naturalmente non discrimina e si trova in entrambe le direzioni. Perché anche i tedeschi sembrano reciprocamente affezionati ad immagini arcaiche dell’Irlanda. Le parole verde, agricoltura, musica, pulito, rustico e britannico abbondano. Le previsioni del tempo tedesche di rado nominano l’Irlanda. Preferiscono parlare di precipitazioni su die Britischen Inseln ('le isole britanniche'). Molti tedeschi, soprattutto tra le generazioni più anziane, usano sistematicamente la parola die Engländer ('gli inglesi') quando parlano degli irlandesi (o in realtà di chiunque venga dalla Gran Bretagna o dall’Irlanda) piuttosto che die Iren ('gli irlandesi' ).

Comunque, com’è la Germania quando, per parafrasare lo scrittore Bryan MacMahon, della contea di Kerry, scostiamo le pesanti cortine del preconcetto per rivelare squarci inattesi di meraviglia? La Germania è un paese aperto, moderno, multiculturale, rispettoso, bellissimo, pulito e un posto sicuro dove vivere. Le sue estati calde e asciutte (relativamente all’Irlanda) invogliano alla vita all’aria aperta, dove famiglie e amici si ritrovano in splendidi parchi, sulle sponde di fiumi e laghi per fare barbecue, divertirsi e fare sport. Una vivace cultura dei caffè abbonda nei luoghi in cui si passano ore a leggere o a guardare gli altri nel delizioso sole pomeridiano. Dopo il lavoro, è d’obbligo una visita a un biergarten bavarese all’aria aperta, rannicchiati all’ombra di castagni e tigli, dove servono la birra più pura, e più fredda, che uomo abbia gustato.

Magiche porte di smeraldo

Le pratiche lavorative sono meglio definite dalla massima – come l’hanno esposta sinteticamente i fratelli cristiani irlandesi – "non è importante quante ore ci metti, ma quello che metti nelle ore". Lavorano coscienziosamente e costantemente, ma non si lasciano appiattire dal lavoro. Non è insolito vedere i tedeschi godersi il Feierabend (dopolavoro) il venerdì a mezzogiorno! Gli stipendi sono alti, i sindacati ancora forti, sebbene stiano perdendo dei membri a favore di unioni più ridotte. Orario flessibile, lavoro a distanza e più ferie annuali (circa 30 giorni e ancora più giorni festivi) sono molto più nella norma che in Irlanda. Una ridicola über-bürokratie e costi eccessivi per le aziende di nuova costituzione hanno ridotto alla sottomissione anche gli spiriti imprenditoriali più fervidi e fieri.

La pausa domenicale per fare shopping e il rispetto per la festività religiosa sono molto più in voga. La mano delle tradizioni ha una presa più forte sugli eventi di matrice culturale, religiosa o linguistica, soprattutto dove le coste sono state estese per favorire l’incessante vasta marea della globalizzazione. Tuttavia ci sono segnali prominenti che la Germania non sia stata risparmiata del tutto. Parole (pseudo-) inglesi sono diventate onnipresenti nella lingua negli ultimi anni: meeting ha sostituito "Besprechung", team "Mannschaft", chatten "Plaudern" e così via. Questo fenomeno linguistico è stato denominato Denglisch, un termine composto dalle parole Deutsch ('tedesco') e inglese.

Ho incontrato di rado così tante persone sole in tutta la mia vita

Sebbene essere irlandese non vi aprirà nessuna porta di smeraldo in Germania, in generale gli indigeni tendono ad apprezzare gli irlandesi. La loro grande capacità di ascoltare compensa il nostro incessante parlare. La spensieratezza irlandese è più che ammirata, la compagnia gioviale apprezzata, soprattutto nei tanti pub irlandesi che costellano il paese. L'amore ha fatto spesso capolino, soprattutto tra ragazzi irlandesi e ragazze tedesche (meno il contrario); probabilmente la metà del terreno dove la riluttanza degli irlandesi si incontra con l’aderenza alle regole tedesca fa da catalizzatore.

Purtroppo ho incontrato di rado così tante persone sole in tutta la mia vita. Lo si vede nei caffè, nei ristoranti, nei pub, überall (dappertutto, ndt). I tedeschi hanno la tendenza ad essere molto riservati, e di solito parlano soltanto con quelli che conoscono già. La voglia di socializzare è mitigata dalla diffidenza e da un po’ di timore. Una volta mi è toccato spiegare cosa fosse la semplice chiacchierata tra sconosciuti: si è rivelato una bella sfida culturale. Incontrare gente nuova sembra infinitamente più difficile nella loro cultura. Molti tedeschi confessano di voler emigrare un giorno, ma solo quando saranno in pensione. Ammettono che talvolta si sentono stranieri nel loro stesso Paese. Stranieri in un paradiso sconosciuto?

Foto: copertina (cc) gravitat-OFF; nel testo: (cc) akante1776/ Mythos Muenchen; lac Chiemsee  (cc) Sporthotel Achental/ Anna;  (cc) Traveller_40/ flickr

Questo articolo è stato pubblicato per gentile concessione di cafebabel.com Dublino, il team di più recente formazione del nostro network paneuropeo di blogger, giornalisti e fotografi. Il lancio della nuova piattaforma blog è previsto per l’inizio del 2013. Qui il gruppo su facebook.