Semestre europeo: di cosa si tratta?

Articolo pubblicato il 24 marzo 2014
Articolo pubblicato il 24 marzo 2014

Il summit europeo del 20 e 21 marzo è alle porte e molti argomenti saranno oggetto di discussioni e negoziati. Tra i temi trattati, il prossimo Semestre Europeo, la competitività industriale, il cambiamento del clima e alcuni aspetti della politica estera dell’Unione Europea.

Per poter preservare la moneta unica, la crisi ha fatto rinascere il bisogno di integrazione economica. Sono così comparsi alcuni innovativi meccanismi, allo scopo principale di instaurare maggiori coordinazione e controllo delle politiche economiche. Tuttavia, seguendo il ritmo delle riforme, il cittadino europeo appare perso nell’insieme dei nuovi meccanismi. Diventa quindi fondamentale fare il punto su questo Semestre Europeo.

Il Semestre Europeo è stato ideato nel marzo 2010 ed è un ciclo di coordinamento delle politiche economiche e finanziarie. Questo meccanismo parte ogni anno nel mese di gennaio, con la pubblicazione del rapporto annuale di crescita. Tale  rapporto viene in seguito preso in esame dal Consiglio dell’Unione Europea e dal Parlamento Europeo. Tutto ciò deve avvenire prima dell’inizio del Consiglio Europeo del mese di marzo, durante il quale gli Stati Membri hanno il compito di determinare le sfide maggiori e di identificare l’orientamento strategico della UE. Sulla base di queste indicazioni, gli stati membri presentano le strategie finanziarie a medio termine, nei propri programmi di stabilità e convergenza. Allo stesso tempo, elaborano i propri programmi di riforme nazionali, indicando le misure che intendono mettere in atto per rinforzare le loro politiche nazionali nel campo dell’impiego, della ricerca, dell’innovazione e delle politiche sociali. Questi due rapporti devono essere presentati alla Commissione Europea nel mese di aprile. Con questi due documenti, la Commissione Europea potrà formulare, nei mesi di giugno e luglio, gli orientamenti specifici per ciascuno Stato Membro.

Il Semestre Europeo si inserisce quindi tra gli altri meccanismi esistenti di coordinamento delle politiche economiche, i Grandi Orientamenti delle Politiche Economiche (GOPE) e il Patto Europeo di Stabilità e Crescita (PSC). Tuttavia, l’attivazione di questo nuovo meccanismo ha mostrato, sin dai suoi primi tentativi di sperimentazione, tutti i suoi limiti.  In occasione dell’ultima edizione, si è in effetti potuta constatare una certa lentezza nel processo e nelle procedure decisionali. Ma soprattutto, è apparso evidente che il Parlamento poteva svolgere un ruolo solo marginale nel coordinamento delle politiche economiche. Il meccanismo di coordinamento non ha mostrato alcun  progresso, poiché la consultazione del Parlamento riveste un ruolo meramente formale. Oltretutto, in questa procedura il parere della Commissione Europea non può essere trasmesso in tempi utili per esercitare un reale impatto poiché, essendo formulato solo alla fine della primavera, non può essere inserito negli arbitraggi finanziari.

Il 18 marzo il Consiglio dell’Unione Europea ha redatto il cosiddetto rapporto di sintesi sul Semestre Europeo 2014 e in seguito, il 20 e 21 marzo prossimi, il Consiglio Europeo si pronuncerà sulle nuove strategie che dovranno essere attuate. Resta da capire se questo nuovo Semestre Europeo riuscirà a centrare l’obiettivo e se i capi di Governo si mostreranno ambiziosi e realisti in merito alla situazione economica dell’Europa.