Selçuk Altun: «Essere nel mezzo di una crisi o cercare di uscirne fa parte della quotidianità in Turchia»

Articolo pubblicato il 21 agosto 2009
Articolo pubblicato il 21 agosto 2009
Incontro a Londra con il celebre scrittore di romanzi turco Selçuk Altun in occasione dell'uscita del suo nuovo libro Many and many a year ago.

(Image: ©Telegraph Books)Era una calda giornata estiva quando ho incontrato il celebre scrittore di romanzi turco Selçuk Altun nel noto locale per giornalisti di Londra, il Frontline Club. Selçuk è a Londra per promuovere il suo secondo libro che sarà tradotto in inglese Many and many a Year Ago (Telegram Books, Agosto 2009), un eccitante e misterioso romanzo d'avventura che accompagna il lettore in un viaggio attraverso l'orgoglio ottomano di Istanbul e il patrimonio culturale bizantino. Come il suo precedente romanzo giallo, tradotto Songs My Mother Never Taught Me (Telegram Books, Luglio 2008) anche Many and many a year ago tratta di temi importanti come il conflitto tra laicismo e religione nella società contemporanea turca. Nei suoi frequenti viaggi a Londra, Selçuk segue anche, quando gli è possibile, le partite di football. «Sono un accanito tifoso del Chelsea dal 1974» afferma orgoglioso.

Ma come quasi tutti gli scrittori di successo che ho intervistato, Selçuk è un uomo mite, modesto circa tutti gli obiettivi raggiunti sia in campo letterario che aziendale: infatti, è il vice-direttore in pensione di una delle più grandi banche turche, la Yapi Kredi. Non ha iniziato a scrivere seriamente che nel 2004, ovvero verso la fine della sua carriera bancaria, quando fu anche proclamato amministratore delegato delle Yapi Kredi publications, una delle più grandi case editrici turche. Selçuk è anche cronista per le rubriche culturali di certi giornali turchi, tali quali Cumhuriyet, un quotidiano di centro-sinistra.

Scrittore in Turchia: un lavoro pericoloso

«È stato l'amore per i libri di mia madre a trasmettermi la voglia di scrivere», afferma il laureato alla Bosphorus University di Istanbul. Tra i suoi autori preferiti, indica due scrittori contemporanei, l'austriaco Thomas Bernhard e il poeta modernista turco Oktay Rifat.

Selçuk ha altri tre libri al proprio attivo che sono stati pubblicati in turco. «Ma l'essere un autore di successo in Turchia non è bello come può sembrare» premette lo scrittore, sposato e padre di una figlia chiamata Elvin. Gli scrittori affrontano diverse sfide, incluso l'essere minacciati da entrambe le forze politiche laiche e religiose.

«Il mio terzo romanzo Taste of the Bullet (2003) fu messo nella lista nera in Turchia da un importante conglomerato mediatico, perché criticava l'acquisto delle media companies statali da parte del settore privato», sottolinea. Non aiuta neanche il fatto che la Turchia manchi di una cultura letteraria ben sviluppata che, ad esempio, c'è nel resto d'Europa. Sia in patria che all'estero, le persone tendono a non sviluppare entusiasmo per la lettura sia essa in forma di libro, giornale, rivista o attraverso internet. Ciò, dice Selçuk, è dovuto in parte alla «mancanza di una cultura letteraria sufficientemente sviluppata, a causa dello standard di vita, degli atteggiamenti religiosi e dal fatto che quasi metà della popolazione ha meno di 25 anni. La prima edizione del mio primo romanzo vendette 15 000 copie e, di conseguenza, ebbe un certo successo critico» spiega Selcuk. Ma le cifre ufficiali dei suoi libri successivi sono molto meno esorbitanti. «Ciò è dovuto, in parte, al fatto che i miei lavori sono stati ampiamente copiati illegalmente». Solo nel 2006, la polizia turca confiscò 142 000 copie pirata del suo lavoro. Recentemente Ankara ha introdotto un nuovo sistema di protezione del copyright, cosicché ora ciascun libro ufficialmente pubblicato deve avere un'etichetta di sicurezza del Governo.

«Dubito che la Turchia potrà mai far parte dell’Ue»

(Image: ©Nathan Newman)Gli scrittori europei non devono affrontare la prospettiva di essere messi in una lista nera o di essere copiati illegalmente. Questo fatto ci porta all'ampia questione dell’entrata della Turchia nell' Ue. «Dubito che la Turchia potrà mai far parte dell'Ue» commenta. «Il clima attuale non aiuta, la Turchia è un po' disorientata rispetto alla reazione europea di fronte alla crisi economica. Qui, essere in una crisi o cercare di uscirne, fa parte della vita di tutti i giorni. Non molto tempo fa, c'è stato un calcolo dell'inflazione in tre cifre. In Europa, leaders politici come il Presidente francese Nicolas Sarkozy non sono entusiasti all'idea della Turchia come Stato membro dell’Unione. Per molti politici europei, la Turchia non è un paese europeo, soprattutto per il fatto che è prevalentemente musulmana ed ha un governo islamico ad Ankara. La Turchia sta vivendo uno scontro culturale tra laici e religiosi. Ci sono quelli che si lamentano che la Turchia moderna non sia abbastanza occidentale e quelli che si lamentano del contrario», aggiunge.

Questa battaglia tra i vari interessi è portata avanti sia qui che all'estero. Prendiamo come esempio l'insuccesso di Ankara nel non aver consegnato le antichità bizantine alla recente mostra della Royal Academy di Londra sui bizantini. Non riuscì neanche a far andare dei famosi scrittori laici alla fiera del libro di Francoforte che stava celebrando la letteratura turca. «L'attuale Governo di Ankara sembra essere poco interessato alla Turchia del giorno d’oggi o al patrimonio bizantino che tanto ha contribuito allo sviluppo del mondo moderno» afferma Selçuk, «dall'introduzione delle posate alla vera conoscenza che illuminava il rinascimento europeo».

Il prossimo libro di Altun, Sultan of Byzantium, fornirà una descrizione storico-narrativa dell'impero e dei suoi discendenti. Sarà disponibile in lingua inglese e distribuito in tutta Europa.