Sei uno studente straniero e vuoi trovare casa a Parigi? In bocca al lupo

Articolo pubblicato il 20 gennaio 2010
Articolo pubblicato il 20 gennaio 2010
I parigini ne sanno qualcosa: per trovare un appartamento dentro le mura a Parigi, ci vogliono mesi e mesi, e spesso incaricano un’agenzia perché cerchi quello giusto per loro. Se tutto ciò è già difficile per i parigini stessi, per gli stranieri è quasi impossibile. Un reportage sullo spietato mercato immobiliare di Parigi.

«Come pensi di pagarti la casa?» è spesso la prima domanda che si sente porre chi ha appena deciso di trasferirsi a Parigi. Se non se la pone da solo, ci penseranno gli amici o i genitori a farlo. Il fatto che si debba vivere con un nuovo coinquilino francese o i vari problemi di comunicazione passano in secondo piano: il costo degli affitti è l’argomento preferito e anche la causa di ogni incubo. Non è un segreto che Parigi sia una delle città più care del mondo: gli affitti aumentano in continuazione ed hanno raggiunto il costo massimo nel 2006. Nel 2009, a seconda del quartiere, si pagava tra i 17 ed i 25 euro al metro quadro. Viste le cattive condizioni di alcuni edifici, molte persone alla ricerca di un appartamento si chiedono come si giustifichino questi affitti altissimi.

I locatori hanno l’imbarazzo della scelta

Zakaria, ventiquattro anni, studia a Parigi da novembre e non ricorda volentieri il periodo in cui ha cercato casa. A causa della sua nazionalità marocchina l’entrata e l’immatricolazione all’università sono state difficili, ma ancora più difficile è stata la ricerca di una sistemazione: i locatori pretendono che le persone senza un reddito regolare – gli studenti universitari e delle scuole superiori ed i tirocinanti – abbiano un garante, che in caso di emergenza sia in grado di anticipare spontaneamente tre mensilità. Questo non basta: deve anche lavorare in Francia.

La maggior parte delle persone non passa questa selezione ed ai locatori, abituati al mercato immobiliare parigino, non interessa molto: eliminano semplicemente i casi complicati dai quasi cinquanta interessati ad un annuncio. «Non ho nulla contro gli stranieri, ma preferisco evitare rischi», spiegano i locatori per giustificare il rifiuto dei candidati non francesi e la scusa che usano più spesso è quella di avere paura di dover perseguire legalmente i locatari al di fuori della Francia.

Il Crous non é una soluzione per gli studenti e i tirocinanti stranieri fuori dai programmi si scambio

Al suo arrivo a Parigi, Zakaria non aveva parenti o amici che lavorassero. Decise di cercare su internet e trovò presto un alloggio sul sito www.appartager.fr. La sua sistemazione, però, è inusuale per lui: dorme nella stanza del locatore, che si è spostato in cucina.

Un posto nella casa dello studente: un terno al lotto

Molti studenti stranieri pensano che in caso di bisogno possano rivolgersi al C.R.O.U.S., il servizio parigino per gli studenti. L’ente, però, mette a disposizione meno di 4000 stanze in centro a Parigi, e gli alloggi, relativamente poco costosi, sono di conseguenza molto ambiti. In realtà, solo gli studenti in scambio hanno il diritto ad una stanza nella casa dello studente.

La studentessa canadese Emilie G. ha avuto molta fortuna: grazie all’accordo fra la sua università ed una scuola parigina ha avuto diritto ad una stanza ben arredata nella Cité U, nella zona sud di Parigi. Qual è, invece, lo status degli studenti che si muovono da soli e fanno domanda, ad esempio alla Sorbona, senza approfittare di accordi di scambio? La risposta è: nessuno. Per la ricerca di un alloggio la cittadinanza europea è raramente d’aiuto: ogni cittadino europeo può andare a Parigi, ma trovare un appartamento è un’arte che hanno prima di tutto le persone i cui fautori possiedono un grosso portafoglio.

 

Con l'aiuto di papà

Perciò i locatori ed i siti internet raccomandano di procurarsi un cosiddetto Locapass. Questo tipo di assicurazione offerta da privati (Action Logement) tutela gli affittuari in caso non abbiano i soldi e mette a disposizione garanzie senza interessi. Il Locapass, però, è rilasciato solo a chi ha delle entrate fisse. Anche i tirocinanti possono riceverlo, a condizione che siano pagati. Cosa che, come ben si sa, oggi accade molto raramente. Il Locapass, comunque, non è una garanzia sicura al cento per cento: in caso di dubbio, i locatari sceglieranno probabilmente un francese.

Cosa rimane per gli stranieri? Una possibilità sono i siti sovraccarichi di annunci per trovare una camera libera, almeno si può essere sicuri che in un appartamento con altri stranieri non si avranno problemi con locatori difficili. Kiki, venti anni, è arrivata a Parigi per motivi di lavoro, come modella per un’agenzia di fama mondiale. Un suo amico fotografo l’ha accolta nel suo appartamento in centro, nel quinto arrondissement. Kiki parla poco francese e non conosceva nessuno a Parigi, così, visto che rimarrà in Francia solo per pochi mesi, ha accettato senza indugi un affitto carissimo: 900 euro mensili.

Kiki non ha fatto richiesta per il sussidio nazionale per l’alloggio (CAF) che i giovani possono ricevere dallo Stato. Infatti, la domanda, lunga circa quattro pagine, non costa poco e per terminare la pratica ci possono volere fino a due mesi; quindi ci si può anche risparmiare la fatica e pagare di più. Per Kiki non è un problema: guadagna abbastanza bene con le sue foto. Ma per molti studenti stranieri senza un reddito, spesso lost in translation e lontani dal proprio Paese, il sogno di studiare a Parigi si trasforma presto in un viaggio dell’orrore.

Foto di: ++zola++/flick; beta.robot/flickr; philippe leroyer/flickr.