“Se si legge la lettera di Varoufakis si vedrá che le misure proposte sono molto ragionevoli, non c'è nulla che spaventi"

Articolo pubblicato il 23 luglio 2015
Articolo pubblicato il 23 luglio 2015

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Con un debito pubblico del 175% e del 100% rispettivamente sul PIL, un tasso di disoccupazione quasi del 24 e 26 per cento e delle misure di austerità che hanno sparato contro la principale attività economica di entrambi i paesi: il consumo, Spagna e Grecia hanno molto in comune per cui assumere responsabilità ed esigere altre terapie per placare i propri dolori per uscire dalla crisi. 

Martedì scorso, le parole EYPO (Euro), KPΙΣΙ (Crisi), ΠΟΛΙΤΙΚΗ (Politica) e ΟΙΚΟΝΟΜΙΑ (Economia) unirono al pubblico assistente  greco e spagnolo nella conferenza organizzata dall'Istituto di Lingue dell'Università di Siviglia e da Cafébabel sulle similitudini e sulle differenze che posseggono entrambi i paesi proprio nel giorno in cui si conobbe la lettera del governo ellenico accettata dalla Commissione Europea per prolungare il suo aiuto. 

Consumo e Crescita

L'economista e professore della US Luis A.Palma ha avvertito ieri che le misure di austerità applicate in Grecia e in Spagna attaccano il cuore di suddette nazioni: il consumo, che rappresenta il 91% e il 78% delle sue attività economiche.

Il reddito nazionale di un Paese, spiega Palma, ha 3 componenti: consumo, investimenti e esportazioni. In Spagna il consumo è in crescita, il ché è qualcosa di molto volatile, gli investimenti sono del 19% e le esportazioni del 31% (esportiamo piú di quello che importiamo).

In Grecia, il consumo continua ad essere il pilastro dell'economia, l'investimento è di un 12% e importa più di ciò che esporta, anche se tende a stabilizzarsi. Nonostante la Spagna sia più competitiva, entrambi i paesi soffrono una "svalutazione interna monumentale tagliando le spese, specialmente i salari, il ché ripercute direttamente nel potere d'acquisto della popolazione". Così, nelle economie basate sul consumo, la crescita è un compito difficile.

In questo senso, l'economista e investigatore della Direzione dell'Istituto di Prospettiva Tecnologica della UE con sede a Seviglia, Dimitris Kyriakou, segnalò che i programmi del FMI funzionano "quando hai già mercati e li hai persi per poco (la concorrenza, ecc.) è questione di riaggiustare".  È totalmente diverso in paesi che non hanno questi mercati internazionali: le esportazioni in Grecia corrispondono a un 15%, in Germania più del 50% del suo PIL. "È una macchina esportatrice".

Kyriakou, assessore anche di diversi governi ellenici, ricorda che l'ultima volta che il FMI lavorò in un Paese europeo fu nel Regno Unito negli anni 70, per cui si considera l'inflazione come un grande orco. "Si tratta di atavismo storico".

Oggi, a differenza di quel decennio, i sindacati non hanno il potere che avevano, non possono provocare un incremento dell'inflazione galoppante e i produttori asiatici fanno sì che i locali non possano subire i prezzi per la perdita immediata di mercato. "Gli USA dal 2007 praticano l'inflazione e si stanno recuperando".

Potrà Grecia restituire il suo debito o no?

Il premio al rischio è l'incremento del prezzo su ciò che si paga alla Germania per finanziarsi.  Mentre Spagna genera dubbi ragionevoli, paga un 1.12% in più rispetto alla Germania, Grecia raggiunge il 9.5%.

In tedesco, la parola Schuld si usa per esprimere il concetto di debito e di colpevolezza. Forse questa definizione semantica potrebbe spiegare i tipi di interessi "punitivi" imposti dall'Europa alla Grecia (5%), maggiori di quelli del FMI (3%).

Ricette e chirurghi

Luis Palma sostiene che "abbiamo adottato ricette che non piacciono alla Spagna ma piacciono alla Commissione" Su quali standard di qualità di vita? "Tutti dobbiamo perfezionarci affinché i risultati convincano tutti". 

"La crescita reale è abbastanza stagnante, l'euforia mediatica, coincidendo con il dibattito sullo stato della nazione in Spagna, elogia la crescita del 2.3% stimato per la Spagna e il 2.5% per la Grecia.  E' un miglioramento troppo lento per il sacrificio cittadino ciò che deriva dalle ricette applicate da chirurghi abituati a lavorare con altre diagnosi, dovremmo stare nel 5%, ricalca Kyriakou.

La caduta della produzione in Spagna è stata dal 2009 del 6.6%, però in Grecia di un 25%, questa diminuzione si potrebbe paragonare con il Crack del '29 che soffrirono gli U.S.A. Realmente le dosi e le medicine funzionano?

Rinegoziare non è pagare

"Ampliare le scadenze e tagliare il tipo di interesse sono pratiche di rinegoziazione delle condizioni, non è un peccato mortale, è come chi rinegozia ipoteche.  Con un deficit del 6% in Spagna e del 12% in Grecia, anche se si rilassano le scadenze, l'attuale governo greco chiede tempo, come la Spagna, perchè i margini per svolgere i compiti sono realmente stretti", indica Palma.

Se si genera più inflazione, molti credono che ci sarebbe più crescita, ma, anche se non ci fosse tanta crescita, ciò che si guadagna con quest'ultima è un aiuto per far sì che il debito sia più sostenibile", difese Kyriakou.

Kyriakou afferma con certezza che nè Varoufakis nè Dragasakis hanno mai parlato di sconto nominale, hanno parlato di ristrutturazione, allungare i tempi, ridurre i tassi di interesse, periodi di tolleranza e introdurre qualcosa che sì,la Germania ottenne: una clausola di crescita".

Candidato non eletto per il partito Potami, Dimitris Kyriakou riconosce serietà nel programma proposto da Syriza anche se poco realista nella data stimata per la cancellazione del debito, il 2050. "La cosa più logica è realizzare quello che altri governi hanno già realizzato, il debito serviceable, cioè, rendimenti di scala decrescente in maniera graduale.

Uno contro tutti?

La Grecia non può essere l'unico paese contro tutti gli altri. Ebbe una possibilità di rimandare le elezioni per coincidere con le elezioni spagnole a fine anno.  "I tetti in deficit, il debito sovrano, ecc. fissati dai soci europei si sono calcolati in modo che le mete per i paesi forti come Francia e Germania siano comode e Europa è una grande diversità di circostanze e realtà".

Nel momento in cui capiamo questo, non solo per la Grecia, la ricetta disegnata per Spagna, Portogallo, Irlanda...darà maggiori e migliori risultati" prosegue Kiriakou. "Se si legge la lettera di Varoufakis si vedrà che le misure proposte sono molto ragionevoli", "non c'è nulla che spaventi", aggiunge Luis Palma

"Certamente", completa Dimitris Kiriakou, "penso che uscire dall'euro sarebbe tremendamente doloroso".

Nota: un ringraziamento speciale all'Area di Greco Moderno dell'Istituto di Lingue dell'Università di Siviglia, alle professoresse Raquel Pérez e Loreto Guerrero e al punto Europedirect Sevilla per l'organizzazione e diffusione dell'evento.  Eυχαριστώ πολύ.