Se i regali dell'ex finiscono al museo degli amori spezzati

Articolo pubblicato il 20 febbraio 2012
Articolo pubblicato il 20 febbraio 2012
Olinka Vištica, 42 anni, e il suo ex fidanzato, Dražen Grubišić, hanno immagazzinato i cimeli della loro relazione in un museo a Zagabria, assieme ad altri oggetti donati da ex innamorati nel 2007, portando in giro la mostra in tutta Europa e spiazzando i concorrenti del premio European Museum 2011 per il progetto più innovativo.

cafebabel.com: protesi al seno dalla Serbia, una treccia di capelli da Skopje e un’accetta da Berlino. Come vi è venuta l’idea di mettere in mostra i ricordi di un rapporto finito?

Olinka Vištica: è stata quella conversazione che fai, specialmente in termini amichevoli, quando stai rompendo un rapporto. Per me e per Dražen è stato un periodo duro, ma tali situazioni di stress e sconforto sono ottime per la creatività. La gente semplicemente va avanti, rimpinzandosi di cose nuove, quindi abbiamo pensato: che fare con quel periodo della nostra vita? Come gestirlo? Abbiamo pensato che sarebbe stato bello se ci fosse stato un posto dove mettere tutto – qualcosa come un museo. L’idea se ne stava lì, a marcire nel mio computer da un po’ di tempo; Dražen mi ha chiamata due anni dopo la nostra rottura per una gara di mostre collettive a Zagabria, e siamo stati accettati. Abbiamo avuto due settimane per prepararla, mandare mail agli amici che le hanno girate ad altri amici…

cafebabel.com: con quale criterio avete selezionato gli oggetti?

Olinka Vištica: è stato difficile scegliere cosa esporre, quindi, siamo andati avanti per categorie. C’erano così tante donazioni! Una parte degli oggetti è a casa mia (talvolta, mi maledico per questo). Lo spazio espositivo è diviso in otto ambienti; vogliamo dare al visitatore una certa direzione, attraverso diversi stadi emotivi. Il primo ambiente è dedicato alle promesse e al tempo passato insieme, che sono l’inizio di ogni amore. Poi seguono la passione e il desiderio, la rabbia e la furia, i matrimoni e i rituali, ecc. Il concetto di tempo è risultato interessante: avevamo molti orologi da polso e da parete nella nostra collezione. Una volta, una donna è venuta a chiedere di noi all’ufficio turistico: era fuggita in nave dal marito violento, andando dall’Inghilterra fino all’Irlanda con le figlie. E’ stato toccante. Allo stesso modo degli incontri con i donatori. Sembra un po’ squallido, ma è come dare un organo, una parte di sé.

cafebabel.com: il vostro museo si trova a Zagabria dal 2009, ma avete organizzato anche delle esposizioni itineranti.

"Si può percepire come arte tutto ciò che trasforma la tua esperienza personale in qualcos’altro"

Olinka Vištica: è diventato troppo grande per la nostra sola esperienza personale; Zagabria ha molte cose da offrire, ma tutto è alquanto disorganizzato. Alla fine del primo progetto, cosa potevamo fare con tutta quella roba? Buttarla via? Abbiamo cercato di fissare tutto qui, in modo permanente, ricevendo altre richieste. Dipendiamo anche dagli organizzatori locali – e la comunità locale è la cosa più importante; normalmente, andiamo con una collezione di oggetti dagli organizzatori del posto, che gestiscono poi il processo di donazione a modo loro, nel proprio paese. Per questo, le mostre hanno sempre un aspetto diverso.

cafebabel.com: i critici dicono che il vostro museo è puro commercio, non ha alcun approccio estetico. Come reagite a questa accusa?

Olinka Vištica: nessuno può realmente guadagnarsi da vivere con il progetto: basta appena a pagare gli affitti. Il nostro progetto artistico è al limite del lecito, ma non m’importa se la gente pensa che il museo sia solo commercio. Si può percepire come arte tutto ciò che trasforma la tua esperienza personale in qualcos’altro: cerchi di fare affermazioni su ciò che pensi attraverso un determinato mezzo e c’è un momento di pura creazione, mentre racconti la storia, che nasce assieme all'oggetto. Rompere rapporti d’amore significa - so quanto possa sembrare paradossale -mettere in contatto delle persone. Ovunque andiamo, gli artisti abbracciano il progetto.

cafebabel.com: c’è qualche riferimento alla storia croata alla base della vostra mostra?

Olinka Vištica: le storie hanno a che fare con l’eredità o l’identità culturale. Alcune storie da Zagabria, o più ampiamente “di quest’altra parte del mondo”, come la Slovenia e la Serbia, le sento molto vicine, fra le mie preferite. Era qualcosa di cui eravamo ben coscienti, sin dall’inizio: le storie di rapporti finiti sono universali, dalla Croazia alle Filippine, tutti reagiscono allo stesso modo. Ma attraverso racconti così intimi si possono percepire mentalità e culture, persino eventi storici.

Probabilmente, la gente che viene a vederci a Singapore non ha mai sentito parlare della nostra guerra, e le storie croate in parte riguardavano la guerra. Siamo andati in giro nei paesi dell’ex-Jugoslavia con un progetto chiamato “Cuori infranti in territori in lotta”: condividiamo ancora gli stessi riferimenti culturali, indipendentemente da ciò che è successo. Abbiamo ricevuto una lettera molto commovente da un ragazzino di 12 anni di Sarajevo: quando ha dovuto lasciare la città con i suoi genitori, si è innamorato di una ragazza, vedendola in una macchina che gli passava accanto.

cafebabel.com: il Museo degli amori spezzati ti ha in qualche modo riportata insieme a Dražen. Come vivi questa cosa?

Olinka Vištica: non ci saremmo rimessi in contatto se non fosse stato per questo progetto. Ciò dimostra che le relazioni possono anche cambiare, niente è una tragedia, c’è sempre qualcosa che ti lega a quelle persone. Ho molto rispetto per Dražen, abbiamo vissuto tutto questo insieme. E’ una cosa molto preziosa e s’impara molto. Posso dirlo solo per me stessa, ma la rottura non deve essere per forza così dolorosa.

cafebabel.com: le persone ti chiedono mai consigli sulle loro storie finite?

Olinka Vištica: Sì, ma non sono una psicologa; forse, ne so meno di loro. Può darsi che io abbia un approccio più distaccato, ma dal mio punto di vista è sempre stato un mistero: continui a fare gli stessi errori, ma in fondo cos’è un errore? E’ così relativo, succede a tutti, in tutto il mondo. Se sei felice, non hai il bisogno impellente di esternare la tua felicità. Noi mostriamo che va anche bene stare da soli. Si sa, nel mondo globale in cui viviamo, devi essere in coppia: i posti al cinema per due sono più convenienti. Ma, forse, stare da soli può anche rappresentare un momento di arricchimento, da cui poter trarre qualcosa di buono.

La prossima esposizione si terrà al National Centre for Craft & Design, dall'8 gennaio al 15 aprile 2012, a Sleaford, Lincolnshire.

Tutte le foto: © brokenships.com; Olinka ©KK