Se Churchill fa la siesta

Articolo pubblicato il 08 aprile 2009
Articolo pubblicato il 08 aprile 2009
All’estero tutti i Capi di Stato hanno il proprio soprannome, a volte dolce, a volte acido. Sarkozy, la Thatcher e Zapatero e i loro nomignoli.

Da Londra a Strasburgo, come corre Obama! In inglese “guidare un Paese” si dice proprio «to run the country», cioè «correre». Anche Sarkozy corre, ma soprattutto per fare un po’ di sano jogging: non c’è niente di meglio per mantenere la forma. Su questa immagine si scherza volentieri in Germania e non si esita a ribattezzare il Presidente francese col nomignolo di "Speedy Sarkoole", oltre a quello di "Bling-Bling-Präsidentole", dal tintinnio dei suoi accessori alla moda, e di "Omnipräsidentkath" (onnipresidente).

Altri Capi di Stato o di Governo preferiscono un ritmo di marcia più tranquillo e decantano le virtù della siesta: l’ex Primo Ministro Winston Churchill si concedeva regolarmente il tempo di "schiacciare un pisolino", «catch a few zzz's», per ricaricarsi e poter portare a termine i propri impegni. «You must sleep sometime between lunch and dinner. Take off your clothes and go to bed. No half measures», prescrive il Ministro a favore di un sonnellino senza mezze misure.

Fra i sostenitori della pennichella ci sono anche delle personalità politiche importanti: John Fitzgerald Kennedy, Napoleone Bonaparte e Margaret Thatcher. La “Lady di ferro” (iron lady) è stata l’unico Primo Ministro donna nel Regno Unito. La sua politica? Un “pugno di ferro in un guanto di velluto” («an iron hand in a velvet glove»). Il socialista spagnolo Zapatero incarna piuttosto il contrario ed i suoi connazionali, rimproverandogli l’ingenuità e la condiscendenza, gli hanno dato i soprannomi "zapatitospedro" (scarpine) e "Bambi".