Scrittori a Parigi: una città (fantastica) da chiamare casa

Articolo pubblicato il 12 ottobre 2012
Articolo pubblicato il 12 ottobre 2012
Ogni sabato alle 5 di pomeriggio il piano superiore della libreria di culto parigina Shakespeare and Company diventa il luogo di incontri per tutti gli scrittori girovaghi. Lì, incorniciati da pareti di scaffali pieni di storia letteraria, si forma un gruppo di simpatici dilettanti, l’"Other Writers’ Group".

Alcuni sperimenteranno la loro prima lettura, altri sono membri del gruppo da anni, ma tutti sanno cosa aspettarsi – un orecchio fine e commenti onesti da persone devote all’arte della parola scritta.

Da sette anni, questo laboratorio di scrittura e circolo aperto per il pensiero creativo è al centro della compagnia di scrittori espatriati a Parigi. Organizzato dallo scrittore britannico David Barnes come uno spazio aperto per la discussione sulla letteratura che deve ancora nascere, oggi il laboratorio dell’Other Writers’ Group è tanto un servizio di sostegno quanto una comunità.

La Shakespeare and Company ha un significato storico per gli scrittori di lingua inglese, ma è anche stata sempre una base logistica per tutti gli scrittori e i bohémien espatriati”, spiega Alberto Rigettini, un poeta italiano che scrive in inglese e uno dei “coach” dell’Other Writers’ Group. “Molti giovani autori che sono venuti a Parigi hanno vissuto qui temporaneamente, e hanno conosciuto la scena. Ad esempio, dopo che David Barnes si è trasferito a Parigi, ha avuto l’idea di organizzare gli scrittori e la scrittura intorno al concetto di comunità, e condividere il lavoro con altri nella stessa posizione”.

"Scrivere a Parigi è come avere in tasca una zampa di coniglio portafortuna"

Alberto sostiene che molto è cambiato nella centenaria scena letteraria anglofona parigina da quando l’Other Writers’ Group e le letture della Spoken Word hanno avuto inizio. “Si è trasformato in una rete fantastica”, dice Helen Cusack O’Keeffe, romanziera nordirlandese e frequentatrice abituale dei laboratori e delle letture. “Tutti quelli che si sono trasferiti a Parigi da altri Paesi hanno ragioni simili per essere qui. Entrare in contatto con loro e il loro lavoro è qualcosa che arricchisce”.

Stranieri a Parigi

Parigi, un mitico santuario per gli scrittori di lingua inglese fin dai tempi della Generazione Perduta, non ha ancora perso la sua attrattiva. Bruce Sherfield, che dirige l’Other Writers’ Group ogni due settimane, stima che ci sono 250 validi scrittori di lingua inglese che lavorano a Parigi, e almeno un migliaio di autori di passaggio intorno a loro. Alcune delle ragioni per cui gli autori scelgono di venire  in questa città si trovano nella presenza dei fantasmi di grandi scrittori, come nella creatività storica e nella cultura popolare della città.

Before Sunset (2004) e Midnight in Paris (2011) hanno entrambi uno scrittore parigino tra i personaggi.

Mentre camminano in cerca di ispirazione, la maggior parte degli autori di lingua inglese visitano la libreria Shakespeare and Company. E alcuni di loro restano per partecipare al programma di lettura. “Parigi ti dà la fama e i mezzi” dice Bruce. “Molti scrittori vengono qui per scrivere della città, ma spesso questo alla fine non funziona. Magari frequentano il nostro laboratorio perché si rendono conto che Parigi non offre l’ispirazione di cui hanno disperatamente bisogno. Alla fine, anche uno scrittore di di successo ha bisogno di essere rivisto e corretto; questo può accadere più facilmente in un ambiente lavorativo reale, che nella dimensione fantastica”.

"Ognuno è libero di condividere, ognuno è libero di contribuire": il motto del gruppo

Radunati in una stanzetta soffocante con vista su Notre Dame, scrittori provenienti da ogni angolo del mondo stringono tra le mani sudate copie dei loro testi e alquanto nervosamente aspettano di ascoltare cosa hanno preparato gli altri. Il pubblico che si esibisce è interessato a tutti i generi. In una riunione di due ore, professionisti e dilettanti presentano le loro poesie, brani di romanzi e componimenti teatrali che in seguito verranno corretti. Seguendo il motto “Ognuno è libero di condividere, ognuno è libero di contribuire”, questo gruppo di stranieri a Parigi* crea un’incredibile atmosfera di familiarità. “A Parigi, mi sento molto libera”, dice Helen. “La maggior parte di noi vive da straniero in questa città. Scrivere a Parigi è come avere in tasca una zampa di coniglio portafortuna. C’è qualcosa di tangibile qui che sai che ha ispirato altre persone. Sei all’interno di un progetto che ha già dato risultati importanti”.

Perché Parigi è ancora un punto centrale per il “pellegrinaggio letterario” di molti autori anglofoni? “Parigi non è soltanto la capitale della Francia ma anche una capitale del mondo” dice Alberto. “La storia letteraria ancora riecheggia, ma questa città è eccessivamente elaborata. Tutto il mito intorno a Parigi è un grande raggiro, o almeno un cliché. La Bohème qui è finitaè una città molto costosa, focalizzata sul passato e non sul futuro. Gli scrittori devono lavorare duramente per pagare enormi affitti per piccoli appartamenti. La cosa che potrebbe ispirare in questa città è che questa forte esperienza del vivere per l’arte ci sta unendo. Essere uno straniero ti fa entrare in contatto con gli altri. Ma sì, molti vengono in questa città perché sentono che promette ispirazione”. Anche se la promessa di Parigi non viene mantenuta, l’Other Writers’ Group fa ancora sì che sia apprezzata la possibilità di essere un autore in questa città. Dopotutto, lo spazio aperto e libero per la circolazione del pensiero e della creazione, l’idea di una comunità di lavoro migliore, non è svanita in sette anni. Perciò, se mai vi trovaste (o perdeste) a Parigi, con un pezzo di una vostra opera letteraria che vi piacerebbe condividere ed esplorare con gli altri, sapete cosa fare.

(Other Writers’ Group, sabato alle 5)

* Strangers in Paris è il titolo di un’antologia di poesia e narrativa curata da David Barnes e Megan Fernandes con la città di Parigi come filo conduttore. Tra gli altri troverete testi di Helen Cusack O’Keeffe, Alberto Rigettini e David Barnes.

In partenariato con l'ufficio franco-tedesco dei giornalisti, basato a Parigi (Ofaj), questo articolo fa parte di Orient Express Tripled, la serie di articoli di cafebabel realizzati da giovani giornalisti residenti nei Balcani, in Turchia, francia e Germania. Il blog ufficiale è qui.

Foto di copertina: (cc) Chiara Cremaschi/ glossom.com/chiaracremaschi; fermo immagine:  (cc) Before Sunset eMidnight in Pariswakingphotolife/ flickr/ commutingstories.tumblr.com/ video: Other Writers Group (cc) sheetfetish/youtube