Scozia: indipendenza senza consenso

Articolo pubblicato il 06 marzo 2014
Articolo pubblicato il 06 marzo 2014

Dopo David Ca­me­ron, sta­vol­ta è stato José Ma­nuel Bar­ro­so a porre un altro osta­co­lo al­l’in­di­pen­den­za scoz­ze­se. Il re­fe­ren­dum del 18 set­tem­bre 2014, che de­ci­de­rà una volta per tutte sul de­sti­no in­di­pen­den­ti­sta del Paese, ri­sve­glia le pas­sio­ni e fa emer­ge­re punti di vista con­tra­stan­ti.

Il Pre­mier in­gle­se, David Ca­me­ron, lo stes­so che aveva or­ga­niz­za­to e ri­co­no­sciu­to la va­li­di­tà del re­fe­ren­dum sul­l'in­di­pen­den­za della Sco­zia, ha in­vi­ta­to gli scoz­ze­si a op­por­si al­la se­pa­ra­zio­ne dal Regno Unito nel suo di­scor­so di Ca­po­dan­no. Il di­bat­ti­to è stato in se­gui­to ri­lan­cia­to sul pro­ble­ma della va­lu­ta da adot­ta­re. Il 13 feb­bra­io, in­fat­ti, è stato il mi­ni­stro del­l’E­co­no­mia bri­tan­ni­co, Geor­ge Osbor­ne, a sot­to­li­nea­re che l’in­di­pen­den­za dal Regno Unito com­por­te­reb­be la fine del­l’u­ti­liz­zo della ster­li­na in Sco­zia.

In­fi­ne, il 16 feb­bra­io, il pre­si­den­te della Com­mis­sio­ne eu­ro­pea, José Ma­nuel Bar­ro­so, ha cer­ca­to di sfer­za­re il colpo di gra­zia af­fer­man­do che l’U­nio­ne eu­ro­pea non ac­cet­te­rà l’an­nes­sio­ne del nuovo Stato in­di­pen­den­te. Sa­reb­be in­fat­ti estre­ma­men­te dif­fi­ci­le ot­te­ne­re il con­sen­so una­ni­me dei mem­bri del Con­si­glio eu­ro­peo, in quan­to si trat­te­reb­be di in­te­gra­re un nuovo Paese re­so­si in­di­pen­den­te da uno Stato già ap­par­te­nen­te al­l’U­e. Bar­ro­so ha inol­tre pa­ra­go­na­to la si­tua­zio­ne scoz­ze­se a quel­la del Ko­so­vo, sot­to­li­nean­do che que­sta na­zio­ne non era stata ri­co­no­sciu­ta come uno Stato e, di con­se­guen­za, non po­te­va pre­ten­de­re l’a­de­sio­ne al­l’Ue. Tut­ta­via, il par­ti­to di mag­gio­ran­za scoz­ze­se (Par­ti­to Na­zio­na­le Scoz­ze­se, ndr.), ha su­bi­to ri­cor­da­to che il Ko­so­vo non fa­ce­va parte di uno Stato del­l’U­nio­ne eu­ro­pea e che, quin­di, le si­tua­zio­ni dei due Paesi non sono in nes­sun caso pa­ra­go­na­bi­li.

As­si­stia­mo dun­que a una si­tua­zio­ne ine­di­ta in cui la Com­mis­sio­ne eu­ro­pea si pro­nun­cia su que­stio­ni in­ter­ne a uno Stato, mossa che non ha osato in­tra­pren­de­re per la que­stio­ne ca­ta­la­na. E men­tre al­cu­ni si in­ter­ro­ga­no sulle mo­ti­va­zio­ni di questo doppio volto del pre­si­den­te Bar­ro­so – in­tra­ve­den­do in­te­res­si per­so­na­li in fun­zio­ne delle pros­si­me ele­zio­ni eu­ro­pee – la que­stio­ne scoz­ze­se ri­ma­ne aper­ta. Tutto sem­bra an­da­re con­tro que­sto Paese che, tut­ta­via, vuole solo dar voce al suo po­po­lo. Per il re­fe­ren­dum, nes­sun e­si­to elet­to­ra­le è esclu­so.