Schulz è il nuovo presidente del Parlamento Europeo: Martin chi?

Articolo pubblicato il 24 gennaio 2012
Articolo pubblicato il 24 gennaio 2012
Uno, due, tre… avanti, in marcia! Martin Schulz, il nuovo presidente del Parlamento Europeo, non teme il confronto.

Martin Schulz ha un nuovo lavoro: fino a ieri capogruppo dell’Alleanza Progressiva dei Socialisti e dei Democratici al Parlamento Europeo, oggi ne è il presidente. Non proprio quello che gli augurava Silvio Berlusconi quando, nel corso del suo secondo governo, nel 2003, gli aveva detto: “Signor Schulz, so che in Italia c’è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti. La suggerirò per il ruolo di kapò. Lei è perfetto”. Schulz aveva appena finito di criticare lo strapotere di Berlusconi sui media e sulla politica italiana. Certo, il buon Silvio non intendeva naturalmente nulla di cattivo, era "solo uno scherzo", gente, non agitatevi.

Qualche anno più tardi, il britannico Godfrey Bloom, membro del Parlamento Europeo,  non cercò neppure di dare l'impressione di essere stato frainteso. Nel 2010, mentre Martin Schulz era nel mezzo di un eloquente discorso, Bloom lo interruppe con “Ein Volk, ein Reich, ein Führer”. Questa frase, parte della propaganda nazionalsocialista del Terzo Reich, costò all’eurodeputato britannico l’espulsione immediata dall’aula.

Tutto fuorché noioso.

I due episodi mostrano come, nel variopinto scenario politico del Parlamento Europeo, si ricorra volentieri agli stereotipi nazionali, e quanto Martin Schulz sia un personaggio che fa sempre discutere. Il ruolo gli piace, poiché non essere “discusso” vorrebbe dire non farsi notare o risultare addirittura noioso. Si può dire di tutto sul tedesco, nato nel 1955 a Hehlrath (oggi Eschweiter), ma non che sia noioso. Non c’è un solo dibattito parlamentare in cui la voce stentorea di Schulz non si faccia sentire, in cui non esprima dettagliatamente la sua opinione. Non pochi lo trovano arrogante e polemico.

Prima di entrare in politica Martin Schulz ha seguito un corso di formazione professionale da libraio, aprendo persino una propria libreria, a Würselen, dove ora il neopresidente viene ripreso spesso e volentieri mentre parla con i clienti tenendo un libro in mano. I media tedeschi hanno scoperto Schulz come argomento di discussione, adesso che un tedesco è riuscito finalmente a riconquistare una delle più alte cariche dell'Unione. Tuttavia la maggior parte dei cittadini tedeschi non sa esattamente di che cosa si occupi il Parlamento Europeo e lo stesso vale per il suo presidente. Martin Schulz è un europarlamentare dal 1994 e lo fa evidentemente con piacere; cosa che lo distingue dalla gran parte degli altri politici (indipendentemente dallo Stato di appartenenza), dato che il Parlamento Europeo viene spesso utilizzato da alcuni governi per smaltire i politici scomodi; ne sa qualcosa, ad esempio, l’ex ministro della giustizia francese, Rachida Dati.

Confronto aperto con la Merkel e Sarkozy

Martin Schulz non è entrato casualmente al Parlamento Europeo. La sua nomina deriva da ambiziosi obiettivi politici. Il ruolo di presidente del Parlamento è stato fino ad ora di natura piuttosto rappresentativa, e un buon posto per quei politici che volevano concludere in maniera rilassata la propria carriera. Tutto il contrario del discorso di apertura di Schulz: “Sfido in questo preciso luogo e istante chiunque creda che sia possibile avere più Europa con meno parlamentarismo”. A suo parere, si dovrebbe “avere il coraggio di cercare un confronto aperto con la Merkel e con Sarkozy.” Una vera sfida, insomma.

Schulz, che definisce se stesso “una prima donna”, vorrebbe dare finalmente al Parlamento Europeo il potere che gli spetta di diritto. La crisi europea ha tuttavia rafforzato i rapporti interparlamentari, ossia fra gli Stati membri della UE: quasi senza aiuti, Merkozy, Junker & Co. stanno salvando l’euro. Si passa da un vertice di crisi all’altro. E il Parlamento? Viene messo in secondo piano. “Fissazione per il vertice” così la chiama Martin Schulz che ha subito pronto un piano per spostare nuovamente il rapporto di forze a favore del Parlamento. Il suo programma prevede di prender parte a tutti gli incontri tra i capi di governo.

Per il momento non sembra niente di spettacolare ma si deve sapere che di regola in tali occasioni al presidente del Parlamento Europeo spetta soltanto un discorso d’apertura, dopo di che tutto il resto lo fanno i “grandi” e a porte chiuse!

Schulz vuole quindi partecipare ed è convinto che in questo modo tutti ne trarranno giovamento. Se i capi di Stato gli negano la partecipazione, screditano in tal modo il Parlamento Europeo, l’unica istituzione UE eletta direttamente dai cittadini; l'obiettivo del neopresidente Schulz è invece di prendere parte alla discussione, e di influire sul risultato finale.

Prossimo passo: presidente della Commissione europea?

Le aspettative su Schulz sono elevate: lui stesso ha fatto in modo di entrare in carica con il vento in poppa. Il tedesco (tifoso, secondo Wikipedia, del Colonia) ha due anni di tempo per dimostrare che con le sue pretese fa sul serio. Una cosa è certa: la carriera di Martin Schulz è cominciata davvero bene e il cinquantaseienne sembra aver già mostrato interesse per il ruolo del presidente della UE, José Barroso.

Foto di copertina: (cc) EP/flickr; nel testo: (cc) EP/flickrvideo; video: vpervejack/youtube; euxtv/youtube