Schizofrenia alla tedesca: chi ha paura di Google Street View?

Articolo pubblicato il 13 dicembre 2010
Articolo pubblicato il 13 dicembre 2010
Dal novembre 2010 è stato e sarà possibile ammirare 20 città tedesche grazie a Google Street View. Il 3% dei residenti aveva tuttavia presentato ricorso prima che il servizio fosse lanciato, facendo così in modo che le proprie abitazioni venissero oscurate. Altri cittadini invece non esitano ad adottare misure estreme pur di manifestare la propria simpatia per Google.
Effettivamente i tedeschi sembrano avere un atteggiamento stranamente schizofrenico nei confronti del servizio on-line.

«Buongiorno, siamo gli addetti di Google Home View», esordisce l' uomo col berretto e l’aria insignificante. Di rimando, un’ occhiata diffidente da parte del signore, più anziano, che gli ha aperto la porta. Ciononostante, il tipo invita di buon grado lo sconosciuto ad entrare nel proprio appartamento. La frase "vorremmo fare delle fotografie alla sua casa" sembra averlo convinto. Entrato nel soggiorno del pensionato e della sua consorte, l’uomo chiede alla coppia di mettersi in posa («Per dare all'insieme un'impressione di maggior movimento»). Tuttavia, nell'abitazione successiva giunge una domanda vagamente critica: «Ma allora chiunque può vedere gli interni della mia casa?» - salvo poi sfoggiare, dal proprio divano, un sorriso radioso verso l'obiettivo. L'amichevole addetto di Google distribuisce persino dei ‘cartoncini pixelati’ che i padroni di casa, per questioni legate alla tutela della privacy, devono tenere davanti agli occhi al momento dello scatto.

Siamo così lontani dal Big Brother teorizzato da Orwell?

Quindi è Google Home View la prossima mossa del gigante della Rete, ora che in Germania è appena avvenuto il lancio di Street View? Niente affatto. Tutti coloro che si sono fatti ritrarre dagli addetti di Google Home View sono semplicemente finiti nel mirino del re della satira tedesca: Martin Sonnenborn, l'ineguagliabile direttore della rivista satirica Titanic e tuttora impegnato instancabilmente nel tentativo di mettere i suoi connazionali di fronte a se stessi. Dopo aver indirizzato negli ultimi anni la propria vena critica prevalentemente contro la scena politica teutonica, stavolta il bersaglio sono ancora i cittadini e lo scompiglio provocato da Google Street View.

Lanci di uova a favore di Google

Cambio di scena. Quest'anno Essen è stata eletta "Capitale europea della cultura". Tra i vari eventi in programma sono previste anche delle iniziative all'insegna della disobbedienza civile: in un quartiere della città parecchie abitazioni sono state colpite da lanci di uova, mentre sulle rispettive cassette postali sono stati applicati degli adesivi recanti la scritta: "Google is cool". Il motivo? Prima che in Germania avvenisse il lancio di Google Street View, i cittadini avevano la possibilità, mediante ricorso, di far oscurare le proprie case. Il tre per cento della popolazione ha aderito e ora è diventato il bersaglio dell'indignazione di coloro i quali invece vogliono che Google Street View sia il più fedele possibile alla realtà. Niente case oscurate allora, come no! Per la cronaca, è interessante sapere che anche l’ edificio di Monaco in cui si trovano gli uffici di Google Deutschland ha dovuto essere oscurato. Perché, così dice la regola, qualora un solo inquilino dell'abitazione presenti ricorso, l’ intera costruzione deve scomparire da Google Street View. Google vittima delle sue stesse disposizioni per la tutela della privacy.

Privacy: un argomento di cui i tedeschi amano discutere

Gli scenari descritti riguardano il sentire comune dei tedeschi nei confronti di Google; ma cosa dicono sul rapporto che il popolo germanico ha con il nuovo servizio offerto dal colosso statunitense? Prima di tutto ci dicono che i tedeschi, per quanto concerne Street View, sono coerenti ed incoerenti al tempo stesso. Si potrebbe anche dire: schizofrenici. La Germania non è il primo paese in cui Google propone il proprio servizio Street View, e non sarà neppure l’ ultimo. In nessun'altra nazione però il lancio ufficiale è mai stato preceduto da una discussione così lunga e intensa da parte dell'opinione pubblica. Persino la politica ci ha messo il naso. Così il ministro della Giustizia Sabine Leutheusser-Schnarrenberger (membro del partito liberale tedesco - FDP) ha criticato Google, affermando che si starebbe trasformando in un «monopolio gigantesco», e che un servizio quale Street View dovrebbe essere assolutamente esaminato sotto il profilo legale. I cittadini secondo lei dovrebbero avere il diritto di sapere qual è la sorte dei loro dati personali.

Non è la prima volta che il ministro della Giustizia si occupa di questioni riguardanti la tutela della privacy. Si dichiara irremovibile contro il salvataggio di dati telematici a tappeto (come previsto, per esempio, dalla legge antiterrorismo del 2008 che, in conformità con una direttiva europea, impone di archiviare per sei mesi i dati relativi a comunicazioni telefoniche e telematiche), sapendo che la maggioranza della popolazione sarà sempre dalla sua parte. Un momento! Si tratta forse dello stesso popolo che fa entrare di buon grado in casa propria un presunto addetto di Google Home View? Che si dà al lancio di uova contro le case oscurate? Quel popolo, che ha regalato a Street View un lancio da favola in Germania (in nessuna delle altre nazioni in cui è stato attivato il servizio si sono registrate tante visite). Sì, proprio quello.

In effetti la tutela dei dati personali è un tema importante in Germania. Il governo discute da molto tempo la possibilità di adeguare la legge attualmente vigente in materia anche alla realtà virtuale. L'atteggiamento dominante nel paese, perlomeno sul piano politico, è invece improntato allo scetticismo. Tuttavia il ministro dell’Interno Thomas de Maizière (membro del partito democristiano - CDU), ritiene che il dibattito intorno a Google Street View si stia spingendo troppo oltre: alla fin fine, ad essere mostrati sarebbero solo elementi per così dire "pubblici" quali le facciate delle abitazioni e le strade.

Ecco un gruppo di super fan tedeschi

Un'agitazione (solo) percepita

Dunque forse c'è soltanto una discrepanza tra il dibattito pubblico (ovvero politico) e quello che è il sentire comune del popolo tedesco nei confronti di Google Street View. Forse l'agitazione percepita intorno alla questione è maggiore rispetto a quella reale. Chi ha paura di Google Street View? Molto probabilmente la politica tedesca. La quale, infatti, non ha ancora compiuto il grande salto nell'era digitale. E il colosso statunitense la mette costantemente di fronte a questa realtà.

Foto: (cc)brianjmatis/flickr; (cc)Inmigrante a media jornada/flickr; (cc)Google Street View; (cc)derandre.wordpress.com