Sarko, il ritorno: cronaca di un film

Articolo pubblicato il 21 settembre 2014
Articolo pubblicato il 21 settembre 2014

Il ritorno di Sarkozy. Ecco la vera ragione di un rientro appassionante. 

Non sono un gran fan della politica. Ho la tendenza a considerarla come un "ventre molle" francese, secondo il quale le nostre élites non sarebbero mosse che dal desiderio di farsi rieleggere. Non vediate in questo una crisi di fiducia o disaffezione verso il sistema, ma semplicemente la constatazione del fatto che la politica non solo non governi le nostre vite, ma non influisca poi un granché su tanti altri aspetti. Ecco che, vagamente qualche giorno fa e intensamente dopo l'altra sera (18 settembre), il mio appetito verso la cosa pubblica si è notevolmente assopito.

Venerdì sera, Nicolas Sarkozy celebrava la messa. Alle 20 su un canale del servizio pubbico, il vecchio Presidente della Repubbica francese ha commentato l'annuncio de suo ritorno il cui cammino era stato già ampiamente annunciato dai più grandi media, logicamente molto preparati. Quarantacinque minuti nei quali il perdente del 2012 ha detto tutto e niente senza entrare nel dettaglio del suo comeback. «Ne avevo voglia», «Non avevo scelta»… L’ex-presidente avrebbe preferito fare quello che promette di non fare, ovvero « stilare un bilancio del suo quinquennato », « polemizzare su Hollande »…

E sono lungi dall'essere il solo a interessarsi per il suo ritorno. C'erano gli 8 milioni e mezzo di telespettatori del telegiornale di France 2, i 400mila che hanno cliccato "mi piace" sul suo stato su Facebook e un buon terzo di francesi che non aspettavano altro che l'annuncio.  Tuttavia non sono sicuro che ci rempiamo di gioia per gli stessi motivi. Personalmente, vi trovo una buona ragione per celebrare la politica in quello per lei è "magnetico": la lotta per il potere. Perché secondo me del mio "ventre molle", alla fine non resta altro che questo: i massacri mediatici, le dichiarazioni assassine, il cinismo, le mensogne, i tic, i falsi sorrisi, le alzate di spalle e un dito puntato...

Il ritorno Sarkozy, è la promessa di una partita. Il trailer di due anni e mezzo di guerra che scuoterà la destra, apprezzata come uno scarafaggio, e l’esecutivo – del quale sarebbe inutile commentarne il declino – che non è mai così interessante come quando si tratta di tramortire il suo miglior nemico. E poi ci sono i processi, ben 7. Questi serviranno tanto all'intrigo quanto ai magistrati e ci ricorderanno la frase un po' banale secondo la quale le leggi sono fatte per essere trasgredite. Preparatevi e tirate fuori i pop corn e le patatine. "Sarko, il ritorno", è il titolo di un blockbuster che è sempre mancato alla Francia.