Santa Lucia: da Stoccolma a Siracusa (mangiando arancine)

Articolo pubblicato il 13 dicembre 2016
Articolo pubblicato il 13 dicembre 2016

Storia (o curiosità) di una tradizione che unisce la Sicilia alla Svezia

Qual è il miglior bar di arancine a Palermo o Catania (dove dicono arancino)? Meglio scegliere carne o burro? Ogni 13 dicembre per Santa Lucia, questi dilemmi amletici accompagnano tutti i siciliani e fanno morire d'invidia quelli che l'Isola l'hanno lasciata per necessità, ma che si imbarcherebbero sul primo aereo/treno/battello per raggiungerla solo per rimpinzarsi delle palle di riso impanato e fritto. Ma cosa ci fanno delle ragazze biondissime con una lunga veste bianca e la testa cinta da una corona di foglie e sette candele a Siracusa? Oggi, come ogni 13 dicembre la città di Archimede celebra la sua santa patrona, martire cristiana nel 304 d. C. delle persecuzioni dell'imperatore Diocleziano. Ogni anno alcuni uomini con il berretto verde portano in processione la stati argentea della Santa dal Duomo di Ortigia, fino a piazza Santa Lucia nella chiesa di Santa Lucia al Sepolcro, mentre delle donne portano le reliquie. E la festa dura una settimana. 

A Stoccolma, invece, a 2500 km distanza in linea d'aria (ma sempre di Europa si tratta), il culto di Lucia è molto sentito sia tra i cattolici che tra i luterani e affonda le sue radici nella storia della martire Lucia, cui furono strappati gli occhi nella notte del solstizio di inverno. Da allora divenne protettrice degli occhi e simbolo di luce, come dice lo stesso nome Lucia che deriva da lux (luce appunto). Mentre i siciliani chiamano già dal giorno prima la rosticceria/bar/panetteria di fiducia e ordinano il "carico" per il giorno dopo, oppure, preferiscono qualcosa di rigorosamente home made, i bambini svedesi preparano biscotti e dolcetti, tra cui  focaccine allo zafferano e all'uvetta chiamate “lussekatter”. I pasticcini, il cui nome significa letteralmente "gatto di Lucia", spesso assumono la forma di una "s"e sono legate alla tradizione pagana, anche se si usa sovrapporne due per formare una croce. 

Poi si celebra il rito dello Yule, un inno alla luce che consiste in un corteo dove le ragazze rappresentano Lucia e sfilano vestite di bianco, portando una corona di candele e cantando inni natalizi o celebrativi della vittoria sull'oscurità. E qui veniamo al ponte tra il profondo Nord e il profondo Sud. Nel 1927 uno quotidiano svedese lancia un concorso tra i lettori per votare la Lucia più bella. E da allora, ogni anno ogni città incorona la sua Lucia che sarà seguita da altre candidate - damigelle (e da tv locali e quotidiani) per esibirsi nelle piazze, negli ospedali, centri commerciali e e fabbriche. E Siracusa? Ogni anno, dal 13 ale 20 dicembre invita la Lucia di Svezia per partecipare alla processione dell'ottava che riporta il simulacro di santa Lucia al Duomo. Il mistero è svelato.