Sanguerosa: feuilleton pop su Facebook

Articolo pubblicato il 22 aprile 2016
Articolo pubblicato il 22 aprile 2016

Prima c’era il feuilleton. Adesso Facebook. Era il 1800 quando i giornali cominciano a pubblicare i racconti d’appendice. Storie avvincenti, che facevano attendere i lettori fino alla successiva pubblicazione. Ora non è più la pagina di un giornale a tenere incollati gli occhi di chi legge, ma lo schermo di un computer, di un tablet, di un cellulare. Ecco Le avventure di Sanguerosa.

A Milano si incontrano due amici. Francesco, è un grafico. L'altro, Stefano, aveva passato il 2014 a scrivere un racconto, ma poi l'aveva chiuso in un cassetto. Quella sera decidono di aprirlo, e ne esce il progetto di Sanguerosa. Francesco comincia a lavorare alla grafica e a settembre viene pubblicata – anzi, postata – la prima puntata. Ne seguono 33, una a settimana per altrettante settimane.

Una proiezione dei cambiamenti sociali

In un futuro non troppo lontano e segnato da ingiustizie sociali, Sanguerosa percorre le strade di una città divisa in zone: dalla più ricca e centrale man mano la povertà cresce fino al "Secchio", la periferia più estrema dove vivono i reietti. Egli si inabissa in questi cerchi accompagnato dall'inseparabile Petano, che incarna il pensiero magico dei bambini dove ogni cosa è possibile. Ma si trova ad affrontare una situazione borderline, dove compie azioni tragiche imbrigliato nel ruolo datogli dalla società. «Il suo impulso lo spinge a fare cose che anche lui trova discutibili,» ci spiega Stefano, «commette piccole ingiustizie nelle relazioni personali e amorose, inciampa, cade e a volte esce dalla morale e dall'etica. Dalle sue azioni e da quelle degli altri personaaggi emergono le diverse sfaccettature della natura umana.»

Il mondo di Sanguerosa non è in un futuro lontano. «Volevo cose immaginabili. Volevo un racconto dal gusto artigianale. La proiezione che immagino non è tra 100 anni, ma quello che può succedere tra cinque,» ci dice Stefano, «l'idea è quella di restringersi in nuclei protetti, in città divise secondo linee di privilegio, con gruppi che si auto identificano in base a pressioni esterne.» In questa grafic novel 2.0 l'impianto grafico integra più che mai la narrazione. «Il romanzo va di pari passo con l'immagine, aveva bisogno di illustrazioni per sua stessa natura,» commentano gli autori. E per l'ispirazione la mente di Francesco va alle grandi metropoli come San Paolo, in Brasile, con i suoi agglomerati urbani e le bidonville periferiche mentre disegna il mondo di Sanguerosa. Le immagini dalle tinte forti, con linee nette e grafiche moderne «ricordano Facebook e le linee delle città,» spiega Francesco: il mezzo e il tema del racconto.

Puntate da 7 minuti

Se i lettori del cartaceo sono pigri, sicuramente su Facebook non hanno molto più tempo da perdere. Le puntate di Sanguerosa sono post da leggere in 7 minuti, ce lo garantiscono gli autori. «È il frutto di un ragionamento chirurgico, la media che abbiamo fatto noi è di 7 minuti,  il tempo giusto di lettura sul web e per capire il racconto,» confessano. Dopo i romanzi a puntate sui giornali, alla radio e le serie tv, Francesco Fallisi e Stefano Panichi hanno deciso che era ora di provare con Facebook. L'idea è quella di sfruttare un mezzo attuale che rigeneri un processo antico come quello del romanzo d'appendice e lo declini in altre forme. «Siamo in un periodo in cui la carta è debole e ci sembrava interessante riuscire ad attualizzare il meccanismo in chiave digitale,» ci spiega Francesco.

Se il pubblico medio italiano prova una certa diffidenza verso i libri, forse Facebook è un modo più accessibile per attrarlo alla lettura. «Il vantaggio è che puoi usufruire della piattaforma in qualsiasi momento senza necessità di portarsi dietro l'oggetto. È un po' come lo streaming: puoi soddisfare il desiderio di leggere quando vuoi,» osserva Francesco. «Ci piaceva l'idea pop di dare un racconto a puntate su una piattaforma dove di solito si condividono i gattini,» scherzano. «Noi abbiamo voluto spostarlo su un ambito letterario, e anche lanciare una sfida, considerato il mood narcisistico di Facebook». Le avventure di Sanguerosa è un «testo nato a prescindere da un'eventuale trasposizione, rientra nell'ispirazione della scrittura.» Solo successivamente è arrivata l'idea di metterlo online, senza dover riadattare lo stile di scrittura al web, ma scegliendo la forma a puntate. Secondo gli autori non si può prescindere dalle tensioni voyeuristiche di Facebook, ma un progetto letterario che imponga uno straniamento è una sfida stimolante e sperimentale per un social media.

Ottocento crossmediale

La forma attraverso cui viene veicolato un testo è un evergreen del dibattito letterario. «Nel 1800 il feuilleton era un espediente multimediale che inseriva un linguaggio narrativo all'interno di un contesto diverso, quello del quotidiano. Anche nel passato quindi c'era una dimensione di crossmedialità,» commenta Carlo Sorrentino, docente di sociologia dei processi culturali e comunicativi all'Università di Firenze.

Con i social media invece l'approccio lineare alla lettura è saltato. Prodotti sempre più volatili e immediati permettono agli utenti di leggere un articolo mentre commentano il link di un amico, comunicando al contempo con una collettività più estesa.

C'è chi sostiene che la letteratura è quella su carta e basta. «Quando si parla di cultura si parla sempre di far fronte a contesti di fruizione,» obietta però Sorrentino, «l'adattamento all'audience può anche avere una logica estetica e culturale. Quello dei lettori odierni è un universo comunicativo più denso, nel quale bisogna sempre richiedere l'attenzione di chi legge». Stefano e Francesco non sono dei nostalgici di Dumas, né tantomeno dei geek a tutti i costi: «pensiamo che i mezzi possano mescolarsi. Il libro non è nato per essere scritto ad hoc su Facebook. L'idea è stata rielaborata poi a livello formale con un teaser ed un lancio sui social tipico di un prodotto digitale,» spiega Francesco. Dopo la pubblicazione su Facebook, i due autori stanno pensando di ritornare alla carta. Con un'accortezza in più: il racconto non è solo un romanzo, ma una graphic novel. «Abbiamo anche pensato di tradurre il testo su cartaceo, ipotizzando una tiratura limitata per il progetto, per valorizzare le immmagini. Vorremmo nobilitare la graphic novel. magari con una serigrafia. In più stiamo cercando di svilupppare uno spin off, come quelli che vengono prodotti con le serie tv: piccoli racconti in formato breve legati al mondo di Sanguerosa.»