San Pietroburgo e l'omofobia: “Hitler ha cominciato con delle leggi anti-gay”

Articolo pubblicato il 08 marzo 2012
Articolo pubblicato il 08 marzo 2012
Nel 1993, la Russia cancellava l'omosessualità dalla lista dei crimini puniti con l'incarcerazione. Nel 1999, cancellava l'omosessualità dalla lista delle malattie mentali. Nel 2012 , il Parlamento di San Pietroburgo approva una legge che vieta "qualsiasi atto pubblico" di promozione dell'omosessualità, della bisessualità o della transessualità. Trovate l'errore!

Indizio numero 1: un po' di matematica

Possiamo cominciare notando che questo progetto di legge anti-gay è passato con 29 voti a favore e 5 voti contrari. Insomma, più dell'80% dei parlamentari russi ritiene che scrivere, parlare o discutere dell'omosessualità dovrebbe essere punito dalla legge con una multa che può arrivare fino a più di 1 milione di rubli, cioè 25.000 euro. Anche se la matematica non è il mio forte, queste cifre non vi sembrano un po' inquietanti?

Indizio numero 2 : omosessuale o pedofilo?

Chiaramente, i signori parlamentari non si sono voluti fermare di fronte a un così buon risultato e hanno deciso di mettere la pedofilia nello stesso minestrone. Per loro, la promozione della pedofilia sarebbe nociva tanto quanto la sensibilizzazione all'omosessualità! E la dittatura in tutto questo?

Indizio numero 3: non specificare

Come sottolineato dalle associazioni militanti LGBT, dalle organizzazioni di difesa dei diritti dell'uomo - che presto rischieranno di dover pagare moneta sonante per questo tipo di difesa dell'omosessualità in rete – il carattere perfido di questa legge consiste nel non specificare il termine "propaganda".

Così, il semplice fatto di discutere di omosessualità in un luogo pubblico potrebbe essere considerato come una specie di propaganda. La libertà d'espressione? Un concetto forse un tantino vago per i nostri amici intirizziti dal freddo. Per riprendere le recenti dichiarazioni del vicino despota bielorusso: "Meglio dittatore che frocio" !

Indizio numero 4 : arresti

Mentre i politici dibattevano il vergognoso testo, un militante russo scriveva queste parole su un cartello: "Hitler ha cominciato con delle legge anti-gay". Chiaramente, dato che solo la verità può fare male, l'uomo è stato arrestato dalle autorità locali.

Allora, avete scovato l'errore o devo continuare?

Un tale passo indietro è un colpo duro per i diritti dell'uomo e il rispetto della libertà d'espressione. Le associazioni contro l'omofobia temono che questa legge possa aprire a una legalizzazione dell'omofobia in Russia. Eppure, membro del Consiglio Europeo e delle Nazioni Unite, la Russia s’era impegnata a rispettare questi principi, al centro della lotta pluridecennale di molti.

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Per troppo tempo, i membri della comunità LGBT sono stati considerati come i paria della società, afflitti da una malattia che alcuni temono ancora tra le più contagiose. Nel XXI secolo, si insorge contro il razzismo senza realizzare che anche la discriminazione contro gli omosessuali è una grave forma di razzismo. Durante le proteste, l'attivista e direttore di Coming Out, Kotchetkov, arrestato dopo qualche minuto dalle autorità, ha evocato con una verità che da fastidio la persecuzione dei gay nella Germania nazista. Questa è la domanda: se lasciamo passare questa legge perfida, non autorizziamo una nuova forma di nazismo?

Foto di copertina: (cc)rezavoody/flickr; video: AllOutorg/YouTube; FeyrJuhl/YouTube.