Saldi d’inverno: un “gran 2009” rovinato dalla crisi?

Articolo pubblicato il 01 febbraio 2009
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Articolo pubblicato il 01 febbraio 2009
Da circa un mese sono cominciati in tutta Europa i saldi invernali, dalla fine di dicembre in alcuni paesi come la Gran Bretagna, a gennaio in quasi tutti gli altri. Pur essendo un fenomeno che riguarda tutta l’Unione, i saldi non sono regolamentati a livello comunitario e ogni stato membro decide per sé come gestirli o meno. Con la «crisi economica» onnipresente nei media e nei dibattiti politici, è interessante osservare se i disagi tanto ventilati hanno un’effettiva ripercussione su questa grande tradizione commerciale che sono i saldi.

Previsioni ottimistiche

Molti economisti e direttori di esercizi commerciali, interpellati prima dell’inizio dei saldi, vedevano in questo periodo di ribassi l’occasione per i consumatori frustrati di questi ultimi mesi di «prendersi una rivincita», per un mese, sulle proprie difficoltà economiche. «Un’annata eccezionale, quella del 2009», ha annunciato il presidente del sito di shopping on-line 24h00.fr su Le Parisien del 3 gennaio scorso. All’insegna dello stesso ottimismo, Jean-Christophe Caffet, economista di Natixis, ha dichiarato, in un’intervista a Le Monde rilasciata all’inizio di gennaio e pubblicata il 22, di essere molto fiducioso circa un risultato positivo dei saldi di questo inverno, facendo affidamento sulle tante persone che non erano riuscite ad approfittare molto degli sconti dell’estate 2008. Infine, molti commercianti attendevano i saldi senza nascondere la propria impazienza, sperando di poter risollevare i bilanci in picchiata, soprattutto nel settore dell’abbigliamento, degli ultimi mesi (Le Monde, 7 gennaio).

Un inizio promettente

In Francia, il freddo di questo inizio di gennaio ha tenuto molti in casa, ma ha spinto tanti altri clienti a rifugiarsi nei centri commerciali e nei grandi magazzini all’avvio dei saldi. Le Galeries Lafayette di Parigi hanno annunciato sulle pagine de Le Parisien dell’8 gennaio un leggero incremento delle vendite del primo giorno di saldi rispetto all’anno scorso, così come i magazzini Le Printemps, intervistati lo stesso giorno da Le Figaro. Tuttavia, la maggioranza dei commercianti ammette che il trend positivo del giro d’affari e l’aumento del numero dei prodotti venduti nei loro negozi è in parte dovuto ai consistenti ribassi proposti nella prima settimana di saldi. Si sono visti cartellini con -50%, -70% sin dall’apertura della «festa dei saldi», in previsione di un andamento negativo, mentre l’anno scorso abbiamo dovuto aspettare la seconda, se non la terza settimana per vedere simili sconti.

Fine gennaio, risultati più scarsi

Per farmi un’idea in prima persona, in questi giorni sono andato a parlare con diversi commercianti di Parigi per sapere che conseguenze aveva avuto per loro la crisi economica tanto sbandierata dai media, sulla loro clientela, sul loro volume d’affari, etc. Il parere generale è stato piuttosto negativo. Ad esempio, da Celio e Naf Naf in Boulevard Saint-Michel mi hanno mostrato un bilancio dei saldi deludente rispetto alle aspettive. Per loro la crisi ha un effetto molto concreto sui consumi, soprattutto per quelle categorie di prodotti non indispensabili, come l’abbigliamento. Hanno anche registrato un calo delle vendite nel mese di gennaio rispetto agli anni precedenti e questo nonostante i forti sconti fatti sin dall’inizio dei saldi. Cali che si riscontrano in tutti i punti vendita delle rispettive catene, sia in Francia che nel resto d’Europa. Altri, invece, come la responsabile del negozio di calzature Eram, nello stesso quartiere (secondo la quale la crisi è solo mediatica e psicologica), sono piuttosto soddisfatti di questo mese di saldi. Contrariamente alle paure generate da tutto quello che si dice sulle attuali difficoltà economiche, i risultati ottenuti sono simili a quelli delle edizioni precedenti o addirittura leggermente migliori, anche se la strategia è un po’ diversa questa volta, con forti ribassi sin dall’avvio dei saldi. 

Per concludere, sembra che i siti di acquisti on-line, anche se non ho intervistato nessuno di persona, siano andati bene questo mese, grazie a una crescita eccezionale della pratica dell’e-commerce. Molti siti hanno inoltre dichiarato di aver realizzato, alla fine della prima settimana di saldi, delle cifre «storiche», come il sito 24h00.fr che ha venduto il 20% di articoli in più rispetto a gennaio 2008, o ancora il sito Spartoo.com (scarpe) che il 7 gennaio ha totalizzato l’equivalente del volume d’affari del mese di dicembre, secondo quanto si legge in un articolo de Le Figaro del 9 gennaio.

I saldi che, ricordiamolo, non sono ancora terminati, si sono rivelati anche quest’anno un tema importante di discussione e un vero e proprio bilancio si potrà fare solo quando saranno conclusi.  Tuttavia, sembra delinearsi una tendenza alquanto negativa per la maggior parte degli esercizi commerciali, eccezion fatta per i siti di acquisti on-line. Vedremo se in Francia le nuove leggi in materia di saldi, votate l’anno scorso ed entrate in vigore il primo gennaio, porteranno i loro frutti. In base alle nuove regole, i commercianti potranno fare due settimane di saldi in più all’anno, oltre a quelle canoniche, al di fuori del mese precedente (estate e inverno). Avremo sicuramente modo di riparlarne…

Matthieu Mollicone

Traduzione: Laura Bortoluzzi