Sabato pomeriggio a Tor Sapienza? Sì al MAAM

Articolo pubblicato il 06 marzo 2015
Articolo pubblicato il 06 marzo 2015

Venerdì sera sono andato a trastevere. Sabato mattina, ancora assonnato e tediato da tanta ordinarietà sono partito per la luna.

Venerdì sera sono andato a trastevere. Ho bevuto un paio di birre a piazza Trilussa per poi spostarmi al "bar degli americani" dietro l'angolo. Sabato mattina, ancora assonnato e tediato da tanta ordinarietà sono partito per la luna.

Tutti mi avevano detto che è lontana, che ci vuole tanto tempo e molta pazienza per raggiungerla. Non è vero, dista solo mezz'ora dal centro di Roma. Basta avere un'auto e un navigatore che ti indichi la strada più breve. L'ingresso è gratuito, non serve nemmeno il passaporto.

Eccoci nella terra di nessuno, anzi nella terra di tutti. Ragazzini giocano a calcio, giovani famiglie di etnia rom camminano indaffarate su e giù per il cortile, alcuni visitatori curiosano mostrando chiari segni di incomprensione del contesto.

Siamo al MAAM, Museo dell'altro e dell'altrove, situato nel quartiere di Tor Sapienza. Il terzo museo romano d'arte contemporanea, fratello del MACRO e del MAXXI. Lui però è la pecora nera della famiglia. Vuol prendere tutto, non si arrende ai cliché imposti dalla società. Vuole coniugare l'arte e l'impegno civico, essere museo e casa allo stesso tempo. Ospita 70 famiglie e migliaia di opere d'arte.

Il progetto è talmente ambizioso da essere definito lunare dagli stessi promotori. Creare uno spazio espositivo dove accogliere turisti, avventori, visitatori che sia affiancato da appartamenti, abitati principalmente da rom. Il tutto chiaramente in maniera illegale, occupando una proprietà privata, la vecchia fabbrica di salumi Fiorucci.

All'entrata campeggia una grande insegna con su scritto "FART"(scorreggia) che ci fa già capire dove siamo. L'ironia dietro quella scritta è doverosa: siamo un museo anche noi, ma non vogliamo smancerie né mondanità da salotto. La prima sala, come tutto lo spazio occupato, è colma di splendide opere d'arte. Artisti di strada ma non solo partecipano alla vita di questo posto. Qui si può fruire della visita guidata il sabato pomeriggio, per la quale ringrazio Carlo, poi mangiare un piatto di lenticchie e fare due tiri al pallone bevendo un caffé.

L'atmosfera è bella e distesa. Ma il dubbio è sempre presente: dopo il teatro Valle, il cinema America e il Rialto verrano anche qui?