Rubgy, mon amour. Un affare per la Francia

Articolo pubblicato il 15 ottobre 2007
Articolo pubblicato il 15 ottobre 2007

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In attesa di Inghilterra-Sudafrica, la finalissima del 20 ottobre 2007, impazza la rugby-mania. Che ora è sempre più business.

Dieci città francesi, due stadi britannici, quarantotto partite che oppongono le venti migliori squadre di rugby, record storico di audience televisivo sul canale francese TF1 che trasmette le partite. Sì, perché il 13 ottobre 2007 hanno seguito la sconfitta della Francia contro l'Inghilterra più di 18, 3 milioni di telespettatori. Non c'è che dire. Per la sesta edizione del Mondiale di rugby la Francia ha fatto le cose in grande. E tutto perché da qualche anno il rugby è di moda. Artefice di questa nuova tendenza è Max Guazzino, il patron della squadra parigina chiamata Stade Français e fondatore della radio Nrj. Con lui sono arrivate le ragazze pom-pom, le star del varietà hanno cominciato ad animare i pre-partita e i giocatori si sono spogliati per il calendario. Basti pensare che l'edizione 2007 ha venduto ben 200mila copie.

Quattro miliardi di euro di incassi.

Per il momento la strategia sembra portare i suoi frutti. La Francia mira ad accogliere, a fine competizione, circa 350mila visitatori che dovrebbero portare nelle casse dello Stato 1,5 miliardi di euro. Mediamente la spesa per ogni tifoso europeo venuto in Francia per supportare la sua squadra dovrebbe aggirarsi intorno ai 2245 euro.

L’organizzazione del mondiale (biglietteria, partenariati, marketing, media) apporterebbe circa 250 milioni di euro. Infine, in generale, l’incasso globale per l’evento si dovrebbe aggirare intorno ai 4 miliardi di euro. L’obiettivo? Raggiungere almeno il 25% dell’effetto della Coppa del Mondo di calcio del 1998.

Anche l’International Rugby Board, organizzatore dell’evento, ci ha messo lo zampino fino a pubblicare una guida ufficiale del tifoso. A metà strada tra una guida turistica classica e una lista delle migliori mete per il divertimento nel post-partita. Anche localmente ci si felicita dell’iniziativa. A Tolosa per esempio, nel bar di Trevor Brennan, ex giocatore dell’Irlanda e dello Stade Toulousain, la squadra locale.

Paperon de' Paperoni in erba

Anche per i giocatori francesi, gli introiti dopo la competizione dovrebbero annunciarsi interessanti, in aggiunta ai premi-partita. Eroe del momento è Sébastien Chabal, che ha dichiarato che il suo cachet sarà di 200mila euro per ogni spot pubblicitario. Tanto per accrescere le sue tasche e incrementare i guadagni pubblicitari. Basti pensare che gli introiti del giocatore più pagato della serie A di rugby, Frédéric Michalak, la scorsa stagione ammontavano a ben 590mila euro (di cui 280mila di salario, 90mila in premi con la squadra nazionale e 220mila euro in contratti pubblicitari). E che lo stipendio medio di un giocatore del campionato è di 7.900 lordi mensili.

Non c'è che dire. Il rugby francese, da quando ha fatto il suo ingresso nel mondo professionistico nell’agosto del 1995, è proprio cambiato. Ormai gli esempi da seguire per tanti nuovi idoli di campi da gioco e calendari vari si chiamano Barthez e Zidane. E il miraggio di uno sport autentico e incontaminato si allontana sempre di più.