Room: il mondo in una stanza

Articolo pubblicato il 03 marzo 2016
Articolo pubblicato il 03 marzo 2016

Il regista irlandese Lenny Abrahamson colpisce nel segno con Room: la storia di una riscoperta del mondo dopo un rapimento e il distacco forzato da tutto ciò che è reale.

Joy Newsome ha 24 anni e abita in una stanza di 3 metri quadri insieme a suo figlio Jack, che di anni ne ha appena compiuti 5 e non ha mai visto nulla al di fuori dello spazio in cui vive. Quella che chiamano "stanza" è un capanno dove sette anni prima la ragazza è stata rinchiusa da un individuo soprannominato Old Nick, il quale continua ad abusare di lei e si occupa delle sue necessità primarie e di quelle del bambino, suo figlio.

Joy rende la stanza un microcosmo accettabile dove ogni cosa ha un nome e un posto e il tempo è dilatato. Ma ciò che vuole è liberare il suo bambino e tornare a vivere, e allora progetta un pericoloso piano che riuscirà a metterli in salvo.

Room/Il mondo

Il mondo fatto di alberi e cielo che Joy non riusciva più a vedere appare allora come un paradiso finalmente raggiungibile. Riabituarsi alle normali relazioni tra persone non è facile però: madre e figlio intraprendono l'inizio di una nuova esistenza.

Room è interessante perchè delinea l'evoluzione di un delicato rapporto tra interno ed esterno che non si esaurisce con la fuga dalla stanza. Inizialmente la stanza è la realtà conosciuta e il mondo la possibilità che li attende. Dopo la liberazione si assiste a un ristabilirsi lento di vecchi equilibri non più completamente attuabili: i genitori di Joy, la casa dove viveva, nulla è più come lo ricordava.

A Jack invece accade qualcosa di diverso. Molto legato alla realtà della stanza che l'ha visto crescere durante i suoi primi anni, dopo la libertà assume una profonda consapevolezza di cosa è accaduto e lentamente si apre agli eventi senza alcun tipo di filtro.

Gli interpreti

La forza di un film come Room è dovuta in particolare a due interpretazioni eccezionali: quella di Brie Larson nel ruolo di Joy da un lato - vince l'Oscar come migliore attrice 2016, il Golden Globe per la migliore attrice in un film drammatico, il BAFTA come migliore attrice protagonista, - e di Jacob Tremblay dall'altro, attore canadese di soli 9 anni. Entrambi convincono e donano una rara intensità a personaggi difficili da comprendere; sono spontanei, naturali, commoventi.

Dove nasce Room

La storia è tratta dal romanzo Room di Emma Donoghue: un best-seller internazionale uscito in Italia con il titolo Stanza, letto, armadio, specchio, ispirato dalla storia del Caso Fritzl (episodio di cronaca nera avvenuto nella cittadina austriaca di Amstetten dove una donna austriaca ha vissuto imprigionata per 24 anni in un bunker sotterraneo costruito dal padre)

E' possibile raccontare questa storia senza sfiorare una banale drammaticità? Lenny Abrahamson ci riesce con un film che parla della riconquista del mondo reale e della normalità, rimanendo fedele al romanzo e introducendo, grazie ad una regia intelligente, un'emotività tangibile.

Viviamo prima l'impossibilità e la reclusione, poi l'incontenibile molteplicità del mondo sotto ogni aspetto; il tutto attraverso gli occhi di Jack, tanto che a volte, sembra di vedere, proprio come accade a lui, il cielo per la prima volta.