Rona Hartner: "sognavo di essere la regina degli zingari"

Articolo pubblicato il 17 luglio 2012
Articolo pubblicato il 17 luglio 2012
Sebbene sia diventata mamma e abbia ritrovato un rapporto speciale con Dio, Rona Hartner, la zingara ribelle del lungometraggio "Gadjo Dilo", ha saputo conservare la fiamma rom nella sua "anima romena".

A 38 anni, Rona Hartner è una donna realizzata: dà degli spettacoli in tutta la Francia con Dj Tagada, è nella locandina di Poulet aux prunes ("Pollo alle prugne") il nuovo film di Vincent Paronnaud e di Marjane Satrapi e prepara l'uscita del suo primo lungometraggio - "Danse avec Dieu" ("Danza con Dio").

Romena d'origine tedesca, da poco cittadina francese, Rona Hartner è un'artista complessa, appassionata di cultura rom. In seguito a uno scandalo politico-mediatico di cui è stata vittima in Romania, Rona si è trasferita a Parigi nel 1997. L'incredibile successo del film di Tony Gatlif - Gadjo Dilo (film francese con Romain Duris uscito nello stesso 1997, tradotto in italiano come "Lo straniero pazzo") - le ha conferito un'immagine da zingara "sovversiva".

cafebabel.com: lei è contemporaneamente attrice, cantante, pittrice e parla cinque lingue straniere. Perché ha abbracciato la cultura zingara, nonostante lei non sia affatto d'origine rom?

Rona Hartner: ho una visione abbastanza vasta dell'arte, ho studiato diverse forme d'espressione artistica, come la danza senegalese, la zumba e i balli latini. Nel 2000 ho anche dato dei concerti di hip hop al Teatro Mogador. Ma la sola cultura che sono riuscita a fare realmente mia è la cultura rom.

cafebabel.com : come ha scoperto proprio questa cultura?

R.H.: negli anni '80, quando Ceausescu ha deciso di demolire la nostra casa "borghese". In seguito, ci siamo trasferiti in un quartiere popolare, alla periferia di Bucarest dove per la prima volta ho visto degli zingari. I nostri vicini erano dei rom fiorai, ci invitavano a cena da loro: noi eravamo i tedeschi, e loro gli zingari. Tutto andava benissimo. In questo modo ho sviluppato il fascino per la loro cultura, sognavo d'interpretare il ruolo della regina degli zingari. Ma è con il fim di Tony Gatlif che ho conosciuto realmente la cultura rom. Ho trascorso diversi mesi in una satra (comunità zingara) prima di iniziare le riprese. All'inizio si sono mostrati diffidenti nei miei confronti, ma ho saputo guadagnarmi il loro rispetto e loro sentivano che avevo un'anima da artista.

cafebabel.com: lei è diventata francese nel 2010. Allo stesso tempo è rimasta un'ambasciatrice della cultura zingara. Pensando alla sua canzone "Nationalité vagabonde", qual è la sua vera nazionalità?

R.H.: ho chiesto la cittadinanza francese perché sogno in francese. Ma mi rendo conto che sono romena, perché mi fa male vedere quello che succede in Romania. Dopo la rivoluzione del 1989 mi sono sentita esiliata, ma ho fatto bene ad allontanarmi dal paese.

cafebabel.com: aual è il suo rapporto con la comunità rom che vive in Francia e in Romania?

R.H.:i Rom sono mal visti dovunque. Se parlo di cultura rom, faccio un favore ai romeni, perché la stampa estera ama trattare i romeni da razzisti. I rom mi fanno pietà - le persone che non possono lavorare non hanno dignità. A mio avviso, la stampa commette un crimine premeditato, concentrandosi sugli aspetti negativi che riguardano i rom e i romeni, perché in seguito non riusciranno più a farsi assumere. Ma in Romania, secondo me, questo ostacolo è stato superato: se uno zingaro cerca lavoro, ha una possibilità di trovarlo.

cafebabel.com: lei si dichiara credente e religiosa. Come ha scoperto questa strada?

R.H.: per me la religione è un'uscita di sicurezza. Sono nata in una famiglia atea e ho trovato questa strada abbastanza tardi. Ma la religione è molto importante quando sei straniera, ti aiuta ad adattarti meglio.

cafebabel.com: cosa pensa del mondo artistico francese?

R.H.: sono arrivata in questo mondo con l'immagine sovversiva di una zingara, immagine che conservo ancora oggi. Mi sono resa conto che il mondo del cinema francese è abbastanza ermetico, è diventato come una forma di aristocrazia. Ma gli artisti sono molto importanti nella società odierna, quasi quanto i religiosi. Nella sua lettera agli artisti, papa Giovanni Paolo II aveva detto: "la bellezza salverà il mondo"!

Foto di copertina, di © Carole Bellaïche; :testo: © cortesia del sito ufficiale di Rona Hartner (shooting per Christian Lacroix); video: Gadjo Dilo (cc)szatmar666/YouTube , "Nationalité vagabonde" (cc)goodmusicisgodmusic/YouTube.