Romania, obiettivo 2007

Articolo pubblicato il 08 luglio 2005
Articolo pubblicato il 08 luglio 2005

Attenzione, questo articolo non è stato ancora editato, né pubblicato in alcun gruppo

Il nuovo governo di Basescu gioca il tutto per tutto per l’adesione. Ma i suoi tagli fiscali potrebbero sacrificare il Welfare. Sull’altare del liberismo.

L’Europa è molto orgogliosa del suo cosiddetto “modello sociale”, un sistema che dovrebbe combinare una crescita economica sostenibile con un costante miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, proteggendo i suoi cittadini nei momenti di necessità. Effettivamente, è stato detto che una delle principali ragioni per il rifiuto francese della Costituzione Europea sia stata la paura di un’erosione proprio di questo principio. Di conseguenza, il commento del Presidente rumeno Traian Basescu che “Non andremo avanti con gli obiettivi di un’Europa sociale in tutti i modi” arriva piuttosto come uno shock per i rumeni. Che comunque non vedono l’ora di diventare membri del “club Ue”.

Aliquota fissa fissa per tutti

Basescu si riferiva alla riforma fiscale che il nuovo governo ha introdotto dalla vittoria delle elezioni nel dicembre 2004, in particolare alla tassa ad aliquota fissa del 16%. Ma qual è la relazione tra le tasse ad aliquota fissa ed il modello sociale europeo? Anche se è vero che l’Ue non ha una politica fiscale unitaria, teoricamente il modello sociale europeo comporta una tassazione progressiva per finanziare i suoi programmi di Welfare.

Voci correnti sulla necessità di un’armonizzazione del sistema fiscale sembrano considerare piuttosto esagerato che la tassa ad aliquota fissa abbia fatto il suo ingresso in nuovi stati membri Ue come Estonia, Lituania, Lettonia e Slovacchia. I paesi dell’Est abbandoneranno la tassa ad aliquota fissa o saranno Francia e Germania ad adottarla? Inoltre, in molti sostengono che il modello sociale europeo in realtà non esiste e di certo non è specificatamente “europeo”, visto che i sistemi di welfare variano notevolmente da uno stato membro all’altro.

Pragmatismo politico

Così forse la dichiarazione di Basescu non è dopotutto così sorprendente. Come il presidente spiegò quando introdusse le riforme fiscali quest’anno, non è possibile sostenere un sistema di Welfare senza un’economia forte. Questa è l’unica ragione per cui la Romania non sempre potrebbe conformarsi al “modello sociale europeo”, e non implica che il paese sta cercando di seguire un altro modello che escluda la protezione sociale.

Budget Ue, Basescu è pronto a fare dei sacrifici

Basescu è ben conosciuto per il suo pragmatismo politico, la sua lotta alla corruzione e il suo europeismo: tutte doti che contribuirono alla sua vittoria schiacciante alle elezioni di dicembre. Adesso che è arrivato al potere sembra che continuerà con lo stesso spirito, come mostrato dai suoi sforzi per giungere ad un compromesso per il budget europeo relativo al periodo 2007-13. Essendo più preoccupato per un possibile congelamento del processo di allargamento che per la perdita di denaro dai fondi Ue, il Presidente rumeno ha offerto di ridurre la somma già accordata nei Trattati di adesione firmati in aprile, dicendo “la migliore base per uno sviluppo sostenibile in Romania non è necessariamente le differenza di un paio di miliardi di euro ma la creazione di un ambiente consono allo sviluppo economico”.

E’ inaccettabile che, proprio ora che la Romania sta ristrutturando la sua economia per prepararsi all’adesione, il dibattito sull’allargamento possa essere bloccato da un budget europeo che comunque non determinerà il futuro del Paese. Certo, gli sforzi della Romania per stimolare la sua economia potrebbero inficiare il suo rispetto del modello sociale europeo. Ma a lungo andare lo sviluppo del Paese lo condurrà a richiedere meno dagli aiuti di un’Europa di cui vuole disperatamente far parte.