Roman Zinchenko: come rendere attraenti le energie rinnovabili

Articolo pubblicato il 10 dicembre 2015
Articolo pubblicato il 10 dicembre 2015

Quando i genitori di Roman comprarono una casa in campagna vicino a Kiev, Ucraina, il giovane diplomatico non si aspettava che quell’edifico, che doveva essere ristrutturato, potesse cambiargli la vita. Oggi, Greencubator, creato insieme al fratello Andrij, è una delle più interessanti "armi" che il Paese ha nella lotta contro l’egemonia energetica della Russia.

Quando gli chiediamo perché ha iniziato ad interessarsi all'attivismo in campo energetico, il 38enne Roman Zinchenko semplicemente spiega: «Sono un diplomatico agguerrito». Roman è il co-fondatore di Greencubator, una piattaforma che mette in rete e sostiene gli imprenditori ucraini che operano nel settore dell'energia rinnovabile. L'iniziativa è nata nel 2009 e oggi costituisce un efficiente network operativo per le nuove imprese ecologiche in Ucraina. Organizza inoltre numerosi eventi come hack-a-thon (a cui partecipano sviluppatori di software, programmatori e grafici web, n.d.r.) e seminari tra i quali: TeslaCamp, Hack4energy e Smart Energy Forum & Hackathon

Com’è nato Greencubator 

Dopo la laurea e dopo aver svolto alcuni lavoretti nel settore commerciale e delle pubbliche relazioni, a Kiev Roman trova lavoro come portavoce del Sindaco Vitali Klitschko. Ma si rende conto di non sapere bene cosa vuole fare della sua vita.

Sia lui che il fratello Andrij, professore di storia, hanno le proprie aziende, dalle quali non ricavano «né un profitto e nemmeno una perdita,» dice Roman. Poi una svolta che pare insignificante. I loro genitori acquistano una casa in campagna, vicino a Kiev, e i due fratelli hanno un'idea: perché non utilizzare sistemi di energia rinnovabile in modo da essere indipendenti dai fornitori di energia corrotti? Dopo tanti sacrifici e un lungo tempo trascorso ad imparare come funziona il settore energetico, ecco che nasce Greencubator.

Una nuova generazione di imprenditori energetici

Roman spiega: «La nostra idea iniziale era folle, avevamo un budget di 100 dollari e decidemmo di organizzare un incontro in mezzo al nulla. Tuttavia, conoscevamo parecchia gente ed ero un abile PR, tutto questo ci ha aiutato moltissimo».

In ogni caso, ci è voluto un po' prima che si potessero vedere i primi risultati della loro iniziativa. Dopo aver organizzato una dozzina di questi incontri, Greencubator è finalmente diventato una realtà riconosciuta. Tuttavia Roman sottolinea che non stanno cercando popolarità, quanto il riconoscimento come startup ecologica, oltre a voler diffondere una maggiore consapevolezza sulle energie rinnovabili e un cambiamento nella cultura ambientale ucraina.

«Il settore energetico ucraino è messo male a causa dell'egemonia e del monopolio russo. L’unico modo per cambiare è educare una nuova generazione di imprenditori energetici,» evidenzia Roman, aggiungendo che molti giovani sono coinvolti nel lavoro di Greencubator. «All’inizio, quando Greencubator non esisteva ancora, frequentavamo conferenze incredibilmente noiose. Così, abbiamo deciso di creare qualcosa di nuovo, qualcosa di innovativo per convincere la gente che "i fanatici dell'energia sono sexy"». Questo è anche il motto riporato anche sulle tshirt di Greencubator.

Quali sono i piani per il futuro? La cosa davvero importante è lo sviluppo di Greencubator. In secondo luogo, sostenere l'entusiasmo intorno alle soluzioni che l'uso delle rinnovabili può offrire al Paese. Terzo, sensibilizzare la cittadinanza attraverso programmi educativi e seminari all'università.

Per Roman Zinchenko la COP21 a Parigi è un evento che ha effetti positivi per iniziative come Greencubator. Secondo lui, «questo è un segno che qualcosa sta cambiando. Alcune innovazioni sono messe in atto». Spiega anche che la partecipazione degli Stati Uniti potrebbe significare che alcuni cambiamenti positivi sono in corso. «Desidero solo che il mio Paese venga coinvolto di più in tutto ciò».

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Questo articolo fa parte del progetto #21Faces: abbiamo raccolto 21 storie di 21 giovani per raccontare un'Europa "verde", originale e innovativa in vista della COP21, la grande conferenza mondiale sul cambiamento climatico, organizzata a Parigi dal 30 novembre all'11 dicembre 2015.