Roman Polanski.. e poi? Ecco le nuove promesse del cinema polacco

Articolo pubblicato il 24 febbraio 2012
Articolo pubblicato il 24 febbraio 2012
Chiedi a qualsiasi italiano cosa sa dei registi polacchi. Cosa rispondono? Facile: Kieślowski, Polański, Zanussi, Wajda, può darsi anche Skolimowski. Questi personaggi garantiscono il successo quando promuovono un nuovo film o almeno una grande frequenza alle sale, data solo da semplice curiosità. Sia quel che sia, il nome ha la sua parte.

Le mie “vacanze romane” mi hanno permesso di osservare quante persone si presentano a proiezioni di film ed incontri con registi polacchi. La conclusione? Questo ambiente è limitato agli appassionati interessati al cinema ed alle novità dei festival. Ci si può aspettare un pubblico più numeroso nel caso in cui si presentino delle celebrità. Questo è stato ciò che è successo alla proiezione del film di Lech Majewski, Il mulino e la croce (Młyn i Krzyż), all’interno del MedFilm Festival, durante il quale sono stati proiettati anche Il richiamo della libertà (Zew Wolności) di Leszek Wojciech e Wojciecha Słoty.

Per vedere dei film polacchi a Roma bisogna cercare tra i programmi di proiezioni speciali e dei festival. Grande delusione per quelli che si aspettano la produzione di registi di nuova generazione, perché di questi nessuno ha mai sentito parlare. Nei cinema, invece, non si trova nessun titolo polacco. L’ultimo ad essere proiettato nelle sale è stato Carnage (Rzeź) di Roman Polanski. L’unico posto in cui si può vedere qualcosa sulla produzione più recente è l’Istituto di Cultura Polacca che organizza proiezioni di film e incontri con gli autori. Il prossimo anno ci sarà anche la possibilità di vedere cortometraggi polacchi grazie al Festival Internazionale di cortometraggi e Nuove Immagini “Arcipelago”.

I giovani artisti non sono dei pesci

Peccato perché la voce dei giovani artisti è notevole, originale e apprezzata nei festival esteri, sia in termini di cortometraggi (come Parla con lui di Agata Pretki, Alba di Kamil Polak, L’uccello del fuoco di Andrzej Gosieniecki o Storie di freddo di Gregory Jaszczuk nominato quest’anno al Sundance Film Festival) e lungometraggi (La stanza del suicidio di Jan Komas, Erratum di Mark Lechki, Mall girls e Baby blues di Katarzyna Rosłaniec, Tutto ciò che amo di Jacek Borcuch, Con amore di Anny Jadowskiej). Purtroppo i loro lavori passano spesso inosservati o sono apprezzati da pochi. Il motivo è che sicuramente manca una buona distribuzione all’estero e la conseguenza è la loro assenza nei festival. Infatti se si guardano i programmi dei festival europei e mondiali, è possibile non trovare niente della produzione polacca più recente. Il tallone di Achille polacco è la mancanza di un’industria promozionale e di professioni strettamente legati alla promozione all’estero, mentre i film europei hanno co-producenti stranieri, agenti e distributori che si occupano di questo aspetto.

In Polonia le principali istituzioni di promozione sono L’Istituto Polacco del Film e L’Associazione dei cineasti polacchi. Ci sono inoltre un certo numero di società di produzione private, distributori e studi cinematografici il cui compito è quello di far conoscere il cinema polacco nel mondo. Per lo stesso motivo sono state create pagine web dedicate ai cortometraggi (www.polishshorts.pl) e ai documentari (www.polishdocs.pl). I portali sono un'iniziativa dell'Istituto Polacco, della Fondazione Nazionale del Film o dell’Istituto Adam Mickiewicz. In questo modo si può vedere quanto hanno da dire i giovani e quanti progetti vengono prodotti ogni anno. Si possono anche trovare informazioni dei premi agli autori polacchi nei festival e le nomination internazionali.

Se sai contare, conta su te stesso!

L’unica verità è che tutti i giovani registi devono occuparsi da soli della promozione. E’ il caso di Jan Komas che al festival di Cannes ha trovato un agente che ha promosso il suo film La stanza del suicidi a livello mondiale. Małgorzata Szumowska ha ammesso che alcuni dei suoi film si sono conosciuti grazie a coproduzioni internazionali. Secondo la regista, l’unico modo per far conoscere il proprio nome è quello di aprirsi a nuove conoscenze e naturalmente visitare i festival per cercare alla fonte i giusti contatti. Questo è importante soprattutto nel caso del cinema d’autore, che non ha grandi budget per la promozione. Il compito di giornalisti e critici cinematografici è scrivere invece su ciò che succede di nuovo nei film polacchi e pubblicare i propri articoli sui giornali stranieri o sui portali internet. I registi sono tutti d’accordo sul fatto che il successo dipende in grande misura dalla promozione e dalla perseveranza. Per ogni cosa bisogna camminare a piccoli passi. A volte i giovani dimenticano che bisogna guadagnarsi gli allori con il duro lavoro e che non ci viene mandato niente dal cielo. Forse bisogna smettere di lamentarsi e concentrarsi a cercare le giuste soluzioni.

Foto di copertina e testo: Filmweb; video: TheJudicool/youtube.com, filmittrailer/youtube.