Roller derby mania: ecco le Block’n’Roller Girls d’Europa

Articolo pubblicato il 06 settembre 2011
Articolo pubblicato il 06 settembre 2011
Qualcosa in più di qualche spintone sui pattini? Con il film Whip it! (2009), debutto alla regia di Drew Barrymore, i pattini a rotelle diventano uno sport di squadra femminile vero e proprio. Il 'roller derby' statunitense conquista l’Europa.

Bliss (Ellen Page) ha 17 anni, vive in un paesino sperduto in Texas e non vuole più partecipare ai concorsi di bellezza ai quali sua madre la iscrive fin da quando è piccola. Ne ha abbastanza dei fiocchetti e delle scarpe di vernice lucida e di metter da parte il suo sudato stipendio di cameriera per comprare un paio di stivali country. Ma è solo il primo passo nella ribellione della teenager di provincia. La trasformazione ha inizio quando Bliss vede per la prima volta una partita di roller derby. Le skater sembrano così diverse dallo standard delle ragazze di provincia dalle quali è circondata. Si vestono volutamente con abiti sexy, corrono veloci e aggressive e si fanno chiamare con nomi provocanti come "Iron Maven" e "Bloody Holly". Bliss non perde tempo, infila nello zaino i suoi pattini a rotelle di Barbie e scappa di nascosto in città per partecipare alle selezioni per la squadra di roller derby. Ma prima di trasformarsi in una vera e propria Rollergirl, l’ex reginetta di bellezza dovrà superare diversi ostacoli, e non solo di natura sportiva.

 Manifesto femminista o incarnazione di fantasie maschili?

Con Whip it!, debutto alla regia per Drew Barrymore, il roller derby arriva per la prima volta al grande pubblico. Lo sport di contatto, praticato quasi esclusivamente da donne, attualmente sta spopolando negli Stati Uniti, ma anche in Europa si contano sempre più squadre. Le Rollergirls devono fare i conti con molti pregiudizi: "Non è uno sport serio, sono solo un gruppo di ragazze cicciottelle che si picchiano l’un con l‘altra sui pattini a rotelle" - Salli , la svedese del Crime City Roller Derby di Malmö ne ha dovuti ascoltare di pregiudizi quando ha cominciato a dire che la sua passione era il pattinaggio su strada. "Sono tutte stupidaggini, ognuno ha le sue passioni."

Se lo sport viene giocato soprattutto dalle donne, spesso il pubblico lo fraintende. Alcuni lo vedono come un manifesto politico femminista, altri prendono in giro le Rollergirls perché con gli abiti che indossano, spesso molto sexy, sembrano incarnazioni di fantasie maschili. "Non si tratta né dell’una né dell’altra cosa". "Shaolynn Scarlett" delle Rollergirls di Londra vuole chiarire una volta per tutte il malinteso. "Il roller derby è uno sport, niente di più e niente di meno. Devi essere veloce, atletica e furba, e devi lavorare con dedizione, se vuoi essere una buona giocatrice. "E’ chiaro fin dai primi allenamenti che nel roller derby non si tratta solo di essere carine il più possibile e di correre sui pattini."Push yourself as hard as you can", è un consiglio che la Bear City Roller Derby di Berlino ha messo in pratica. Il duro allenamento, le flessioni, i giri veloci e gli esercizi di salto hanno dato i loro frutti: le Bombshells berlinesi attualmente si possono vantare del titolo di vice-campionesse in Germania. Nel campionato per la coppa del roller derby tedesco hanno dovuto arrendersi solo alle Rollergirls della Stuttgart-Valley, di cui fa parte Polly Purgatorio, considerata la madre del roller derby in Germania.

Quando, cinque anni fa, fondò con sei amiche la prima squadra tedesca, non fu una passeggiata: si dovevano allenare nei parcheggi e all'inizio i commenti stupidi le innervosivano. "Ora non mi fanno né caldo né freddo. Grazie allo sport ho acquisito molta fiducia in me stessa e sono diventata molto ambiziosa .Prima non riuscivo ad esserlo ". Anche Josefin di Malmö ha scoperto grazie a questo sport un lato di sé del tutto nuovo. La svedese dalla voce amichevole sembra dolce, quasi timida. "La trasformazione è cominciata non appena ho indossato i pattini e sono entrata in pista”. I suoi occhi si sono infuocati e ha dato il tutto per tutto per la vittoria: è stato allora che Josefin è diventata Jo Evil Eye.

La rivalità non fa parte della filosofia del roller derby

Cara, delle Rollergirls di Glasgow, si fa chiamare Poison Delight ed è un’appassionata di pattinaggio dal 2009. "Mi piace la velocità. Tutto accade così in fretta e a volte si devono prendere delle decisioni in una frazione di secondo – è davvero eccitante!". Cara ama le scariche di adrenalina e di solito gioca nel ruolo di jammer, la giocatrice che supera la squadra avversaria e segna i punti per la squadra. Che possa correre senza essere disturbata dalle avversarie sono le sue compagne di squadra, le blocker, ad assicurarlo. Con varie tecniche cercano di fermare la jammer avversaria e liberare la strada alla propria. Che non si affrontino con delicatezza è ovvio, ma non si tratta solo di strattoni e di tirate di capelli, come alcuni pensano. L’associazione internazionale WFTDA ha formulato una lunga serie di regole, e a garantire il rispetto delle stesse durante il gioco ci pensano una gran quantità di arbitri.

La coesione, che nel gioco è importante, continua anche dopo il fischio finale. Rivalità è per noi una parola sconosciuta. "Mi piace la filosofia del roller derby. Anche al di fuori della pista siamo diventate tutte amiche ", dice Cara. Uno spirito di squadra che sarà presto molto importante. Ai primi di dicembre si terranno a Toronto i primi campionati mondiali di Roller Derby e le squadre europee vogliono dimostrare a tutti che questo sport ha finalmente preso piede anche in Europa.

Illustrazioni: Homepage Roller Girl ©Senator Films; Testo: Crime City Roller Gilrs di Malmö ©crimecityrollers.com; (cc)François Hogue/flickr; Video (cc)YouTube