Rimozione dei visti: i bosniaci si avviano verso l'UE?

Articolo pubblicato il 15 dicembre 2010
Articolo pubblicato il 15 dicembre 2010
Lunedì 8 novembre 2010. La notizia arriva all'inizio del pomeriggio : l'UE ha autorizzato la rimozione dei visti per i bosniaci e gli albanesi entro i 25 stati dell'area Schengen. La decisione entrerà in forza a metà dicembre. Questo ridarà il sorriso ad un buon numero di cittadini della Bosnia-Herzegovina stanchi delle code davanti alle ambasciate...
Ma le condizioni poste dall'UE a questa apertura di frontiere fanno digrignare i denti a molti. Reportage.

Alla vigilia del quindicesimo anniversario degli accordi di Dayton (14 dicembre 1995), che misero fine alla guerra che ha insanguinato e diviso il paese tra il 1992 ed il 1995, la gioia dei cittadini della Bosnia-Herzegovina è unanime. « Sono deliziata da questa rimozione dei visti », confida Amira Turkovic, 30 anni, giurista di Sarajevo. « Siamo stati isolati e trattati come "cittadini di secondo tipo" per troppo tempo. La procedura per l'ottenimento dei visti è sempre stata così complicata ed umiliante... »

Un «vento di libertà»

Prima, ottenere un visto turistico, era una passione « Il processo per ottenere un visto per lungo e costoso » testimonia Bojana Ilic, 31 anni. Occorreva una lista interminabile di documenti e qualcuno nemmeno sapeva dove andarli a cercare. Si parla di attese interminabili davanti alle ambasciate sotto la pioggia, la neve o il sole a picco. E tutto questo nemmeno ti assicurava il visto. Conclude dicendo «per i bosniaci, è un vento di libertà»

«Con o senza visto non cambierà nulla»

Scoraggiati dalla procedura di ottenimento del visto, molti giovani non hanno mai attraversato le frontiere del paese di origine. Una cosa quasi immaginabile per i loro coetanei nati nell'Unione Europea.

Davor Miljevic, 27 anni, grafico, vorrebbe passare qualche giorno di vacanza in una paese dell'UE. Ma quale? Non ha ancora deciso, ha cominciato a muoversi per ottenere il passaporto biometrico e ha già consultato qualche offerta nelle agenzie viaggi locali. Non tutti condividono la sua decisione. Nemmeno le agenzie viaggi puntano sulla clientela per i viaggi verso le destinazioni europee, molti bosniaci preferisono far visita ai loro amici o ai loro cari, malgrado la rimozione dei visti, le offerte delle agenzie viaggi restano fuori portata.

«Con o senza visto non cambia nulla», deplora Natasa Lazic, studentessa di 29 anni. « Chi ha i soldi per viaggiare continua a farlo ed agli altri non rimane altro che la soddisfazione di dire che non si vive più in un ghetto ».

In fila per il passaporto biometrico

Dopo l'annuncio dell'8 novembre, i cittadini si sono precipitati negli uffici della polizia locale per ritirare i propri passaporti biometrici, indispensabili per viaggiare liberamente entro l'area Schengen. Il numero di domande è duplicato in questi giorni, le file per l'attesa si fanno sempre più lunghe, al punto che la polizia ha chiesto alla popolazione di rinunciare momentaneamente, salvo casi di forza maggiore

«Questo ricatto dell'Europa è ipocrita»

Non resta per i bosniaci, come per le offerte pubblicitarie, che verificare le condizioni legate alla rimozione dei visti. Poiché queste potrebbero, se non rispettate, far tornare tutto come prima in ogni momento, la Francia, la Germania ed i Paesi Bassi cercano in tuti i modi di evitare l'afflusso massivo di domande di asilo che ha seguito la rimozione dei visti per i serbi e macedoni nel dicembre 2009. Le autorità hanno lanciato una vasta campagna di informazione destinata ai cittadini. La liberalizzazione apre tutte le porte dell'UE per un soggiorno turistico dai tre ai sei mesi, ma non permette di risiedere definitivamente in uno dei paesi dell'area Schengen e nemmeno di lavorare. E' necessario il possesso di una certa somma di denaro; le frontiere dell'UE restano chiuse per tutti i bosniaci dalle tasche vuote

« Questo ricatto dell'Europa è ipocrita» considera Aleksandar Trifunovic, redattore capo del magazine web Buka, « Poiché la Bosnia-Herzegovina è un paese piccolo con una popolazione debole economicamente, è logico attendersi un gran numero di migranti. In tutti i modi, le leggi ed i regolamenti sull'immigrazione nell'UE sono divenute sempre più dure»

L'Europa può aspettare

«Onestamente, non so il perché l'UE ha così tanta paura di noi. Siamo in totale 4 milioni. Chi vuol partire è già andato, il modo di trovare il visto se l'è cercato. Gli altri hanno vita e famiglia quì » chiosa Radmila Kelecevic, una dipendente pubblica di 29 anni. « Personalmente e come turista non ho intenzione di partire per l'Europa subito. Ho un lavoro, non ho abbastanza giorni di vacanza e ho ripreso i miei studi all'Università. Non ho nemmeno il passaporto biometrico. L'Europa può spettare per il momento, ho abbastanza da fare quì! »