Rimedi europei anti-sbornia

Articolo pubblicato il 21 settembre 2009
Articolo pubblicato il 21 settembre 2009

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Festa che si è prolungata con qualche bicchierino di troppo?  Siete tornati a casa strisciando per terra, avvolti nei vapori dell'alcol? Ecco qualche rimedio europeo per combattere la sbornia.

Innanzitutto, cosa intendiamo con le espressioni «postumi di ubriacatura», «postumi di sbronza o di sbornia» o con la simpatica manzoniana «spranghetta»? Etimologicamente, la maggior parte dei lemmi italiani deriva dal colto latino ebrius, ma in quanto a modi di dire comuni siamo un po' indietro rispetto ai nostri vicini europei. Inglesi, francesi polacchi & co. quasi sempre non hanno bisogno di dire «postumi di ubriacatura», avendo già bell'e pronte espressioni all'uopo come «hangover», «geuele de bois», «kac», etc. Italiani ultimi in fatto di creatività e costretti a lunghi volteggi semantici? No, ci salvano i regionalismi e l'uso in italiano di ovviare al problema con una bella metonimia, indicando con «sbornia» anche gli effetti mattutini che questa provoca. 

Gli scienziati hanno tuttora opinioni contraddittorie sul tema, che si riflettono nella diversità degli approcci e dei metodi proposti per combattere questo flagello. Alcuni sostengono che la sbornia derivi da un calo dei flussi liquidi al cervello e per questo ritengono che, per contrattaccare i suoi nefasti effetti, si debba rimpinguare la componente liquida nell'organismo. Causa dei temuti postumi da ubriacatura potrebbe essere un'intossicazione da alcool metilico (che assunto in quantità ingenti può condurre, in casi estremi, alla morte), presente, in tracce, nella birra e nella vodka. Perché la «spranghetta» si manifesterebbe solo il giorno seguente alle nostre baldorie alcoliche? Perché il nostro organismo metabolizza prima l'etanolo, e solo dopo inizia ad assimilare il tossico metanolo.

Il drink europeo del giorno dopo

Proprio per questo motivo uno dei metodi anti-sbronza più diffusi è... il bicchierino del mattino: in questo modo l'organismo riprende a metabolizzare del nuovo etanolo, e l'assalto del diabolico e temuto metanolo è rimandato di qualche ora, diluito nella giornata. Ciascun popolo, si sa, ha il proprio bagaglio culturale e le proprie precise opinioni in merito. Polacchi e tedeschi sono convinti che l'alcool mattutino debba essere lo stesso della nostra notte intemperante. I francesi sono fedeli al loro provenzale pastis, un liquore dolce simile alla vodka con una gradazione intorno ai 45 gradi. Molte, poi, sono le prescrizioni precise e le ricette famose per specifici drink anti-sbronza, dal semplice Hair of the dog (gin e tabasco), al Prairie Oyster, che sembra davvero proiettarci tra cowboys e speroni sporchi di fango (uova, brandy, salsa Worcestershire, sale) fino al più complicato Bull's Eye (dado di brodo di manzo sciolto nella vodka, tabasco, altra vodka, succo di limone e sale).

Per ovviare a tutta una serie di tipiche manifestazioni che ci portano a dire: «mi sento come se mi fosse passato addosso un treno» o «mi scoppia la testa» è possibile avvalersi anche di diversi intrugli analcolici, a prima vista orripilanti, che sembrano avere però proprietà eccellenti, specifiche per situazioni delicate come la nostra. I polacchi ad esempio propongono un succo di sottaceti, gli italiani si rimettono in piedi con un caffé bello forte, ma zuccherato al sale (mossa però rischiosa, dato le caratteristiche diuretiche del preparato) e la coca-cola sgasata sembra essere in voga in Lettonia quanto in Italia. Vengono consigliati, inoltre, una bella tazza di tè zuccherato (o meglio con del miele, così che l'organismo possa processare gli zuccheri più lentamente), delle bevande energetiche, o semplicemente grandi quantità di acqua minerale naturale.

Cosa buttiamo in pentola?

Il gradino successivo per un perfetto ritorno a condizioni operative è la preparazione dell'importantissima colazione. Ma, attenzione! Qui stiamo cercando un connubio delicatissimo ed esemplare tra apporto bilanciato di zuccheri ed energie e facilità per il nostro organismo provato di assimilare i nutrienti, smaltire tracce di sostanze nefaste e non soccombere del tutto, definitivamente appesantito. Secondo usi francesi, i toast sortiscono ottimi effetti, gli italiani propongono spaghetti o patate, i tedeschi sostengono l'importanza di assumere pietanze molto salate, come le sardine o i rolmops, dei sottaceti di... aringhe. Il sale, infatti, trattiene l'acqua nell'organismo.

I polacchi vanno controcorrente e si preparano un dolce del diciassettesimo secolo chiamato kogel-mogel, una specie di zabaione arricchito a piacere con miele e uvetta. La palma del rimedio culinario più sofisticato va però agli spagnoli, che a volte si cimentano nel puchero, di cui potete trovare in basso una ricetta.

E se tutti questi stratagemmi non dovessero dimostrarsi efficaci? Ci si può sempre affidare al metodo british: spalmarsi le ascelle con succo di limone. Uomo avvisato...

Come preparare il puchero, ricetta di Robert Makłowicz

Ingredienti

1 kg di punta di petto di manzo 

300 g di lombo di maiale

100 g di morcilla, o salsiccia di sangue come il sanguinaccio

100 g di chorizo

100 g di bacon affumicato

2 cipolle

2–3 carote

2 patate

2 patate dolci

1 piccola zucca

1 porro

2–3 pannocchie

sale

pepe nero macinato fresco

Preparazione

1. In una pentola fate bollire circa 3 litri di acqua salata leggermente. Aggiungete il manzo e il maiale e cuocete per un'ora a fuoco lento.

2. Aggiungere le carote pelate e tagliate grossolanamente, le cipolle sbucciate e tagliate a metà, la parte bianca del porro, incisa di lungo, le pannocchie sbucciate e spezzate, il chorizo, la morcilla ed il bacon. Continuate la cottura per un'altra ora, come per un brodo di carne. Mezz'ora prima di spegnere il fuoco aggiungete le patate a pezzettoni e la zucca a pezzetti, avendo cura però di non toglierne la scorza; la zucca altrimenti si scioglierebbe nel brodo. Regolare di sale e pepe.