Riga, capitale europea della cultura 2014

Articolo pubblicato il 18 gennaio 2014
Articolo pubblicato il 18 gennaio 2014

Riga è la Ca­pi­ta­le eu­ro­pea della cul­tu­ra del 2014. I re­la­ti­vi usi e co­stu­mi quo­ti­dia­ni della Let­to­nia sa­ran­no i pro­ta­go­ni­sti del­l'an­no. No­no­stan­te l'a­ria di festa, il mondo del­l'ar­te e della cul­tu­ra è mi­nac­cia­to dalla crisi eco­no­mi­ca. Ma c'è anche chi, gra­zie alle dif­fi­col­tà, ha ri­tro­va­to l'in­ge­gno.  

La Miera iela è una stra­da stret­ta che dal cen­tro di Riga con­du­ce a un quar­tie­re di pe­ri­fe­ria. Pic­co­le, ben il­lu­mi­na­te ve­tri­ne scin­til­la­no, qua e là, tra oscu­re fac­cia­te. Ci sono bar ac­co­glien­ti, una ve­tre­ria e un ne­go­zio bio­lo­gi­co, ne­go­zi di ab­bi­glia­men­to per bam­bi­ni al­l’ul­ti­mo grido e un par­ruc­chie­re al­ter­na­ti­vo.

Al ci­vi­co 50, Elina Ber­kla­va vuole inau­gu­ra­re nuove ten­den­ze con il suo ar­ti­gia­na­to in­no­va­ti­vo: stam­pa sim­bo­li del fol­klo­re let­to­ne sui leg­gings o sui sot­to­bic­chie­ri di legno. Il vi­co­lo, una volta oscu­ro, si è tra­sfor­ma­to in un quar­tie­re crea­ti­vo nel giro di pochi anni – anche gra­zie alla crisi eco­no­mi­ca che ha colpito la Let­to­nia nel 2009. Quan­do molti com­mer­cian­ti hanno chiu­so bot­te­ga, i gio­va­ni ar­ti­sti hanno af­fit­ta­to i lo­ca­li ri­ma­sti vuoti a prezzi più contenuti. Ciò ha mo­ti­va­to anche Ber­kla­va ad apri­re la sua bou­ti­que.

Come Berklava, molti ar­ti­gia­ni di Riga vo­glio­no farsi co­no­sce­re gra­zie al­l’e­ti­chet­ta di Ca­pi­ta­le della cul­tu­ra eu­ro­pea 2014. La Miera iela deve fun­ge­re da esem­pio di quar­tie­re re­si­den­zia­le vi­va­ce. Gli ar­ti­sti ne hanno già fatto espe­rien­za a mag­gio, in oc­ca­sio­ne della festa an­nua­le del quar­tie­re: “Ognu­no ha po­tu­to par­te­ci­pa­re a work­shop, pro­dur­re ce­ra­mi­che o sof­fia­re il vetro”, racconta Ber­kla­va.

MAN­CANZA DI SPA­ZI

Al­cu­ni ar­ti­sti vo­glio­no ap­pro­fit­ta­re del­l’an­no con­sa­cra­to alla cul­tu­ra eu­ro­pea per ren­der note le pia­ghe so­cia­li del Paese: per la di­ret­tri­ce del Cen­tro di arte con­tem­po­ra­nea, Sol­vi­ta Krese, gli in­nu­me­re­vo­li lo­ca­li vuoti a Riga rap­pre­sen­ta­no un’op­por­tu­ni­tà spre­ca­ta.  Seb­be­ne un edi­fi­cio su quat­tro nel cen­tro cit­ta­di­no ri­sul­ti ina­bi­ta­to, man­ca­no gli spazi espo­si­ti­vi. I cit­ta­di­ni pre­fe­ri­scono ven­de­re gli im­mo­bi­li an­zi­ché met­ter­li a di­spo­si­zio­ne degli ar­ti­sti. Per quer­sto Krese si ri­vol­ge ai pro­prie­ta­ri delle case vuote fin dal­l’i­ni­zio della crisi eco­no­mi­ca; gra­zie al suo spi­ri­to di ini­zia­ti­va si sono or­ga­niz­za­te mo­stre prov­vi­so­rie e se­mi­na­ri. Per il 2014, Krese in­ten­de ne­go­zia­re una mo­stra d’ar­te in un ex-cen­tro di pron­to soc­cor­so. “Vo­glia­mo ren­de­re evi­den­te la man­can­za di spazi in oc­ca­sio­ne del­l’an­no de­di­ca­to alla ca­pi­ta­le della cul­tu­ra eu­ro­pea. Ab­bia­mo tanti ar­ti­sti ta­len­tuo­si che non hanno la pos­si­bi­li­tà di mo­stra­re le loro opere”, con­fes­sa.

La di­ret­tri­ce del pro­gram­ma, Aiva Ro­zen­ber­ga, af­fer­ma che Riga vuole ri­vol­ger­si in qua­li­tà di ca­pi­ta­le della cul­tu­ra eu­ro­pea so­prat­tut­to ai co­mu­ni cit­ta­di­ni. “Ogni abi­tan­te è un v.i.p. (very im­por­tant per­son, ndr.) per noi, so­prat­tut­to nel 2014”. È pre­vi­sto che una ca­te­na umana di li­bro­fi­li, dalla lun­ghez­za di di­ver­si chi­lo­me­tri, uni­sca la vec­chia bi­blio­te­ca let­to­ne con la spet­ta­co­la­re co­stru­zio­ne mo­der­na sulla riva del fiume Dau­ga­va, il 18 gen­na­io, gior­no del­l'in­nau­gu­ra­zio­ne. In tal modo, ci si rial­lac­cia alla tra­di­zio­ne delle ca­te­ne umane delle quali Let­to­nia, Li­tua­nia ed Esto­nia si sono ser­vi­te per ot­te­ne­re la loro in­di­pen­den­za negli anni '90.

Pan­to­mi­me in sa­lu­me­ria

Nel gior­no del­l’i­nau­gu­ra­zio­ne, i pas­san­ti che va­gano per l’e­nor­me mer­ca­to cen­tra­le di Riga hanno modo di ca­pi­re cosa possa rap­pre­sen­ta­re per Riga l’i­dea di es­se­re la Ca­pi­ta­le eu­ro­pea della cul­tu­ra. Men­tre un grup­po di pan­to­mi­mi vuole coin­vol­ge­re clien­ti e ma­cel­lai nella "sala ma­cel­le­ria", in quel­la della ver­du­ra si fa li­be­ra­men­te mu­si­ca tra ce­trio­li e po­mo­do­ri. “Vo­glia­mo con­ver­sa­re con la gente. Se i cit­ta­di­ni hanno un’e­spe­rien­za emo­ti­va, pos­so­no tro­va­re l'e­ner­gia per cam­bia­re anche la città”, af­fer­ma Ro­zen­ber­ga.

Con 24 mi­lio­ni di euro, Riga di­spo­ne di un bud­get com­pa­ra­ti­va­men­te ri­dot­to, a detta della di­ret­tri­ce mar­ke­ting Anna Muhka: “Quan­do ab­bia­mo ap­pre­so che Riga sa­reb­be di­ve­n­tata ca­pi­ta­le della cul­tu­ra, era­va­mo nel bel mezzo della crisi. Ma que­sta crisi ci ha in­se­gna­to che la ne­ces­si­tà stimola l’in­ge­gno. Per la crea­ti­vi­tà non ci oc­cor­re de­na­ro”. 

Tut­ta­via non si ri­nun­cerà a di­spen­dio­si spet­ta­co­li nel corso del­l'an­no. A tal pro­po­si­to, è degno di nota il galà Born in Riga, even­to a cui pren­deranno parte star di ori­gi­ne let­to­ne, come le can­tan­ti Elina Ga­ran­ca e il so­pra­no Kri­sti­ne Opo­lais, o la vio­li­ni­sta Gidon Kre­mer. Un altro even­to di in­te­res­se è rap­pre­sen­ta­to dal­l’O­lim­pia­de in­ter­na­zio­na­le co­ri­sti­ca: più di 20.000 can­tan­ti, pro­ve­nien­ti da 50 Paesi, si esi­bi­ran­no nel lu­glio 2014. È un even­to de­di­ca­to so­prat­tut­to ai let­to­ni, come af­fer­ma il di­ret­to­re Ints Te­te­ro­v­skis. Così, ogni 5 anni, si ce­le­bra la più gran­de festa ca­no­ra del mondo. Ra­ra­men­te però si sono esi­bi­ti cori di altri Paesi.

Per la festa di chiu­su­ra della festa di inau­gu­ra­zio­ne, gli or­ga­niz­za­to­ri hanno scel­to il cen­tro cul­tu­ra­le pri­va­to Ka­ne­pe che da un anno è at­ti­vo nei lo­ca­li di un’ex scuo­la di mu­si­ca. L’in­ve­sti­to­re Ed­gars Ka­ne­pe spera che i tu­ri­sti che si re­cheranno a Riga nel 2014 si sen­tiranno tal­men­te a loro agio da ri­tor­nar­e in fu­tu­ro. Lui stes­so ha af­fe­ma­to: “Vo­glia­mo di­ven­ta­re una me­tro­po­li cul­tu­ra­le d’Eu­ro­pa”.

– L’au­tri­ce di que­sto ar­ti­co­lo, Bir­git Jo­hann­smeier, è cor­ri­spon­den­te della ri­vi­sta est-eu­ro­pea ost­pol –