Riforma delle pensioni, una bomba ad orologeria

Articolo pubblicato il 19 giugno 2006
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Articolo pubblicato il 19 giugno 2006

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Il sistema previdenziale europeo è in crisi. E per garantire alle nuove generazioni la sicurezza economica di quelle passate Portogallo, Polonia e Germania intraprendono il difficile cammino delle riforme.

Le fondamenta del sistema previdenziale europeo, fondato sull’ideale di un’inarrestabile crescita economica e demografica, crollano davanti alla dura realtà dei fatti. Alcuni Stati membri dell’Ue hanno già adottato riforme dolorose ma necessarie. Ma ingoiare una pillola così amara basterà per assicurare un futuro all'attuale generazione di contribuenti ed alle future generazioni di beneficiari?

Portogallo, una questione spinosa

Dopo la campagna elettorale del 2005, imperniata sulla necessità di revisionare il sistema previdenziale, nel maggio 2006 il Governo portoghese ha varato un piano di riforme per salvare un sistema ormai in agonia. La soglia dell’età pensionabile dei dipendenti pubblici è stata alzata da sessanta a sessantacinque anni in modo da riallineare le soglie dei settori pubblico e privato. E per finire i pensionati si vedranno costretti a pagare tasse più salate.

Le ultime misure proposte, definite dal Primo Ministro portoghese José Socrates come «le più radicali ed ambiziose d’Europa», saranno definitivamente varate l’estate prossima.

Nel tentativo disperato di eludere la profonda crisi che si prospetta nel settore previdenziale, i lavoratori verranno posti di fronte ad una scelta drastica: lavorare più a lungo o aumentare i propri contributi alla pensione? Il Portogallo sarà il primo Paese europeo a «cercare di utilizzare i fondi pensionistici come mezzo per promuovere una politica demografica in tema di natalità mediante il taglio dei contributi per le famiglie con più figli a carico».

I costi del wellfare portoghese devono essere rigorosamente ridotti: non solo è uno dei sistemi più generosi d’Europa, ma è anche assediato dal brusco crollo del tasso di natalità e da un’aspettativa di vita sempre più alta. «Dobbiamo agire ora» ha detto Socrates annunciando la sua proposta di riforma. «Ogni secondo sprecato significa costi più alti in futuro».

Polonia, tre pilastri per un nuovo sistema pensionistico

E proprio per evitare un futuro innalzamento dei costi la Polonia ha già messo in atto un’imponente riforma del sistema contributivo (1999), passando dal tradizionale sistema a ripartizione (gli occupati di oggi finanziano con i propri contributi le attuali pensioni di altri individui, ndr) ad un sistema tripartito, detto “dei tre pilastri”. Secondo lo slogan “Diversità per un futuro sicuro” il sistema si basa su un fondo pensionistico statale, un fondo privato obbligatorio ed un fondo privato facoltativo ed aziendale che implica una riduzione delle tasse. Il secondo pilastro della riforma che obbliga il lavoratore a versare parte dei contributi su un fondo pensionistico privato è un traguardo importantissimo. Infatti mette in risalto l’importanza della responsabilità individuale nella costruzione del proprio benessere economico in età avanzata. Il rovescio della medaglia di queste riforme, che hanno scansato il pericolo di una crisi irreversibile nel sistema pensionistico polacco, è l’altissimo costo della transizione verso il nuovo modello. Avendo sforato i parametri di bilancio fissati da Maastricht, uno dei criteri fondamentali per l’accesso alla Ue, le misure previdenziali si sono rivelate un ostacolo nel percorso di adesione.

Ma alcuni economisti lodano il « successo inconfutabile » della riforma che ha finalmente introdotto il principio dell’individualizzazione del sistema previdenziale polacco. Secondo l'International Centre for Pension Reform (Istituto Internazionale per la Riforma delle Pensioni) la riforma «ha creato finalmente un legame chiaro e diretto fra contributi e benefici», e questo «è probabilmente il miglior risultato che si possa ottenere a livello politico oggi».

Germania, una nave alla deriva

Riusciranno il Cancelliere Angela Merkel e la sua grande coalizione a riformare un sistema di Welfare sotto assedio? La partita è ancora aperta. Dopo essersi cautamente avvicinati al sistema a tre pilastri polacco ed aver introdotto nel 2001 la Riester Rente (un sistema di previdenza integrativa a capitalizzazione, cioè di parziale privatizzazione del sistema contributivo), altre misure sono state intraprese nella riforma previdenziale del 2004. Misure che avevano un duplice obiettivo: non solo ridurre i fondi previdenziali per garantire la sostenibilità del sistema, ma affrontare anche il tabù della tassazione delle pensioni.

Bisogna sottolinerare che i fattori che minano le fondamenta del sistema previdenziale tedesco sono ben altri: un alto tasso di disoccupazione, i cambiamenti demografici in atto, un basso tasso di crescita economica, i costi dovuti alla riunificazione della Germania ed alla scommessa di riuscire ad accogliere i cittadini dell’ex Germania dell’Est all’interno del sistema pensionistico unificato. Delle sfide difficili per un sistema pensionistico altrettanto generoso.

In Germania come in Portogallo «le pensioni sono un problema che si presta a strumentalizzazioni ideologiche». E forse ancora più che in Portogallo se consideriamo il sistema politico tedesco (basato sul consenso), la sovrabbondanza di attori politici coinvolti nella discussione delle riforme e il desiderio della nazione di mantenere un alto tenore di vita anche negli anni della vecchiaia.

Assalto al salvadanaio

Proprio queste considerazioni socioeconomiche rendono ancora più delicata e complessa la questione previdenziale. «Smascherandone il falso egualitarismo, l’attuale sistema previdenziale europeo svela la sua vera natura: estremamente ingiusto per decine di milioni di contribuenti. La maggior parte dei giovani lavoratori possono solo aspettarsi di dover pagare sempre di più per mantenere i pensionati di oggi – e di ricevere sempre meno quando loro stessi andranno in pensione», critica ferocemente José Piñera, economista liberale e riformatore del sistema previdenziale di fama mondiale.

Problemi di solidarietà intergenerazionale incombono sulla questione delle pensioni. Mentre i giovani europei non riescono a rendersi conto del futuro che gli si prospetta, i salvadanai della loro vecchiaia vengono saccheggiati per mettere una pezza agli strappi di oggi. Sono problemi sociali di primissima importanza, la cui soluzione si perde lungo la strada. Mentre i giovani d'Europa vagano confusi fra le rovine del sistema previdenziale.

Copyright: Annisa Thompson (Portogallo), Gary Cattell (Polonia), pixelquelle.de. (Germania).