Retake Roma, il movimento dei cittadini che ripuliscono la città

Articolo pubblicato il 19 ottobre 2014
Articolo pubblicato il 19 ottobre 2014

Retake Roma ha un obiettivo ambizioso: ripulire Roma dal vandalismo di scritte sui muri, adesivi e sporcizia che devastano la città.

Raschietto, sgrassatore, stracci, scopa e paletta. Questo è l’equipaggiamento base dei volontari di Retake Roma, un esercito di volonterosi a cui sta a cuore il decoro della città. Che cosa fanno esattamente i retaker? Puliscono i muri imbrattati, staccano gli adesivi e volantini affissi abusivamente su pali, cassette delle lettere e pareti, tolgono i rifiuti da strade e parchi della città.  

Negli ultimi mesi – complice anche il successo dell’evento “La Notte sBianca” del 18 settembre – il numero di seguaci di Retake è cresciuto in modo esponenziale: oggi la pagina Facebook di RetakeRoma  conta oltre 16mila like. Le iniziative dei gruppi Retake, chiamate anche “clean-up day”, ormai coprono quasi tutte le aree della città e sono organizzate soprattutto attraverso social network e passaparola. 

Nato nel 2009 per iniziativa di un gruppo di italiani e americani, il movimento sta riaprendo il dibattito sul decoro urbano nella città e raccoglie ormai centinaia di volontari, organizzati in 55 gruppi. Rebecca Spitzmiller, docente di diritto comparato all’Università Tor Vergata, è uno dei leader del movimento. Racconta che nell’autunno del 2009 un gruppo di amiche si sono incontrate e hanno deciso insieme di curare e custodire il luogo in cui vivono. Insomma, il tipico movimento che nasce dal basso e che riesce, pian piano, a coinvolgere cittadini portando le istituzioni dalla propria parte.

Alle iniziative partecipano bambini, adulti e anziani, il che favorisce l’attivismo di tutte le fasce della cittadinanza e riesce a catalizzare verso iniziative concrete e positive il malcontento sempre più forte per l’abbandono e il degrado di Roma. 

Le istituzioni diventano alleate

Dall’inizio dell’anno Retake Roma ha effettuato 66 interventi in collaborazione con la Sezione PICS della Polizia Locale di Roma Capitale, che si occupa di decoro urbano. La collaborazione con le istituzioni è la chiave di volta per comprendere un aspetto fondamentale del fenomeno: i cittadini non si limitano più a denunciare e monitorare, ma si rimboccano le maniche e cercano di cambiare ciò che non va, stringendo alleanze con chi “per mandato” o  “per contratto” dovrebbe garantire controllo, pulizia, rispetto delle regole. 

Il peso del movimento sta assumendo proporzioni tali da aver coinvolto il sindaco della Capitale, Ignazio Marino che, durante la manifestazione del 18 ottobre "Rima città pulita", ha incontrato i volontari di Retake e ha ricevuto dei bustoni ricolmi di cartacce e adesivi rimossi nelle ultime settimane.  “I cittadini oggi tornano ad esercitare il loro ruolo. Vogliono una città bella e decorosa - ha detto Marino  - È incivile che ci sia qualcuno che imbratta la città con volantini e adesivi. Queste persone che sporcano Roma vanno punite con severità. Il decoro della città ha un costo ed il fatto che ci siano cittadini che si ribellano ad altri che sporcano è un fatto positivo, di educazione civile”. 

Come funziona un intervento di Retake?

Ecco come si è svolto il “clean up” del gruppo Retake del rione Esquilino il 19 ottobre 2014. Domenica mattina. Appuntamento alle ore 8 sotto i portici di piazza Vittorio Emanuele, una delle aree più degradate del quartiere.

L’intervento si concentra sugli ingressi della metropolitana "Vittorio Emanuele". Le pareti di marmo sono tappezzate di numerosi strati di adesivi e manifesti abusivi sedimentati da mesi o addirittura anni, sono ricoperte di graffiti e palline di chewingum diventate ormai reperti fossili. I gradini di accesso ai corridoi che portano ai treni sono sporchi di cicche di sigarette, cartacce, bottiglie di plastica.                                                                                                                                                        I volontari di Retake Esquilino si mettono all’opera:  inumidiscono più volte le pareti con lo sgrassatore per ammorbidire i manifesti e poi li raschiano via pazientemente, fino a che non viene via tutto. E’ un lavoro certosino, ci vuole tenacia e volontà.

Intervengono poi gli operatori dell’AMA, azienda capitolina che si occupa di pulizia e gestione dei rifiuti: con la loro attrezzatura professionale possono sgrassare in profondità le pareti di marmo e pulire i gradini. Sono presenti anche i poliziotti di PICS, la Polizia Locale di Roma Capitale incaricata di preservare il decoro urbano. 

Nel corso della mattinata sono stati ripuliti gli accessi alla fermata della metropolitana “Vittorio Emanuele” e sono stati rimosse decine e decine di adesivi che pubblicizzano per lo più interventi di trasloco, idraulica, serrande. Purtroppo i graffiti dalle pareti non verranno via: il marmo è poroso e assorbe in profondità gli inchiostri usati dai writer. “Sarebbe più facile sostituire le lastre di marmo imbrattate con delle lastre nuove, piuttosto che cercare di ripulire queste” spiega un operatore dell’AMA.                                                                                                                                                                        

A sporcare i muri ci vogliono pochi minuti. A ripulirli ci vuole qualche ora e tanta buona volontà. A sostituirli ci vogliono fondi pubblici.  Ecco qual è il costo sociale del vandalismo.

Retake in musica

Le azioni di clean up di Retake Roma sono state anche immortalate in un videoclip realizzato dal regista Jacopo Santarello. Il cantautore Francesco Bolognesi, nel suo brano “In ogni momento”, pulisce le strade della Capitale insieme ai volontari di Retake.