Referendum olandese sull'Ucraina: che cosa c'è in ballo per l'Europa?

Articolo pubblicato il 06 aprile 2016
Articolo pubblicato il 06 aprile 2016

Oggi, 6 aprile 2016, gli elettori olandesi andranno alle urne per votare sulla scelta del loro Governo di ratificare oppure no l'accordo di associazione UE-Ucraina. Di cosa si tratta? Quali sono le principali tesi a favore o contro l'accordo? Che cosa succederà quando il voto verrà espresso?

In tutta l'Unione Europea gli "eurofili" seguiranno questo referendum con il fiato sospeso, ricordando l'ultima volta che alla popolazione olandese era stato chiesto di esprimere la propria opinione su una tematica relativa all'UE: era il 14 giugno 2005, un mercoledì, una maggioranza del 61,5% votò «No» al referendum che riguardava la ratifica della Costituzione europea da parte dei Paesi Bassi.

Sebbene il referendum di oggi non sia vincolante, il Governo dovrà rispondere del risultato. Il trattato tra l'UE e l'Ucraina richiede una ratifica all'unanimità e l'Olanda è l'unico Paese membro dell'Unione che ancora non ha firmato l'accordo. Un «No» potrebbe portare al fallimento del trattato.

GeenPeil e il referendum olandese

Il 7 luglio 2015, il senato olandese ratifica l'accordo di associazione tra l'Unione europea e l'Ucraina. Ma una nuova legge sui referendum consultivi, entrata in vigore solo a partire dal 1° luglio 2015, costringe il Governo a tornare sopra le proprie decisioni politiche in caso di una richiesta firmata da più di 300mila cittadini. 

GeenPeil ("Niente Voto"), un gruppo di azione congiunta, guidato dal magazine online GeenStijl in sei settimane ha raccolto 427.939 richieste per chiedere di revocare la decisione del Senato. È stato dunque indetto un referendum, che GeenPeil ritiene inteso a stabilire una vittoria per la democrazia. A prescindere dal risultato del voto di oggi, il Governo potrebbe comunque decidere di ratificare il trattato, ma un segnale chiaro è stato comunque inviato.

In altre parole, così sarà se abbastanza persone andranno alle urne. Il referendum acquista validità se l'affluenza supera il quorum del 30%, e i sondaggi non sono tuttora sicuri se questo risultato sarà raggiunto oppure no. Questa incertezza ha portato i commentatori di tutto lo spettro politico a fornire intenzioni di voto contraddittorie, presentate in abbondanza da pressoché tutti i principali quotidiani olandesi.

Ma di cosa si tratta esattamente?

L'accordo di associazione UE-Ucraina non riguarda l'adesione dell'Ucraina all'Unione europa, ma principalmente la liberalizzazione del commercio fra l'UE e l'Ucraina, e copre, tra le altre, le questioni ambientali, la qualità dei prodotti e la sicurezza alimentare. L'accordo prevede, inoltre, delle clausole sui diritti umani e sui principi democratici. Secondo de Volkskrant, l'Unione europea ha firmato accordi simili anche con altri Paesi, quali la Serbia e il Montenegro.

La ragione per cui GeenPeil ha richiesto il referendum non sembra quindi connessa al contenuto dell'accordo, rigurdo il libero scambio o i diritti umani. In una controversa intervista pubblicata la settimana scorsa da de Volkskrant, Bart Nijman, uno dei promotori del referendum, ha detto di non essere particolarmente preoccupato dall'accordo di associazione con l'Ucraina in sé. GeenPeil ha inquadrato il referendum nell'ambito di un esercizio democratico, come un monito per le élite politiche a considerare l'opinione pubblica quando si tratta di prendere delle decisioni. 

Le intenzioni di voto variano seguendo questo binario, che oscilla fra il contenuto reale dell'accordo e il valore simbolico del referendum. Gli oppositori (inclusi alcuni commentatori politici olandesi di spicco e alcuni intellettuali) consigliano agli elettori di astenersi dal voto, in modo che il referendum non raggiunga il quorum del 30%, vedendo così invalidato ogni risultato.

Alcuni sostenitori dell'accordo europeo con l'Ucraina hanno adottato lo stesso approccio e hanno raccomandato un «voto strategico», essendo i «No» in testa nei sondaggi. Altre voci, tra cui la più preminente appartiene al Ministro olandese per gli Affari Esteri, Bert Koenders, affermano che non esiste nessun voto strategico, e che ognuno dovrebbe votare basandosi soltanto sulle proprie convinzioni. Il Governo in carica si è mobilitato a favore dell'accordo, ma alcuni commentatori politici hanno affermato che tali sforzi sono stati intrapresi troppo tardi, e sono troppo moderati per mostrare un reale impegno da parte del Governo. 

I partiti populisti ed euroscettici, come il Partito per la Libertà (PVV), a destra, e il Partito Socialista (SP), a sinistra, si sono opposti all'accordo. Le loro motivazioni includono una generale avversione per l'Unione europea, nonché il timore di provocare la Russia attraverso l'implementazione degli accordi commerciali con l'Ucraina.  

Le conseguenze

Se l'affluenza al referendum supera lo sbarramento del 30%, è lecito chiedersi quali implicazioni potrà avere. Benché improbabile, la vittoria del «Sì» porterebbe ad una rapida ratifica dell'accordo da parte del Governo olandese. 

Una bocciatura sarebbe in linea con il malcontento nazionale nei confronti della Russia, sulla scia della morte dei 193 cittadini olandesi nel disastro aereo del volo MH17 nel 2013, causato probabilmente dalle fazioni filorusse della regione ucraina del Donbass. Un «No», in ogni caso, porterebbe il Governo a riconsiderare la sua ratifica dell'accordo e, come tale, potrebbe minare il futuro del trattato. 

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Pubblicato dalla redazione locale di cafébabel Aarhus.