Recensione: "The Accident" di Ismail Kadare

Articolo pubblicato il 31 agosto 2012
Articolo pubblicato il 31 agosto 2012
Leggere il romanzo dello scrittore albanese, pubblicato nel 2010, dà la percezione di essere un ubriaco finito in mezzo alla lite fra due ubriachi. Impossibile stabilire l'attendibilità delle voci dei vari narratori. Ventisette anni dopo la fine del dittatore albanese Enver Hoxha, ancora oggi la letteratura di Kadare si riveste di opacità.

Il detective, che tenta di risolvere la catena di misteri sulla morte di un uomo di mezz'età albanese e della sua amante occasionale Rovena, grazie alle testimonianze degli altri, viene trascinato in una nebbia di possibili verità. Il romanzo, Aksidenti in albanese, inizia infatti proprio con "l'incidente" – uno scontro automobilistico a Vienna in cui muoiono due albanesi, Besford Y e Rovena, o almeno sembrano essere morti, e il loro taxista è gravemente ferito.

Un ricordo distorto dei Balcani

Besford era in collegamento, non si sa bene perché, con le indagini in corso sui crimini di guerra a l'Aja. Di conseguenza, le indagini sulla morte del diplomatico sono condotte sia dalle autorità serbe sia da quelle albanesi. Al centro di questi interessi paralleli, la vicenda di Besford accoglie ogni sorta di storie incompatibili fra loro, come quelle a cui ha assistito a l'Aja. L'incompletezza della memoria del taxista, e la sua ricostruzione sul fatto che i due non si stessero baciando nel taxi, ma "stavano provando a baciarsi", rievoca un ricordo distorto dei Balcani. Nello stesso momento, l'inaffidabile testimonianza di una violinista, presunta amante occasionale di Rovena, lascia immaginare le dinamiche di un triangolo amoroso: la violinista, infatti, non può avere soltanto il ruolo di una nota a piè di pagina nella relazione misteriosa tra Rovena e Besford.

"Ci sono delle descrizioni perfette di ossessione, di binari carichi di tenerezza e logori dalle emozioni"

Ogni indizio che potrebbe portare a una rivelazione svanisce poi nel nulla – rivelazione che, ad esempio, il corpo della donna albanese potrebbe essere un manichino. La relazione tra Rovena e Besford diventa, attraverso le indagini condotte dal detective e le sue fantasie, quasi un palinsesto. Scene prima e dopo aver fatto sesso, ricordi fantasma del sesso, conversazioni inusuali sul sesso, conversazioni sui sogni- il centro emotivo viene sempre aggirato e Ismail Kadare, l'autore, vincitore del premio letterario internazionale Man Booker nel 2005, scrive come se vedesse le vicende più sinistre solo dall'angolo del suo occhio. Anche quando Besford e Rovena sono vivi e si trovano all'apice della loro storia d'amore, essi sembrano trovarsi lì solo per riempire le pagine.

Rimasugli d'amore

Tutto ciò non significa che i due personaggi siano stati rappresentanti in malo modo. Ci sono infatti delle descrizioni perfette di ossessione, di binari carichi di tenerezza e logori dalle emozioni. È come se Kadare non stesse rappresentando una storia d'amore in particolare, bensì i postumi dell'amore in sé. La storia viene presentata come una successione di negativi di foto. Questo crea una mappa di una relazione che per alcuni versi è distillata e cristallina, al di fuori dei singoli avvenimenti e della cronologia; i momenti intimi giacciono su anni di strati opachi, di freddezza incomprensibile, di infrangersi delle onde... tutti immortalati in un unico momento.

A poche pagine dalla fine del romanzo, Kadare nomina i nomi di Orfeo ed Euridice. Questo è quanto di più fattibile possiamo capire, ovvero il fatto che all'interno del loro amore Rovena e Besford in qualche modo non appartengono più a "questo mondo". Le misteriose circostanze della loro attuale (possibile) morte non vengono predette o poste al centro dell'attenzione, lasciando spazio a un evento più centrale e metafisico; ovvero che uno ha portato agli inferi l'altro.

"È come se Kadare non rappresentasse una storia d'amore in particolare, bensì i postumi dell'amore in sé"

L'incidente può essere concepito come una meditazione sulla diffidenza, la duplicità e la memoria sfinita dal trauma, ma il suo contenuto evoca anche la stessa posizione complicata dell'autore nel mondo letterario. Nei suoi romanzi in cui afferra il concetto di paranoia e descrive dei paesaggi surreali durante il regime totalitario di Enver Hoxha, Kadare è stato descritto sia come un dissidente sia come un ruffiano. I suoi scritti sono stati rivisti e adattati in maniera allegorica, per contrastare o sostenere le idee di Hoxha.

Il verdetto finale di Kadare sembra essere il seguente: rispondere con opacità. Nonostante le distorsioni della memoria fanno sì che la lettura di The Accident sia un po' come il mal di mare, la traduzione di questo libro a cura di John Hodgson sembra essere come una testimonianza del potere della segretezza in una relazione. Il potere della letteratura sta invece nel fatto che, all'interno dei regimi, la verità può essere completamente intima o completamente sfuggente.

Foto di copertina: (cc) Presty/ flickr; libro: (cc) The Accident on amazon.com; Kadare in Spagna: (cc) jlmaral/ flickr