Rasmussen: «L’ideologia conservatrice si basa sull’espediente, sull’opportunismo e su dottrine superate»

Articolo pubblicato il 05 giugno 2009
Articolo pubblicato il 05 giugno 2009
Il Presidente del Partito Socialista europeo ed ex primo Ministro danese sostiene che le elezioni europee di giugno implicheranno più che mai una scelta politica. Una prospettiva di sinistra sulla campagna elettorale.

Alle prossime elezioni europee di giugno 2009 gli elettori dovranno scegliere fra un’Europa riformista che lavora unita per rinnovare il sistema capitalista e un’Europa reazionaria e conservatrice che vuole proseguire sulla strada dell’economia di mercato. Qui sta la differenza fra costruire il nostro futuro e lasciare il destino dei nostri paesi e dei nostri popoli in balia del mercato.

La crisi economica sta mettendo a dura prova le finanze dei governi, la stabilità sociale e la coesione dell’Unione europea: siamo di fronte a sfide senza precedenti. Questo è il momento di cambiare, ma non in una direzione qualsiasi. Il Partito Socialista europeo (Pse) vuole che siano riaffermati i valori cardine del modello sociale europeo. Valori come la cooperazione, la solidarietà e l’eguaglianza sono venuti meno in questi ultimi anni in cui i partiti conservatori sono stati al potere sia a livello nazionale che europeo. Da qui lo slogan del Pse per le prossime elezioni: «Prima le persone: una nuova direzione per l’Europa».

Il manifesto del Pse: “principi”, non “ideologia”

Nonostante quello che sostiene la destra, il modello sociale europeo ha avuto una storia di successi senza e(Foto: PES)guali per tutto il Ventesimo secolo. E ne andiamo giustamente fieri. Ora, nel Ventunesimo secolo, sta emergendo una nuova Europa, un’Europa trasformata dalle nuove tecnologie, dall’allargamento, un’Europa dove la gente vive meglio e più a lungo. Ma è anche un’Europa che ha lasciato indietro milioni di disoccupati, di emarginati, di poveri e precari. C’è ancora molto da fare. Anche se noi social-democratici stiamo affrontando delle circostanze sociali ed economiche molto diverse rispetto alle generazioni passate, rimaniamo sempre fedeli ai nostri valori fondativi. A riprova della loro immutata validità, sono orgoglioso di presentare il manifesto del Pse Nel 2008, in collaborazione con i nostri 33 partiti membri (fra socialisti, social-democratici e laburisti), abbiamo costruito un programma di misure concrete da proporre all’elettorato europeo. Abbiamo ascoltato la gente nel corso di una lunga serie di consultazioni pubbliche, coinvolgendo le basi dei partiti, i sindacati, le Ong e le fondazioni di tutta Europa. Il sito su cui è possibile consultare il manifesto ha ricevuto 300mila visite e più di 600 contributi scritti. Il risultato? L’immagine di una politica diversa, più partecipativa rispetto a quella condotta dai nostri avversari conservatori e liberali. L’immagine di un’Europa rinnovata e progressista che applica i nostri ideali fondanti alla realtà in rapida evoluzione del mondo di oggi. Il Partito Popolare europeo, conservatore, sostiene che si tratti di “ideologia” e di un “sogno”. Per noi vuol dire avere dei principi. Per stimolare il dibattito e la discussione fra i popoli di tutta Europa, stiamo diffondendo il nostro manifesto il più possibile. Stiamo programmando una serie di giornate europee durante le quali i nostri partiti membri realizzeranno in contemporanea, in tutta l’Unione, eventi su un tema comune. Il primo, a sostegno delle pari opportunità, si è tenuto il 7 e l’8 marzo. Da Lisbona a Tallinn, da Atene a Dundee, i partiti socialisti organizzeranno incontri, forum e azioni di vario tipo. E inoltre, il nostro nuovo sito sulle elezioni europee ospita un blog pubblico, foto, video, feed di Twitter e stiamo anche per lanciare un canale on-line interattivo con programmi dedicati interamente alla campagna elettorale. Quando diciamo che vogliamo il dialogo, facciamo sul serio.

(Foto: PES)

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Il nostro manifesto è costituito da settantuno proposte concrete per trasformare la cooperazione europea e realizzare un vero cambiamento. Rifiutiamo fermamente la posizione secondo cui, a causa della globalizzazione, il nostro modello sociale non è più sostenibile. Il nostro programma per l’Europa prevede la difesa dei posti di lavoro e del benessere contro la recessione, la lotta al cambiamento climatico, la promozione della giustizia sociale, della sicurezza e dell’equità nel mondo globalizzato. Tali riforme sono essenziali per assicurare il benessere delle future generazioni di cittadini europei e della società nel suo complesso. Sono riforme necessarie per alleviare le difficoltà della gente che, in tutta Europa, lotta ogni giorno per arrivare alla fine del mese a causa della recessione economica; dell’aumento del costo della vita e della crescita della disoccupazione, con quasi 17 milioni di persone in Europa che non hanno più un lavoro e molti altri che ne hanno uno precario e sono i primi ad essere colpiti dal rallentamento dell’economia; del rischio costante di perdere la casa; delle ineguaglianze sociali, con circa 78 milioni di persone – molti bambini – che vivono sotto la soglia di povertà o sono a rischio povertà.

Ora, come sempre, dobbiamo essere aperti alle nuove sfide, alle nuove opportunità e alle nuove realtà sociali. Ma come social-democratici sappiamo che dobbiamo compiere delle scelte importanti per trovare il modo di rispondere a queste nuove esigenze. Dopotutto, è quando le cose cambiano, quando si arriva a un bivio, che c’è bisogno di valori forti. Ecco perché, di fronte alla crisi attuale, la risposta dei conservatori, il sostegno a un mercato senza freni, risulta così poco convincente. La loro ideologia si basa sull’espediente politico, sull’opportunismo e su dottrine superate. I partiti membri del Pse sono riusciti a trasformare il riformismo in realtà in quei governi nazionali o regionali dove sono al potere. E se adesso gli elettori ci chiedono cosa farà la famiglia social-democratica per migliorare le cose, possiamo alzare il nostro manifesto e dimostrare come un forte blocco riformista nel Parlamento europeo possa imprimere all’Europa una nuova direzione. Il nostro manifesto prova che siamo una forza innovatrice; che ci muoviamo in una direzione d’inclusione, intelligenza e rispetto verso i nostri principi.

Prima pubblicazione 16 marzo 2009.