"Rapporto allo specchio": musica e progetti de Il Terzo Istante

Articolo pubblicato il 09 aprile 2015
Articolo pubblicato il 09 aprile 2015

Metti un sabato sera milanese, una mostra d’arte contemporanea e il concerto di una rock band in un’esclusiva versione acustica: mixa il tutto e ottieni l’atipica serata del 28 marzo allo Spazio Senza Tempo. In questa occasione Cafébabel Milano ha intervistato la band torinese Il Terzo Istante, in tour per la promozione dell’EP “Rapporto allo specchio”.

È proprio vero che è uno “Spazio senza tempo”: un locale intimo, nei sotterranei della vita notturna del capoluogo lombardodove, immersi in un’atmosfera familiare, le lancette dell’orologio sembrano fermarsi per lasciare spazio alla musica e alle emozioni. In via Guido Capelli, a due passi dall’Università Bicocca, appeso su un anonimo portone, un timido manifesto lascia intendere che lì dietro c’è tutto un mondo fatto di arte e note ancora da scoprire.

È qui che abbiamo scambiato due chiacchiere con Lorenzo De Masi, Carlo Bellavia e Fabio Casalegno, ossia Il Terzo Istante, rock band torinese nata nel 2011 e arrivata con il concerto di sabato al penultimo appuntamento del tour di promozione dell’EP “Rapporto allo specchio”. Tra i 31 e i 33 anni, i ragazzi si muovono ormai da tempo nella realtà della musica underground, ma hanno già condiviso il palco con artisti del calibro di Max Gazzè e Zibba e hanno partecipato ad importanti festival come gli MTV Digital Days 2013 e il Rock in Roma 2014.

In occasione di questa data milanese ci hanno parlato della loro produzione e dei progetti per il futuro.

cafébabel: Avete già suonato live qui a Milano?                                                                              È la prima volta che suoniamo qui allo Spazio Senza Tempo, ma non la prima volta a Milano. Come Torino e altre città del Nord, è considerata una piazza non facile per i gruppi indipendenti. Però noi abbiamo sempre avuto esperienze positive nei posti in cui abbiamo suonato, all’Ohibò, all’Agorà, al 75beat. È piuttosto faticoso conquistare il pubblico delle volte, però qui ci è sempre andata bene.

cafébabel: Incuriosisce molto la scelta del formato: perché l’EP e non un disco?

La scelta che abbiamo fatto nasce soprattutto dal desiderio di pubblicare più spesso e quindi chiudere in breve tempo un progetto e portarlo in giro in tour per farlo conoscere alla gente. Sinora abbiamo pubblicato tre EP, che alla fine hanno formato una triade: “Come ti senti?”, “Forselandia” e “Rapporto allo specchio”, usciti tutti a distanza di un anno uno dall’altro.

cafébabel: Ogni EP ha una sua identità e una sua particolarità. Per esempio il primo è stato registrato in presa diretta.

Esatto. Era innanzitutto una questione di necessità, ma la conseguenza positiva di questo è che la presa diretta permette di far capire immediatamente a chi ascolta le canzoni registrate qual è la nostra dimensione live.

cafébabel: Nel 2013 arriva il secondo EP, “Forselandia”, prodotto con l’utilizzo del crowdfunding. Com’è andata?

È andata molto bene, meglio di quanto pensassimo all’inizio. Siamo stati tra i primi a provare l’allora neonata piattaforma italiana di Musicraiser. Era un periodo di prova del sito, una novità che aveva portato con sé non poche polemiche e critiche. Inizialmente ci eravamo posti come obiettivo 600 euro per la produzione dell’EP, ma alla fine ne sono arrivati addirittura 1.200. 72 persone hanno scelto di investire qualcosa di loro nel nostro progetto e la cosa migliore è che, oltre ai nostri fedeli sostenitori, una decina di persone ci ha finanziati nonostante non ci conoscesse. Così i nomi di tutti i nostri produttori, perché è questo che sono in fondo, sono stampati sul retro dell’EP “Forselandia”.

cafébabel: Infine, nel 2014, l’ultimo EP “Rapporto allo specchio”. Qual è il filo conduttore che va da una traccia molto ironica sulla vanità maschile come “Cosmesi” ad una più intima come “Sto dai miei”?

Si può considerare una storia autobiografica. Parliamo di noi stessi, della nostra musica e di come alla fine sia inutile il lavoro del musicista. C’è talmente tanta offerta ormai, tanta confusione nel mondo dell’arte, che alla fine finisci per fare un cd più per te stesso, per il tuo io.

Per quanto riguarda la trilogia di EP, il filo conduttore è il tema del tempo. Si parte dal primo, che racconta degli inizi, per poi passare a “Forselandia”, che è quello più filosofico, e infine all’ultimo che parla di noi, di cose più concrete. E in fondo ha a che fare anche con il nome del gruppo!

cafébabel: Come vedete dall’interno il mondo della musica dipendente italiana?

Vediamo certamente un mondo sempre florido, ricco di prospettive interessanti. In particolare la nostra realtà, quella della musica underground, offre sempre delle proposte valide, molte ancora da scoprire.

cafébabel: Quali sono i progetti musicali per il futuro?

Nonostante il ritmo di pubblicazione di un anno, appena finito il tour con le ultime due date, faremo un momento di pausa per comporre. Stiamo progettando un nuovo lavoro, che questa volta sarà un disco, quindi conterrà più tracce. Un nuovo progetto, su cui lavorare più a lungo e con maggiore energia.

cafébabel: Quali sarebbero i primi brani del vostro repertorio che consigliereste di ascoltare a qualcuno che ancora non vi conosce?

Non sai” e “Sto dai miei”: non solo perché sono i due singoli ma, soprattutto, perché sono quelli che ci rappresentano meglio, come musicisti e come persone.