Rama Yade : L'impegno permette di sfuggire alla semplice condizione umana.

Articolo pubblicato il 04 dicembre 2017
Articolo pubblicato il 04 dicembre 2017

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"Impegnarsi significa costruire la società. Nulla ha carattere più civile dell'impegno. È un atto di fede verso la volontà umana. Impegnarsi è il contrario di vivere passivamente. Chi si impegna diventa attore della propria vita e parte attiva della società civile" ha dichiarato Rama Yade in un sentito intervento a favore dei diritti dell'uomo. 

È intervenuta il 28 novembre a una conferenza tenutasi nel municipio del quinto arrondissement parigino sul tema: "Massacro di migliaia di prigionieri politici in Iran nel 1988: diritto alla verità per le famiglie delle vittime". Incentivata dalla sindaca Florence Berthout, una mostra ha permesso di misurare la portata di una tragedia di scottante attualità per l'Iran, dove sempre più insistentemente si chiede che venga condotta un'inchiesta internazionale.

L'ex Segretaria di Stato francese per gli Affari Esteri e i Diritti dell'uomo ha dichiarato:

"Oggi i corridoi di questo municipio mi fanno pensare al 24 agosto scorso. Nei lunghi corridoi del municipio del secondo arrondissement erano state appese le stesse fotografie. Migliaia di persone: giovani studenti, donne in gravidanza, adolescenti. Sono gli eroici martiri del massacro di 30.000 prigionieri politici nell'estate del 1988. Uccisi a sangue freddo. Fu un crimine contro l'umanità.

Come sempre succede in una situazione di miseria, alcuni uomini e donne, valorosi eroi del quotidiano, tentano all'interno o all'esterno di questa prigione a cielo aperto che oggi è l'Iran di risvegliare le coscienze umane, di reclamare giustizia, di rompere il silenzio.  Sì, serve una Commissione d'inchiesta immediata, indipendente, trasparente per fare luce sui crimini rimasti impuniti del 1988. Sì, la Corte penale internazionale recupererebbe credibilità se portasse i responsabili davanti alle autorità competenti. No, la pace in Iran non sarà possibile senza giustizia. Le vittime non ci fanno stare tranquilli.

È giunto il momento per l'UE e soprattutto per la Francia, paese dei diritti dell'uomo, di condannare fermamente le palesi violazioni dei diritti umani in Iran, in particolare l'elevato numero di esecuzioni, e di condizionare il commercio con l'Iran a causa delle violazioni stesse.

Dobbiamo essere più numerosi, più determinati per guidare questa svolta  indispesabile! Lo dobbiamo a questo grande popolo iraniano, una delle civiltà più antiche e luminose che siano mai esistite. Lo possiamo fare sostenendo il desiderio di cambiamento del popolo iraniano per la fine di questo regime e la creazione di una repubblica laica fondata sulla separazione tra religione e Stato, parità dei sessi, libertà di espressione!

L'impegno

Vorrei a questo punto del mio intervento soffermarmi su un concetto fondamentale: l'impegno. Si tratta di ciò che ci unisce regolarmente. Avverto da vicino il silenzio, l'indifferenza per questa e tante altre cause. Perché dovremmo interessarci dell'Iran? È lontano. Abbiamo già abbastanza problemi da affrontare a casa nostra. È tragico constatare la chiusura delle società occidentali, le quali non vogliono più ragionare a livello di comunità, quando quest'idea era sempre stata sostenuta nella storia dall'Occidente stesso. Ora non è più così. Per sua grande sfortuna.

Non c'è essere umano che io compatisca di più di coloro che si accontentano di essere se stessi. Soltanto se stessi. Miseria. Miseria di una vita che si limita a vegetare. Ad accontentarsi di ciò che esiste.

L'impegno è un qualcosa di più grande, significa conferire alla vita un maggior grado di intensità. L'impegno non coincide mai con l'essere soltanto se stessi ma con il concepirsi al massimo delle proprie potenzialità. Si tratta di un atto ricco di emozioni, nelle sue realizzazioni, frustrazioni, tensioni, contrasti, nei dubbi che comporta, così come nelle certezze che trasmette. L'impegno non è mai un processo facile, poiché la sua essenza, fortemente sublime, si realizza nel superamento degli ostacoli. Questo è ciò che mi spinge a impegnarmi al vostro fianco.

L'impegno permette di sfuggire alla semplice condizione di essere umano. Cosa saremmo se la nostra vita fosse scandita dalla profana trinità: prendere i mezzi, lavorare, dormire? La resistenza iraniana, a cui rendo omaggio, testimonia da 30 anni il duro impegno per una causa, alla quale dedicarsi con anima e corpo, poiché si appartiene più al proprio paese che a se stessi. Molti iraniani hanno perso la vita per difendere un nuovo destino per il proprio paese. C'è un aspetto trascendentale nell'impegno, che fa sì che i suoi eroi ci rimettano qualche volta la propria salute. L'impegno è anche sacrificio.

Lo slancio vitale di una nazione

C'è una domanda che assilla ancora ogni Francese, o quasi, traumatizzato per non aver saputo essere se stesso quando i nazisti arrivarono: a Vichy saremmo stati collaborazionisti o partigiani? La nazione non si impegnò ma lo fecero i suoi figli più illustri. Nelle foreste, a Londra, a Brazzaville.

Ma l'impegno non può rimanere individuale: soltanto nella comunità può realizzarsi appieno e avere senza dubbio un effetto trainante. Per questo la resistenza iraniana ha bisogno di noi. Impegnarsi significa costruire la società. Nulla ha carattere più civile dell'impegno. È un atto di fede verso la volontà umana. Impegnarsi è il contrario di vivere passivamente. Chi si impegna diventa attore della propria vita e parte attiva della società civile.

L'impegno non è certo un atto disordinato, in quanto implica un obiettivo. L'impegno non è compatibile con ciò che è confuso, poco chiaro, temperato. È radicale per natura. Si fa carico di un'ideologia. L'impegno è anche ossessione. In questo caso per la verità, per la giustizia. Può portare alla morte, una morte sublime. Quanti martiri in questa gloriosa resistenza iraniana! Saremmo tentati di pensare che la dimensione utopica dell'impegno non sia mai lontana. Eppure questa renderebbe l'impegno stesso vano? Il fatto di non comprenderne il significato, la portata, il miracolo intrinseco. 

Nelle nostre democrazie malate, nelle quali tanti cittadini si sono arresi, dove sono il sacrificio, l'impresa, l'impegno collettivo, l'eternità? Dov'è la Francia? È grado di impegno dei cittadini a dare la misura dello slancio vitale di una nazione. L'antropologa Margaret Mead diceva: "Mai dubitare del fatto che un piccolo gruppo di individui consapevoli e dediti alla loro causa possa cambiare il mondo. Anzi, la dedizione è sempre stata l'unica leva del cambiamento".