ragazzini NERI NEI FILM: UNA PROMESSA INDIE?

Articolo pubblicato il 23 aprile 2014
Articolo pubblicato il 23 aprile 2014

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Film in­di­pen­den­ti come Troop 491: The Ad­ven­tu­res of the Muddy Lions pos­so­no cam­bia­re lo sta­tus quo dei ra­gaz­zi neri da­van­ti alla mac­chi­na da presa?

Sono dav­ve­ro pochi i film per ra­gaz­zi che ve­do­no come pro­ta­go­ni­sti ra­gaz­zi­ni di co­lo­re, anche nei co­sid­det­ti “black mo­vies”. Le at­tri­ci nere sem­bra­no pas­sar­se­la re­la­ti­va­men­te bene; pen­sia­mo­ci, c'è un equi­va­len­te ma­schi­le alla tra­iet­to­ria ci­ne­ma­to­gra­fi­ca di Keke Pal­mer dopo il suo suc­ces­so in Una pa­ro­la per un sogno (Akee­lah and the Bee)? Hol­ly­wood ha sol­le­va­to un pol­ve­ro­ne per l'at­tri­ce, no­mi­na­ta al­l'O­scar per Re della terra sel­vag­gia (Beasts of the South­ern Wild), Que­ven­zhané Wal­lis, ma c'è una sor­pren­den­te as­sen­za di gio­va­nis­si­mi at­to­ri neri a se­guir­la sotto i ri­flet­to­ri.  Pochi anni fa, ra­gaz­zi neri hanno re­ci­ta­to in film di nic­chia per adul­ti. LUV , con pro­ta­go­ni­sta Mi­chael Rai­ney Jr., è en­tra­to nella se­le­zio­ne uf­fi­cia­le del Sun­dan­ce Film Fe­sti­val 2012. Pren­de­te la Lon­dra di John Boye­ga nel film bri­tan­ni­co At­tack the Block - In­va­sio­ne alie­na del 2011. Mal­gra­do fosse un film bril­lan­te, At­tack the Block - In­va­sio­ne alie­na è stato ven­du­to agli in­ten­di­to­ri di film in­di­pen­den­ti col bol­li­no "R" (Re­stric­ted: vie­ta­to ai mi­no­ri di 17 anni non ac­com­pa­gna­ti da adul­ti). Negli Stati Uniti e nel Regno Unito bi­so­gna­va avere 15 anni per ve­de­re il film.

Mal­gra­do venga spes­so de­mo­li­to nei ta­bloid e nei blog, Jaden Smith, fi­glio di Will Smith, è uno dei pochi ra­gaz­zi a im­per­so­na­re per­so­nag­gi di gio­va­ni neri nella di­stri­bu­zio­ne di film degni di nota; pos­sia­mo dun­que dire che Troop 491: The Ad­ven­tures of the Muddy Lions, il primo film del re­gi­sta afro-ame­ri­ca­no Pa­trick Ricks aka Pra­heme Pra­phet, 29 anni, ana­liz­za le bat­ta­glie di un pre­a­do­le­scen­te delle scuo­le medie. 

L'ine­sper­to Tris­tan Fos­ter, in­ter­pre­ta­to da Ki­mani Cole­man, vive nei bas­si­fon­di di Rich­mond, Vir­ginia, con la madre Glo­ria, un'in­fer­mie­ra. Ve­dia­mo su­bi­to che Tris­tan deve ca­var­se­la senza una fi­gu­ra di ri­fe­ri­men­to ma­schi­le, men­tre a sua madre tocca pra­ti­ca­men­te tra­sci­nar­lo in chie­sa. Il suo unico sfogo sem­bra es­se­re il suo hobby, di­se­gna­re, ma non è poi tanto uno sfi­ga­to, anzi, ri­fug­ge que­sta eti­chet­ta. 

I suoi "amici", gui­da­ti dal suo mi­glio­re amico, detto Cocoa Puffs (King Hoey), hanno una loro stret­ta di mano ed eser­ci­ta­no co­stan­te­men­te la loro cam­min­na­ta da spac­co­ni, cer­can­do di te­ner­si a di­stan­za dai ra­gaz­zi­ni che non ce l'han­no. Du­ran­te una fun­zio­ne do­me­ni­ca­le, gli scout lo­ca­li ri­ce­vo­no i loro di­stin­ti­vi in una ce­ri­mo­nia omi­le­ti­ca. Que­sto fa ve­ni­re un'i­dea a sua madre. Gli scout, pensa, po­treb­be­ro sal­va­re suo fi­glio. A que­sto punto del film, i dia­lo­ghi va­cil­lano: nello scam­bio di bat­tu­te fra Tris­tan and Glo­ria, lei lo rim­pro­ve­ra di "an­da­re in giro con un bran­co di lupi", dopo che lui e gli amici ru­ba­no delle ca­ra­mel­le da un ne­go­zio. Que­ste bat­tu­te sono scon­ta­te e po­te­va­no es­se­re per­fe­zio­na­te un po' dal re­gi­sta, che è anche lo sce­neg­gia­to­re, ma, va be', i bam­bi­ni non se ne ac­cor­ge­ran­no mica, no?

Con sua gran­de mor­ti­fi­ca­zio­ne, Tris­tan viene in­tro­dot­to negli scout e, com'è pre­ve­di­bi­le, vuole che la cosa ri­man­ga se­gre­ta. La sua lotta fra le forze del bene e del male di­ven­ta più dura. I film mo­ra­leg­gian­ti pos­so­no ca­de­re nel trash molto ve­lo­ce­men­te. Que­sto Pra­he­me non lo con­sen­te mai. Non na­scon­de la real­tà scon­for­tan­te della vita dei bas­si­fon­di della città. Il film di que­sto re­gi­sta, lau­rea­to al­l'U­ni­ver­si­tà di Ho­ward e della Flo­ri­da, ci mette del tempo per co­strui­re per­so­nag­gi com­ples­si. Ado­pe­ra un umo­ri­smo scan­zo­na­to per com­pen­sa­re col ritmo so­ste­nu­to pre­sen­te quan­do Tris­tan as­si­ste a un omi­ci­dio e i suoi va­lo­ri da scout ven­go­no messi alla prova. C'è anche un cameo di  Da­ph­ne Reid, che im­per­so­na­va Vi­vian Banks in Willy, il prin­ci­pe di Bel-Air. La fo­to­gra­fia rea­li­sta da con­vul­sa di­ven­ta tenue, con l'ec­ce­zio­ne dei sogni di Tri­stan che ap­pa­io­no come even­ti in tempo reale.

Tris­tan alla fine trova una fa­mi­glia fra i com­pa­gni scout, che chia­ma­no il pro­prio grup­po "Muddy Lions" ("leoni fan­go­si"), un nome che avreb­be fun­zio­na­to me­glio come ti­to­lo.

Alla pro­ie­zio­ne della pre­mie­re al  Bri­tish Film In­sti­tute al­cu­ne file erano oc­cu­pa­te da gio­va­ni neri dei ghet­ti di Lon­dra. Alla fine del film esul­ta­va­no e stril­la­va­no, strat­to­nan­do il re­gi­sta per avere un suo au­to­gra­fo.

Pra­heme, che è stato scout, dice: “Lo scou­ti­smo mi ha aiu­ta­to a pre­pa­rar­mi alla vita, mi ha in­se­gna­to molti va­lo­ri e le­zio­ni che porto an­co­ra con me oggi”.

“Se po­tes­si far pas­sa­re tutto ciò in que­sta ge­ne­ra­zio­ne a ve­ni­re di ra­gaz­zi,” pensa. “Forse que­sto po­treb­be aiu­ta­re a pla­sma­re la vita di al­cu­ni di que­sti ra­gaz­zi?" Spe­ria­mo che i suoi sogni si rea­liz­zi­no. 

Troop 491 è di­ver­ten­te, pia­ce­vo­le e re­la­zio­na­le, un film nel quale, ne sono certa, ogni ra­gaz­zi­no d'Eu­ro­pa che vive in un ghet­to riu­sci­rà a  iden­ti­fi­car­si.

Tut­ta­via, quan­do gli è stato chie­sto circa le sue prin­ci­pa­li dif­fi­col­tà come gio­va­ne ci­nea­sta nero, la sua ri­spo­sta è stata im­me­dia­ta­men­te: "La di­stri­bu­zio­ne". Ha detto: " è ab­ba­stan­za dif­fi­ci­le farlo [un film], ma è an­co­ra più dif­fi­ci­le farlo usci­re per­ché la gente lo veda".

Se Pra­heme rie­sce a su­pe­ra­re que­sto osta­co­lo ini­zia­le e Troop 491 ot­tie­ne l'at­ten­zio­ne che me­ri­ta, forse le st­orie dei ra­gaz­zi­ni neri non ver­ran­no più igno­ra­te, e loro po­tran­no an­da­re al ci­ne­ma e ve­de­re una rap­pre­sen­ta­zio­ne tri­di­men­sio­na­le di loro stes­si sullo scher­mo.