Rafael Alberti, 105enne ignorato dall’Europa

Articolo pubblicato il 12 dicembre 2007
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Articolo pubblicato il 12 dicembre 2007
Rafael Alberti, il più longevo della sua generazione artistica, quello che viaggiò di più e che strinse amicizie oltre il confine della Spagna, resta circondato dal silenzio. E non gli viene consegnato lo stesso riconoscimento dato a García Lorca, Buñuel o Dalí.
Rafael Alberti, 105enne ignorato dall’Europa Il 16 dicembre 2007 il poeta spagnolo compie 105 anni. La Fundación intitolata a suo nome, che ha sede nella città che gli diede i natali – El Puerto de Santa María, Cadice – sta preparando numerose attività per commemorare la nascita del mito della letteratura e della storia europea del Ventesimo secolo, scomparso nel 1999.

Rafael Alberti (Foto, Fundación Rafael Alberti</i>)Rafael Alberti

Le celebrazioni dureranno alcune settimane e avranno un’ospite d’eccezione: la cantante , proprio il 16. Ma il vero evento è l’eccezionale coincidenza dell’80esimo anniversario dell’omaggio al poeta barocco , che aveva riunito a Siviglia i componenti della . Proprio di questa, infatti, Alberti fu l’esponente principale. Reading di poesia, recital, presentazioni di libri e incontri dei rappresentanti delle fondazioni dedicati agli autori della generazione del ’27 riempiranno il calendario di questo particolare anniversario nella calda frontiera del sud europeo.

María Dolores PraderaLuis de GóngoraGeneración del 27

Un autore internazionale sconosciuto in Europa

«Il nostro lavoro nella fondazione è quello di vegliare sul patrimonio depositato da Rafael e collaborare allo studio della sua opera e della sua generazione letteraria» precisa María Asunción Mateo, seconda moglie del poeta e direttrice della fondazione, molto attiva in Sudamerica, in particolare in Cile, Messico, Cuba e Uruguay, ma meno in Europa, dove Alberti tuttavia viaggiò e lavoro per molti anni. A Roma, dove visse 14 anni e alla quale dedicò uno dei suoi libri più letti () non c’è nemmeno una via che porti il suo nome. A Parigi, prima stazione del suo esilio dopo la guerra civile spagnola, dove a fianco dei repubblicani dada si impegnò nel Partito Comunista, è difficile incontrare qualcuno che abbia mai sentito il suo nome. «Era già qualcosa non finire in un campo di concentramento e sfuggire ai tedeschi quando entrarono a Parigi nel 1940» puntualizza la vedova, ricordando: «I nove mesi in cui mio marito è rimasto a Parigi, insieme alla prima moglie , lavorò nell’emittente radio . Ma erano rifugiati politici: per questo la sua attività poetica non poteva essere resa pubblica».

María Asunción Mateo (Foto, Fundación Rafael Alberti</i>)Roma, pericolo per i viandantiMaría Teresa LeónParis Mondiale

Marketing diffuso

Pur con queste premesse, il muro di silenzio eretto intorno alla sua figura rimane qualcosa di incomprensibile. Alberti fu il più longevo della sua generazione artistica, quello che viaggiò di più e che coltivò più amicizie oltre i confini della Spagna. Eppure non gli viene consegnato lo stesso onore dato a García Lorca, a Buñuel o a Dalí. «Non è stata riconosciuta nemmeno l’opera di un premio Nobel come il poeta Juan Ramón Jiménez o Antonio Machado» prosegue la Mateo. La risonanza mondiale di «personaggi illustri come Buñuel o Dalí è dovuta, per quel che riguarda il primo, alla sua ampia diffusione grazie a un mezzo universale quale il cinema, e per quel che riguarda il secondo all’autopromozione della sua genialità pittorica a livello di marketing, come pochi hanno fatto». «Quanto a Lorca, la sua tragica morte ha alimentato sempre la curiosità di studiosi e storici del mondo intero» spiega Juan Gómez, responsabile della Cultura nel comune di El Puerto de Santa María all’epoca della nascita della fondazione, nel 1991. Nella sua casa Alberti trascorse diversi pomeriggi recitando e cantando le sue adorate “canzoni piccanti” tra amici (“Una suoretta con affanno prolisso/ con ardore succhiava un Crocifisso”, ricorderà il poeta Luis Muñoz). A dire il vero Alberti, con la sua carica di simbolismo politico ed artistico (ricordiamo che fu anche un pittore originale) non è diventato “un marchio”, come sostenevano alcuni poeti amici quali , soprattutto se comparati con compagni di generazione quali Picasso, Neruda o lo stesso Dalí.

Luís García Montero

Mezzi migliorabili

Sarà un problema di budget? La fondazione riceve finanziamenti da molti organismi politici, «e ha sempre ricevuto l’appoggio sia dei governi di sinistra che di quelli di destra» insiste Gòmez. «Come si può ben immaginare, non abbiamo i mezzi economici per diffondere la sua opera nel mondo intero» aggiunge la Mateo, che in ogni caso ricorda di aver curato omaggi ad Alberti perfino al Cairo. «Crede che ci sia qualche istituzione culturale in Spagna che possa risponderle affermativamente? Molto poche, quasi nessuna. Anche se ovviamente ci sarebbe bisogno di maggiori mezzi, non voglio nemmeno sapere che posto occupano i finanziamenti per le attività culturali in questo Paese. È ovvio che il nostro lavoro potrebbe avere più contenuti se solo ci fossero aiuti più congrui ai nostri progetti».ù

Vela de Alberti en la Fundación Rafael Alberti (Foto, Fundación Rafael Alberti</i>) Una tessera del partito non è una patente di guida

Rafael Alberti visse a lungo e intensamente. Nella sua casa di Roma gli piaceva raccontare, incontrava intellettuali europei e politici spagnolo nella clandestinità, tanto che moltissimi ritenevano quel luogo la vera ambasciata di Spagna in Italia, contro quella ufficiale franchista e del Nunzio Apostolico. I suoi lavori, sempre sensibili ai nuovi linguaggi e aperti alle nuove forme di comunicazione tra la gente delle strade, introduceva ogni tipo di modalità del linguaggio parlato, mettendosi in contatto in modo particolare con i giovani. Ma oggi il comunismo non è più di moda e i giovani si interessano di altro. «Affascina e affascinerà sempre la sua personalità, la sua vita leggendaria, la sua conseguenza ideologica, la varietà di registri della sua opera letteraria e la sua particolare pittura, che lo trasformano in uomo Rinascimentale» ripete sempre la Mateo. «Rafael ha sempre attirato i giovani, e sempre li attirerà. Perché la sua opera è sempre all’avanguardia, anche se è stata scritta settant’anni fa. La genialità non ha barriere temporali». Di fronte all’ondata di anticomunismo che si respira nei Paesi dell’ex Blocco Comunista, dove viaggiò tanto a lungo Alberti, cosa si potrebbe dire ai fratelli Kaczyński sulla vita di un poeta che si è sempre considerato “comunista nel cuore”? Su questo tema la Mateo, che dirige una fondazione di cui il Comitato d’Onore è composto, tra gli altri, del celebre Premio Nobel comunista portoghese José Saramago, è molto decisa: «Potrei parlare agli “anticomunisti acerrimi”, come lei dice, di Rafael e della sua opera fino allo sfinimento. Questo potrebbe accrescere il loro amore per la letteratura o la pittura, ma non credo che il mio discorso cambierebbe il loro credo politico». «C’è una sua frase» conclude «che meriterebbe di essere scolpita: “Una tessera di partito non è una patente di guida”. Non credo che quando si contempla, oggi, una scultura di Fidia o la Nike di Samotracio, qualcuno si interessi dell’ideologia politica degli scultori». Rafael Alberti nacque e morì in autunno. Una stagione alla quale dedicò un libro di poesie semplici e brevi: (“Aperto a tutte le ore”). Di seguito la poesia 18.

Abierto a todas horas

Qualcuno, o molti, penseranno: - Inutile che questo poeta parli d’autunno! - Ma come non parlarne, e tanto, e con nostalgia, se ben presto entrerà nell’inverno?

Paco Ibáñez canta A galopar (“al galoppo”) all’Olympia di Parigi

Una delle poesie più recitate e cantate di Rafael Alberti la cui fama è dovuta in parte al cantautore spagnolo Paco Ibáñez, che se l’è preso a cuore cantandolo in tutti i suoi concerti. La registrazione più famosa è quella dei suoi concerti nel mitico Théatre Olympia di Parigi, qui di seguito.

Foto: ritratto di Rafael Alberti, María Asunción Mateo, direttrice della Fondazione Rafael Alberti; vela di Alberti nella fondazione, a El Puerto de Santa María: © Fundación Rafael Alberti Diritti di riproduzione dell’opera letteraria di Rafael Alberti: © Carmen Balcells