Quel dibattito europeo che non c’è

Articolo pubblicato il 08 giugno 2004
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Articolo pubblicato il 08 giugno 2004

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La campagna elettorale per le europee è stata ancora nazionalizzata. Con qualche rara eccezione. Panoramica.

La battaglia elettorale europea si sta riducendo a polemiche nazionali e giri di parole. L’occasione di avvicinare l’Unione Europea ai cittadini è sfumata per l’ennesima volta. Negli scontri elettorali si polemizza, semplifica e si bluffa, ma a questo siamo abituati. Il fatto che sui manifesti elettorali venga riassunto l’ intero programma in poche, vuote parole come “Per un Paese migliore”, non ci sorprende più di tanto. Il fatto è che per l’elezione del Parlamento europeo, questa tendenza alla semplificazione si moltiplica. Mentre per le elezioni politiche nazionali al cittadino viene chiaramente spiegato cosa debba eleggere, cioè il parlamento nazionale e che partito sia tenuto a votare, per le elezioni europee spesso manca pure questa informazione. Vengono chiamate semplicemente “elezioni europee”: suona bene, ma non è per forza di aiuto a rendere più popolare il parlamento europeo, né tanto meno a chiarire che l’Unione Europea sia composta da più istituzioni. Non si tratta infatti di votare sul merito dell’Unione Europea. Si potrebbe obiettare, che scopo della campagna elettorale non sia la sensibilizzazione sull’Unione Europea. Ma quale opportunità migliore di questa per farlo?

La coerenza dei Verdi

Le elezioni per il parlamento europeo sono un’occasione unica per creare un’opinione pubblica europea. Nel giro di tre giorni, cittadini di 25 Paesi eleggono i loro rappresentanti per la stessa Camera. Ma invece di promuovere interessi europei, molti partiti conducono una campagna elettorale nazionale, una campagna che volutamente occulta il vero motivo della chiamata alle urne. L’elezione per il parlamento europeo viene strumentalizzata, per mirare a obiettivi interni. Nazionali.

Si inveisce contro il governo e si insiste su temi nazionali. In Germania, per esempio, i cristiano-democratici della CDU ritraggono persone che avrebbero perso il loro posto di lavoro per colpa delle politiche della coalizione rosso – verde di Schröder. Viene così ignorato il fatto che le fazioni del Parlamento Europeo non si esprimeranno sulle riforme del mercato del lavoro. Dell’Europa nessuna traccia quindi. Né si capisce in nome di che cosa i socialdemocratici spagnoli mirino al parlamento europeo. “Nos gusta Europa” affermano sui loro manifesti elettorali, ma prese di posizione sui contenuti non si trovano. Difesa dei consumatori? Traffico? Costituzione? Soli i “Grünen”, i Verdi hanno una lista elettorale europea, per altri partiti non vi è nemmeno il riferimento a quale gruppo parlamentare europeo intendano aderire.

I cittadini vogliono e debbono venire informati. Si tratta di consolidare l’accettazione dell’ Unione Europea e formare un’opinione pubblica critica e colta. Tutti i partiti sanno perfettamente che ogni voto conta, indipendentemente dalla maturità con cui viene dato. Ai cittadini manca la vicinanza alla politica europea e si augurano quindi più trasparenza. Ma questo tipo di campagna elettorale non solo va contro di loro, ma causa volutamente l’opposto. Se ci sono delle ragioni per partecipare all’elezione del parlamento europeo, beh queste dovrebbero venire espresse in maniera chiara. E se ci sono dei motivi per votare questo o quell’altro partito, devono essere motivi europei.