Qual è la situazione dei Diritti Umani nell'attuale crisi politica in Turchia?

Articolo pubblicato il 15 agosto 2016
Articolo pubblicato il 15 agosto 2016

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Quello sui Diritti Umani è un elemento chiave nell'evoluzione delle relazioni tra Unione Europea e Turchia. È dunque essenziale comprendere cosa stia davvero succedendo in Turchia.  

Il 15 di Luglio, in Turchia, i soldati hanno tentato un colpo di stato contro Recep Tayyip Erdoğan e il suo governo. Il golpe, tuttavia, si è rivelato un fallimento e le autorità nazionali hanno reagito con purghe e hanno dichiarato lo stato di emergenza. Per comprendere meglio fino a che punto questa crisi politica abbia effetto sui Diritti Umani, abbiamo intervistato Hayet Zeghiche, Direttore della Comunicazione per EuroMed Rights, NGO per la promozione dei Diritti Umani nella regione Euro-Mediterranea. Intervista.

CaféBabel - Qual è stato l'impatto reale sui Diritti Umani nel fallimento del colpo di stato in Turchia?

Hayet Zeghiche - Fin'ora, abbiamo documentato la sospensione dagli incarichi di 50,000 pubblici ufficiali; numerose scuole private, fondazioni e università sono state sequestrate dallo stato. Allo stesso modo decine di associazioni, organi di stampa sono stati costretti a chiudere. Alle persone arrestate devono essere garantiti i diritti custoditi nella legislazione internazionale e le autorità turche dovrebbero agire in favore della loro sicurezza e protezione. Le investigazioni dovrebbero essere condotte nel rispetto delle leggi. Alle voci critiche dev'essere concesso il diritto di esprimersi in luoghi pubblici.

Il golpe si è rivelato un'eccezionale repressione dell'intero assetto sociale?

Ovviamente siamo preoccupati dalla reazione violenta ed indiscriminata del governo Turco, il quale si è accanito contro l'esercito e la magistratura, con l'avventato arresto di diverse migliaia di persone presumibilmente coinvolte nel colpo di stato, di giornalisti, avvocati, NGO ed altre voci critiche e con il divieto di espatrio a tutti i docenti universitari.

EuroMed Right e le organizzazioni membre con sede in Turchia sostengono che, per quanto i responsabili debbano essere assicurati alla giustizia ( eseguendo un'investigazione indipendente, imparziale, scrupolosa e immediata ), il procedimento penale dovrebbe osservare gli standard dei processi di giustizia internazionali e la presunzione di innocenza dev'essere rispettata. Coloro contro i quali non è presente alcuna evidenza di violazione non dovrebbero essere vittime di investigazioni infondate né di misure restrittive. 

In Nel contesto dello stato di emergenza, la Turchia ignorerà quanto disposto dall'ECHR. Cosa temete riguardo a tale inosservanza?

Temiamo che lo stato di emergenza permetta al presidente e al Consiglio dei Ministri di legiferare per decreto, ignorando il parlamento e minando gli standard di democrazia, il che condurrebbe alla sospensione "parziale o totale" dell'esercizio dei Diritti Umani e delle libertà fondamentali, inclusi gli obblighi della Turchia emandati dalla Convenzione Europea sui Diritti Umani. 

Le minoranze ed i dissidenti sono più vulnerabili a causa delle purghe?

Il tentativo fallimentare del colpo di stato avviene in un contesto di continue violazione dei Diritti Umani nell'esercizio della legge da parte delle autorità turche. EuroMed Rights ha documentato costanti restrizioni del diritto di libertà di espressione e nell'uso dei media, violazioni nella gestione impropria dell'immunità parlamentare con minacce di procedimenti penali contro l'opposizione, nonché: criminalizzazione del dissenso, avviamento di piani per la concentrazione del potere nelle mani del presidente, strumentalizzazione della religione come un'arma del governo, avvio di una violenta repressione politica nel sud-est del paese. Temiamo che l'opposizione e le voci critiche siano il bersaglio.

Durante il colpo di stato, Erdogan sembra aver avuto il consenso della popolazione. Nella situazione attuale i cittadini turchi badano più alla sicurezza che alla libertà?

EuroMed Rights  non si arroga il diritto di esprimersi per l'intera popolazione turca.

Cosa vi aspettate dall'Unione Europea e dalla Comunità Internazionale in questo contesto?

Chiediamo alla Comunità Internazionale, all'EU in particolare, di rimanere vigile e di sollecitare la Turchia ad agire nel rispetto dei propri obblighi internazionali e dei Diritti Umani. L'interesse geopolitico non dovrebbe prevalere sul rispetto delle leggi e dei Diritti Umani. 

Nel contesto di attacchi terroristici ed emergenza rifugiati, temete che le istituzioni Europee e i paesi Occidentali chiudano un occhio sulle violazioni dei Diritti Umani? 

Ci auguriamo di no. La stabilità può essere sempre ripristinata attraverso l'esercizio dei Diritti Umani e della legge. Il governo turco dovrebbe mostrare ampio rispetto dei princìpi di legalità, necessità e proporzionalità. Dovrebbe sempre attenersi ai sui doveri nella tutela dell'ordinamento internazionale sui Diritti Umani. Il dibattito sulla reintroduzione della pena di morte per i presunti responsabili del golpe e la proposta di modificare la costituzione sono fonte di preoccupazione per il futuro dei Diritti Umani in Turchia. Secondo la legge internazionale sui Diritti Umani, alcune misure di intervento possono essere adottate in una situazione di crisi, sebbene solo come continuazione dell'esercizio della legge.

In che modo stanno agendo EuroMed Rights e le altre NGO prima del convolgimento delle Istituzioni Europee ?

EuroMed Rights è un network creato e guidato dai suoi membri, ossia da organizzazioni per i Diritti Umani profondamente radicate nelle proprie rispettive aree geografiche. Sin dalla nostra creazione, nel 1997, siamo stati una delle poche realtà locali a permettere l'incontro delle organizzazioni del Nord e del Sud del paese in condizioni di parità, a favorire lo scambio e il sostegno di azioni politiche collettive. Nel suo nucleo EuroMed Rights assicura che le politiche e le proposte attuate dai suoi membri confluiscano nelle politiche e nelle pratiche delle Istituzioni Europee, degli stati dell'Unione Europea e del Sud-Est del Mediterraneo. Ciò ci è possibile attraverso il sostegno di Brussels. Ma, in egual misura, agiamo in supporto dei nostri membri nella difesa delle loro attività a livello nazionale e regionale. In conclusione, EuroMed Rights non incoraggia nè finanza progetti arbitrari ( in regola con le volontà dei nostri membri ), assiste invece il lavoro sul campo. Il nostro valore aggiunto sta nel fatto che incoraggiamo i nostri membri a lavorare insieme quando le opportunità di collaborazione appaiono scarse o terribilmente indebolite. Lavorariamo su tematiche di dimensione locale o regionale, illustriamo inoltre ai nostri membri in quali modi l'EU possa aiutare i paesi meridionali a dare avvio al proprio operato.